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UBS pone fine all’accordo su copertura perdite da fusione con Credit Suisse

UBS pone fine all'accordo su copertura perdite da fusione con Credit Suisse

UBS non avrà più bisogno del supporto della Confederazione Svizzera e della Swiss National Bank (SNB) per coprire le perdite risultanti dall’acquisizione di Credit Suisse. La più grande banca elvetica ha pubblicato un annuncio con il quale parla di rescissione del contratto di garanzia. Le parti avevano firmato un accordo a marzo che subordinava la fusione tra i due grandi istituti di credito alla garanzia che il governo svizzero avrebbe coperto le perdite fino a 9 miliardi di franchi, oltre i 5 miliardi di franchi di cui si sarebbe fatta carico UBS, mentre la Banca centrale avrebbe fornito una linea di credito di 100 miliardi di franchi per l’erogazione dei mutui e il sostegno della liquidità.

Il governo svizzero ha salutato la notizia della fine dell’accordo di copertura affermando che “i contribuenti non sopporteranno più alcun rischio derivante dalle garanzie concesse”. Alla Borsa di Zurigo le azioni UBS salgono del 3,5% a 20 franchi negli scambi di oggi.

 

Le motivazioni della chiusura

La decisione di porre termine al patto scaturisce da “una valutazione completa delle attività non strategiche di Credit Suisse coperte dalle misure di sostegno alla liquidità”, ha fatto sapere la banca guidata da Sergio Ermotti. “Queste misure, insieme all’intervento di UBS, hanno contribuito alla stabilizzazione di Credit Suisse e alla stabilità finanziaria in Svizzera e nel mondo”, si legge in una nota.

Credit Suisse ha inoltre rimborsato integralmente un prestito di emergenza Liquidity Assistance Plus (ELA+) di 50 miliardi di franchi ottenuto dalla SNB a marzo contestualmente alla drammatica situazione finanziaria che attraversava l’istituto zurighese. “Tutti gli aiuti straordinari di liquidità basati sulla legge di emergenza del 19 marzo 2023 sono stati rimborsati”, ha precisato oggi UBS nel comunicato. Inoltre, Credit Suisse ha sostenuto una commissione d’impegno e un premio di rischio di 214 milioni di franchi complessivi al 31 luglio 2023. Di questo denaro, 153 milioni sono finiti alla Confederazione Svizzera e 61 milioni alla SNB.

 

UBS: avviato il processo per eliminare il marchio Credit Suisse

UBS ha anche avviato il processo per eliminare il marchio internazionale di Credit Suisse, attraverso la sostituzione delle insegne presso la sede statunitense e pianificando cambiamenti anche in altre aree. Nei prossimi mesi, quindi, le insegne dovrebbero riportare il logo UBS nelle zone interessate. In Svizzera invece il marchio potrebbe essere mantenuto se UBS riuscirà a vendere le attività nazionali di Credit Suisse. L’annuncio ufficiale dovrebbe essere dato il 31 agosto in occasione della presentazione dei risultati del secondo trimestre o al più tardi nel mese di settembre.

Il motivo per cui tutto ciò avverrebbe è per evitare di confondere i clienti, secondo alcune indiscrezioni filtrate all’interno della banca con sede a Zurigo. Del resto Ermotti aveva dichiarato ai collaboratori di Credit Suisse due mesi fa che UBS non avrebbe gestito le due banche come marchi separati e anzi che una situazione del genere non sarebbe stata “nemmeno immaginabile”.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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