Unicredit, piano da 5 miliardi di utili. E seimila tagli in Italia

UNICREDIT, PIANO DA 5 MLD DI UTILI. E 6MILA TAGLI IN ITALIA

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A Londra, Il ceo di Unicredit Mustier ha esposto gli obbiettivi 2020-2023

 

Unicredit presenta il piano industriale. I mercati approvano, quantomeno nell’immediato. L’Italia invece potrebbe finire nei guai. Di nuovo. Perché gli 8.000 tagli del personale prevista dall’istituto di Piazza Gae Aulenti si concentreranno soprattutto nel nostro paese, oltre che in Germania e Austria. Non è tutto. Ci sono 1,4 miliardi di euro di costi di integrazione stimati per la gestione degli esuberi. E 1,1 miliardi riguarderanno proprio lo Stivale: il 78% del totale. Austria e Germania? Appena 0,3 miliardi.

 

Landini: “Né i sindacati né il governo può accettare”

Ilva. Alitalia. Per non parlare di Whirlpool e Auchan, citando altre due delle 160 realtà nostrane in crisi. Da oggi c’è anche Unicredit, che chiude i primi 9 mesi dell’anno con utili pari a 4,3 miliardi di euro. Si allunga la lista delle imprese che necessitano di una politica industriale in grado di farle uscire da acque sempre più tempestose. La rabbia dei sindacati in questo senso non si è fatta aspettare, con Maurizio Landini, leader della Cgil, in prima fila: “Chiudere i primi nove mesi con un utile di 4,3 miliardi e contemporaneamente annunciare 8mila esuberi non è fare impresa. E’ essere irresponsabili. Unicredit deve ritirare tutto, perché né i sindacati né il governo possono accettare tutto questo”.

 

Gli obiettivi del piano Unicredit 2020-2023

Nessun passo indietro, per ora. Per un piano che prevede di raggiungere i 5 miliardi di utili nel 2023, con una crescita aggregata dell’utile per azione di circa il 12%. L’obiettivo è creare 16 miliardi di valore per gli azionisti, aumentando al 40% la distribuzione di capitale solo per quest’anno. La banca guidata da Jean Pierre Mustier ha annunciato anche, come detto, tagli per 8mila lavoratori e chiusura di 450 filiali.

L’importanza del digitale

Il comunicato di Unicredit parla di crescita e scommette forte sul digitale: ricavi in aumento con una media dello 0,8% l’anno salendo a 19,3 miliardi, e un ampliamento dei clienti privati attraverso l’implementazione dei modelli di distribuzione e di servizio come il digitale, appunto, con una crescita dell’impiego dei loro canali dal 45% dei clienti del 2018 al 60% nel 2023.

La trattativa con i sindacati

Ovviamente il dialogo con le parti sociali verrà aperto, lo ha confermato Mustier stesso. E questo succederà a breve: un passo necessario per la gestione degli esuberi. Intanto la First Cisl rilancia: “Gli esuberi restano un errore madornale: Unicredit, che in Italia ha circa 38.000 dipendenti, è già in carenza di organico. Noi chiediamo che a fronte delle uscite ci siano altrettante assunzioni di giovani” mentre la Fabi, sindacato autonomo dei bancari, azzarda persino un paragone tra il ceo Unicredit e Lakshmi Mittal nel’Ilva.


Grafico Unicredit by TradingView

Reazione del mercato

Il titolo, in lateralità dal 7 novembre scorso con resistenza a quota 13 euro (massimo degli ultimi 7 mesi) e supporti a 12,160, ha chiuso in lieve ribasso: -0,45% a Piazza Affari, dopo aver scambiato a lungo in territorio positivo, segnale da interpretare come una reazione immediata sostanzialmente positiva. Per gli analisti il piano è in linea con le attese, con l’eccezione della guidance, superiore alle previsioni per il 2020 e una sorprendente cash distribution, a fronte di presupposti macroeconomici realisti su cui il piano andrebbe a svilupparsi.

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