Uefa, i ricavi dalle coppe europee per il 2027-2033 volano oltre i 6 miliardi

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A partire dal prossimo anno, la Uefa si appresta a incassare oltre 6 miliardi di euro di ricavi commerciali dalle sue coppe europee per club. La proiezione per il ciclo 2027-2033 prevede più di 1 miliardo di euro all’anno grazie a decisivi accordi di sponsorizzazione globali destinati alle tre principali competizioni calcistiche: la Champions League, l’Europa League e la Conference League.

È Matt Hughes sul Guardian a rivelare che l’organo di governo del calcio europeo sta per chiudere due cruciali accordi di sponsorizzazione: il primo con un provider di pagamenti, il secondo con un’azienda di tecnologia. Bocche cucite sui nome delle società coinvolte, almeno per il momento: quel che appare certo è che il duplice ingresso nella rete dei partner globali premium frutterà almeno 250 milioni di euro.

 

In questo articolo:

 

  • Uefa, ricavi commerciali record dalle coppe 2027-2033
  • I partner coinvolti e l’assegnazione dei diritti televisivi
  • Come vengono gestite le sponsorizzazioni
  • Il montepremi per i club: il gap finanziario da risolvere

 

Uefa, ricavi commerciali record dalle coppe 2027-2033

Il totale dei ricavi commerciali (media, sponsorizzazioni, licensing) sfonderà il tetto dei 6 miliardi di euro annui grazie ad una crescita delle entrate da sponsorizzazioni superiore al 40% rispetto agli attuali 4,4 miliardi. L’aumento previsto dei ricavi sorpassa l’incremento che la Uefa ha già ottenuto vendendo il primo blocco di diritti televisivi di Champions, Europa e Conference League per il ciclo 2027-2031.

A gestire la strategia commerciale, il marketing e la vendita dei diritti delle competizioni Uefa per club maschili e femminili è Uc3, la joint venture strategica tra la federazione europea e la Efc (European Football Clubs), l’associazione dei club europei. Lanciata nel 2025 con sede a Nyon, Uc3 ha appena firmato uno storico accordo con l’emittente televisiva satellitare Wowow per trasmettere i tre tornei maschili e la Champions League femminile in Giappone.

 

I partner coinvolti e l’assegnazione dei diritti televisivi

Uc3 ha già chiuso contratti importanti con Ab InBev, la principale azienda produttrice di birra al mondo con marchi globali come Budweiser, Corona e Stella Artois, per la birra ufficiale dei tornei e con Pepsi come fornitore di bevande analcoliche. La joint venture di Uefa e Efc sta inoltre finalizzando un accordo con Nike per sostituire Adidas e affidare al brand sportivo statunitense il pallone ufficiale delle competizioni maschili.

I diritti televisivi per il ciclo 2027-2031 hanno un valore superiore ai 5 miliardi di euro all’anno e sono stati venduti alla fine del 2025 nei cinque principali mercati europei: Francia, Germania, Italia, Regno Unito e Spagna. Uc3 sta lavorando per la cessione dei diritti tv in altri 21 territori. Nei Paesi Bassi l’organizzazione è in trattativa con Ziggo Sport.

I broadcaster che hanno già ottenuto i diritti sono Canal+ in Francia, diverse piattaforme streaming e network in Germania (Paramount+, Prime Video, Netflix, Dazn e Zdf per gli highlights della Champions), Sky e Prime Video in Italia, Paramount+ e Prime Video nel Regno Unito (a Sky vanno Europa League e Conference League, la Bbc trasmette gli highlights della Champions) e Movistar Plus+ in Spagna con Rtve per la finale di Champions.

 

Come vengono gestite le sponsorizzazioni

Dal 2025, le gare per i diritti televisivi e le sponsorizzazioni sono passate dalla gestione dell’agenzia svizzera Team a quella dei nuovi partner commerciali di Relevent Football Partners, compagnia sussidiaria della statunitense Relevent guidata dall’amministratore delegato Daniel Sillman. La società newyorkese di marketing sportivo ha riorganizzato il processo di vendita delle sponsorizzazioni, mettendo in campo un modello che prevede dodici slot complessivi.

Quattro spazi sono riservati ai partner elevated, ovvero quelli che offrono il massimo valore e ai quali sono venduti i diritti per tutte e tre le competizioni. Gli altri otto slot sono messi a disposizione esclusivamente per la Champions League. I partner elevated hanno il vantaggio di vedere i loro prodotti e marchi esposti in tutte le 545 partite dei tornei. Ai partner da Champions vanno invece i 203 incontri della massima competizione europea.

Relevent ha introdotto anche un prezzo minimo per i pacchetti di primo livello, fissato a 120 milioni di euro. Per battere la concorrenza di Heineken e sbarcare in Champions, il colosso belga Ab InBev ha chiuso un accordo da 200 milioni a stagione. Non è stata da meno Pepsi, che per continuare a fornire i soft drink ufficiali dei tornei (Pepsi e Gatorade, più le patatine Lay’s) ha rinnovato la partnership con la Uefa per il ciclo 2027-2033 ad una cifra non confermata ma che dovrebbe superare i precedenti 70 milioni all’anno.

 

Il montepremi per i club: il gap finanziario da risolvere

La crescita commerciale prevista dalla Uefa andrà soprattutto a beneficio dei grandi club. Attualmente la Uefa destina il 74% del montepremi e il 56% dei ricavi delle tre competizioni europee alle società che partecipano alla Champions League. La parte restante è divisa al 17% per l’Europa League e al 9% per la Conference League. Nella stagione 2024-2025, ad esempio, appena sette club hanno ricevuto più di 100 milioni in premi dalla Uefa, con il Paris Saint-Germain (vincitore della Champions) che ha strappato la bellezza di 144,4 milioni.

Il presidente Aleksander Ceferin starebbe lavorando per rispondere alla pressioni dei club non di prima fascia, che chiedono di contrastare la disparità economica tra top e base, ridurre il divario finanziario e modificare il modello di distribuzione dei fondi. Le squadre che hanno maggiori risorse possono investire in rose più profonde e compromettere l’equilibrio competitivo dei tornei. L’Efc propone da tempo di ripartire il montepremi complessivo al 50% per i club di Champions, al 30% per quelli di Europa League e al 20% per le società di Conference. I top club, tuttavia, oppongono il veto a questa soluzione.

Immagine di Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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