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UniCredit: le fusioni possono attendere, cosa fare con l’azione in Borsa?

Vista notturna di Unicredit Tower a milano

Unicredit rimane in attesa che sul mercato si presentino occasioni per effettuare buone acquisizioni ma non ha nessuna fretta. Lo ha ribadito in diverse occasioni l’amministratore delegato del gruppo bancario di Piazza Gae Aulenti, l’ultima in occasione dell’iniziativa Teach for All nel settembre scorso. In quell’occasione l’amministratore delegato Andrea Orcel ha ribadito che sebbene l’M&A sia un mezzo per perseguire obiettivi strategici, ci voglio le condizioni giuste per poterlo mettere in atto.

Dunque Unicredit rimane pronta al sfruttare opportunità che dovessero presentarsi. Tuttavia, non deve esserci solo l’occasione giusta ma anche le condizioni giuste nel paese. Con queste parole Orcel ha allontanato le voci di  interesse per un’aggregazione bancaria in Germania che si erano diffuse nella prima metà del mese scorso e chiuso, almeno temporaneamente, la questione Mps: “I parametri che avevamo per l’operazione li abbiamo condivisi con il governo. Non ci siamo riusciti non per cattiveria e in maniera costruttiva ci siamo tirati indietro, non solo noi ma anche l’altra parte” ha detto.

 

Condizioni al momento assenti

Considerando lo scenario con cui l’economia globale si trova a confrontarsi, chi spera di vedere Unicredit nel ruolo di predatore dovrà aspettare ancora un po’. Le condizioni, ora, non sembrano proprio adatte, con i tassi di interesse in rialzo e il rischio che arrivi una recessione, con i conseguenti problemi di aumento delle sofferenze bancarie. Le banche italiane hanno fatto un grande lavoro e ora sono molto più solide di quanto lo siano mai state ma l’eventuale aumento dei rischi sul credito è comunque un peso in più da sopportare in bilancio. Sul tema Orcel ha chiarito:

 

“Abbiamo la fortuna di entrare in questa crisi con una posizione di forza con un CET1 ratio a l15,73%. Abbiamo anche ridotto sofferenze dal 6% a meno del 3%, e aumentato le coperture a un livello tale da avere un costo del rischio negativo in Italia”, ha aggiunto.

In questo scenario, «Unicredit quest’anno conseguirà gli obiettivi del piano. Vuol dire che se li conseguiamo, li dobbiamo portare a casa. Solo allora saremo in una posizione per distribuire il dividendo ai soci». «Quando valuteremo quello che ci possiamo permettere – ha spiegato il manager – avremo tutte queste riserve nello zaino per prendere una decisione bilanciata».

 

Unicredit: da metà settembre quotazioni in laterale 

Il titolo Unicredit sembra essere impostato al rialzo nel breve termine, nonostante la performance negativa registrata nella seduta di ieri (-2,31%). Dopo un’apertura in linea con la chiusura precedente, infatti, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento fortemente ribassista che le ha portate a realizzare un minimo sul livello 10,750, andando a chiudere sul finale non lontano a 10,808 euro.

Dalla metà di settembre le quotazioni si stanno muovendo all’interno di un ampio trading range compreso tra i livelli 10,070 e 11,450, con un andamento piuttosto schizofrenico visto l’improvviso alternarsi di giornate positive con altre negative, alcune fortemente direzionali e altrettante con poca volatilità intraday. Per poi giungere sempre a un nulla di fatto, senza direzionalità, con un’azione che continua a mantenersi nell’intorno della soglia 11 euro. Le dichiarazioni di Orcel riportate sopra non sarebbero di per sé rilevanti ma tutti si aspettano, presto o tardi, un’ acquisizione. Quindi, nel frattempo, anche se passeranno mesi, conviene avere il titolo in portafoglio godendo comunque della struttura rialzista del grafico.

L’impostazione algoritmica, infatti, vede i prezzi stazionare al di sotto dell’indicatore Parabolic Sar mentre sia l’indicatore Supertrend che la media mobile a 25 sono diventati rialzisti da poco. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’indicatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 56. Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 11,014 con target nell’intorno degli 11,450 euro, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 10,750 con obiettivo molto vicino al livello 10,500.


L’andamento di breve termine del titolo UNICREDIT

AUTORE

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Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi, trader specializzato nella negoziazione per conto proprio di futures, azioni ed ETF, italiani ed esteri, sia con strategie discrezionali che quantitative. È autore di alcune pubblicazioni sulle tecniche di trading, organizza periodicamente corsi di formazione ed è stato più volte relatore nei principali convegni dedicati alla finanza e agli investimenti sia in Italia che all’estero. Interviene spesso nelle trasmissioni televisive sul canale finanziario ClassCNBC e pubblica articoli per varie testate giornalistiche. Offre anche servizi di consulenza generica.

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