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Unicredit soffre in Borsa: quali i motivi delle vendite?

Unicredit soffre in Borsa: quali i motivi delle vendite?

Dopo aver comunicato nella seduta di ieri i conti del 2021, quella odierna in Borsa è una giornata difficile per il titolo Unicredit. A metà seduta le quotazioni han transitato in deciso ribasso, seppur con volumi in netta contrazione. Nello specifico il Consiglio di amministrazione della banca milanese ha approvato il progetto di bilancio d’esercizio e il bilancio consolidato al 31 dicembre 2021, che registrano un risultato netto pari a 10.366 milioni di euro per UniCredit S.p.A. e 1.540 milioni di euro a livello consolidato, risultati questi che erano già stati comunicati qualche settimana fa.

I motivi che starebbero invece indebolendo le quotazioni arriverebbero non solo dalla presenza della banca italiana in Russia, dove genera oltre il 3% dei suoi ricavi con Unicredit Bank Russia , ma anche dal possibile stop momentaneo al progetto di Opa sul Banco Bpm. Secondo alcuni rumors sarebbe nel rally delle azioni del Banco Bpm il motivo per cui Unicredit ha bloccato il suo progetto di offerta non essendoci più le condizioni per un’ operazione carta contro carta, che valorizzava il Banco Bpm intorno ai 4,5 euro per azione. Tutto questo considerando che gran parte della liquidità a disposizione di Unicredit dovrebbe essere usata per distribuire 16 miliardi di euro di dividendi entro il 2024.

 

Unicredit: analisi tecnica e strategie operative

Nonostante la debolezza delle ultime sedute l’impostazione del titolo rimane ancora al rialzo con un trend che si è ulteriormente rafforzato nelle ultime settimane con il superamento delle forti resistenze e top degli ultimi anni posti in area 14,40 euro. Nel breve una prosecuzione della fase correttiva, anche in direzione degli ex massimi, non cambierebbe il trend di fondo ma anzi potrebbe rappresentare una buy opportunity con primi target rialzisti situati sui 15,90 euro e a seguire 16,25-16,30 euro. Al contrario una discesa sotto i 14,40 euro andrebbe ad indebolire la struttura grafica del titolo che a quel punto potrebbe andare incontro ad una correzione più marcata in direzione dei 13,55 euro e a seguire 12,80 euro , livelli  questi che rappresentano i minimi di gennaio 2022.

 

AUTORE

Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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