Uranio: prezzi alle stelle, ecco tutte le ragioni del rally delle quotazioni

Uranio: prezzi alle stelle, ecco tutte le ragioni

La crisi energetica che sta colpendo in maniera particolare la Cina e l’Europa ha rispolverato l’interesse per una forma di energia alternativa a quella generata dai combustibili fossili: l’energia nucleare. Molte centrali erano state chiuse dopo il disastro di Fukushima del 2011, soprattutto in Giappone e in Germania.

Con l’emergenza che si è venuta a determinare oggi, il nucleare sta tornando nuovamente di moda e questo sta spingendo i prezzi dell’uranio a livelli che non si vedevano da tempo. Le quotazioni spot sono arrivate a 47 dollari la libbra, circa il 50% in più rispetto ai valori di 2 mesi fa. Ancora siamo lontani rispetto al picco del 2017 a 137 dollari, ma il trend è in rapida ascesa e presto potremmo vedere prezzi ben più alti di quelli attuali.

Il rischio legato alle radioattività dei reattori sta cedendo il posto alla necessità di mettere una pezza a una situazione che compromette non solo il fabbisogno collettivo ma la produttività delle aziende. Per questo la domanda di uranio con ogni probabilità si manterrà alta anche nei prossimi mesi.

 

Uranio: ecco cosa spiega il rally

La dinamica dei prezzi del metallo negli ultimi tempi è riconducibile essenzialmente alle azioni di 3 fondi. Il primo è lo Sprott Physical Uranium, gestito da Sprott Asset Management LP, che ha fatto incetta di uranio fisico a partire da questa estate. Questo perché è riuscito a raccogliere nuova liquidità da parte degli investitori che trovano nel fondo un modo facile ed economico per scommettere sul combustibile nucleare. Le quotazioni di Sprott sono letteralmente esplose dalla fine del mese di giugno, arrivando pressoché a triplicare di valore.

Il secondo è il fondo appena creato dal minatore Kazatomprom, in collaborazione con la Banca Centrale del Kazakistan e la società d’investimento degli Emirati, Genchi Global Ltd. Il fondo è iniziato con un capitale di 50 milioni di dollari e conta di arrivare fino a 500 milioni di dollari con l’afflusso di denaro da parte sia di investitori privati che istituzionali. Probabilmente questo fondo non avrà lo stesso effetto sul prezzo dell’uranio rispetto a Sprott, però di sicuro contribuirà a tenere alta la domanda della materia prima.

Infine vi è un terzo fondo che si sta facendo strada, ossia il veicolo d’investimento in uranio fisico, Yellow Cake PLC, che prevede di ricevere in consegna proprio da Kazatomprom metallo per un controvalore di circa 2 milioni di sterline in questo trimestre, portando a 16 milioni di sterline la partecipazione complessiva.

Il mercato quindi è in crescita e si stima che nel 2021 saranno negoziati dai 70 ai 90 milioni di sterline di uranio, in netto rialzo rispetto ai 50 milioni che rappresenta la normalità. Secondo Amir Adnani, Amministratore Delegato di Uranium Energy, una situazione del genere non si è mai vista e questo nel lungo termine non porterà ad altro che a un aumento dei prezzi del metallo. Allo stesso tempo però vi sarà uno stimolo maggiore per i minatori a offrire il prodotto sul mercato.

 

Uranio: come investire nella materia prima

Oltre a investire sui fondi citati che scommettono sul bene fisico, vi è la possibilità di comprare uranio attraverso i future quotati sul mercato delle materie prime o anche puntando sulle azioni di società produttrici del combustibile nucleare. Una di queste è il colosso canadese Cameco Corp., che ha visto finora le azioni in Borsa praticamente raddoppiare in questo 2021. Ancora meglio ha fatto il titolo dell’altro grande minatore canadese Denison Mines Corp., che quest’anno ha triplicato il suo valore di mercato. Segnaliamo infine Uranium Energy Corp., società texana di esplorazione ed estrazione di uranio, che dal 1° gennaio 2021 è cresciuta a Wall Street del 102%.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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