Unicredit: la sfida tra Orcel e i governi di Italia e Germania

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Andrea Orcel gioca la sua partita su più tavoli, impegnato da diversi mesi sia nel tentativo di scalare Commerzbank che in quello di mettere le mani su Banco Bpm. Copito non facile se a mettere i bastoni tra le ruote sono due governi, quello italiano e quello tedesco. L’aggiornamento della situazione nell’analisi degli esperti di Vontobel nella newsletter settimanale Weekly Note (Clicca QUI per iscriverti). 

 

È stata una settimana importante per Unicredit, tanto sul fronte borsistico che delle notizie. A trainare le quotazioni della banca di Piazza Gae Aulenti ai massimi da marzo 2011 è stato il newsflow. In un gioco che appare una partita a scacchi, la settimana è iniziata con
la notizia della vendita dell’1,5% del capitale di Generali. Un’operazione del valore di circa 700 milioni dalla duplice valenza: uscire dalla partita che interessa il Leone di Trieste, dove negli scorsi mesi Unicredit era salita fino al 6,7% del capitale, e rifocalizzarsi sul tema dell’M&A.

Un messaggio che al mercato ha apprezzato. Agli investitori sono piaciute soprattutto le notizie uscite nei giorni seguenti: la conversione di alcuni derivati che ha permesso alla banca guidata da Andrea Orcel di portarsi al 20% di Commerzbank e l’anticipazione che l’Ue è pronta a bocciare il golden power evocato dal governo italiano nella partita Unicredit-Banco Bpm.

In Germania e in Italia Orcel sta giocando due partite complicate: in questo momento la più difficile appare quella tedesca. Unicredit ha già detto che a tempo debito intende convertire in azioni la restante posizione sintetica di circa il 9% del capitale di Commerz per salire così al 29% autorizzato dalla Bce che le permetterebbe di rimanere sotto la soglia per il lancio di un’opa.

Le valutazioni di Borsa e i ripetuti “nein” del mondo politico tedesco sembrano però allontanare le prospettive di un’offerta concreta su Commerzbank. Anche la partita italiana appare complessa ma di più rapida soluzione. Il sostegno di Bruxelles contro il golden power e il generale rimescolamento degli equilibri di potere nel sistema bancario italiano potrebbero favorire la finalizzazione. Il costo finale potrebbe essere maggiore, come mostra il rilancio di Bper su Popolare di Sondrio, ma alla fine il rafforzamento nel mercato domestico potrebbe concludersi positivamente. Anche perché il mercato spinge con favore Unicredit verso l’M&A e il mercato, Orcel lo sa, non va mai deluso.

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Redazione

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