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USA: ecco perché molte grandi città sono in grave crisi finanziaria

USA: ecco perché molte grandi città sono in grave crisi finanziaria

In USA alcune grandi città si trovano in serie difficoltà finanziarie. È quanto accerta una ricerca effettuata dall’organizzazione no-profit Truth in Accounting che collabora con l’Università di Denver. Secondo quanto riportato dai ricercatori, New York City, ad esempio, alla fine del 2022 aveva un debito pubblico totale di 177,6 miliardi di dollari, quasi il doppio rispetto a quanto riferito dal controllore della città, Brad Lander, che ha parlato di circa 96 miliardi di dollari nel 2024. La differenza di stime allude al debito pensionistico che nel bilancio pubblico verrebbe sottostimato.

La situazione critica però riguarda molte altre realtà. Truth in Accounting rileva 53 delle più grandi città americane, tra cui Chicago, Houston e Portland, a corto di entrate per coprire le spese dell’anno fiscale 2022. La situazione allarmistica era stata sollevata anche dal sindaco di Houston, John Whitmire, durante un Consiglio comunale di marzo 2024 in cui si discuteva del bilancio pubblico. “Penso che possiamo essere tutti d’accordo sul fatto che siamo al verde”, aveva detto senza utilizzare mezzi termini.

 

USA: i motivi della crisi finanziaria delle città

Ma come si è arrivati a questa situazione? Truth in Accounting ritiene che all’origine della voragine finanziaria nelle casse municipali in USA vi siano le spese sanitarie del sistema pensionistico che sono sottofinanziate. Tutto questo sta mettendo a dura prova i governi a livello locale, secondo Sheila Weinberg, fondatrice e amministratore delegato dell’organizzazione. “Alla fine gli obblighi del debito pensionistico saranno trasferiti ai futuri contribuenti”, ha detto.

La conseguenza di tutto questo sarà inevitabilmente un abbassamento della qualità dei servizi, con strade più sporche, trasporti pubblici inadeguati e iniziative a livello comunale più contenute. Nella città di New York, il sindaco Eric Adams ha ad esempio chiesto un taglio di spesa del 5% su alcuni servizi che riguardano le strutture igienico-sanitari, le biblioteche, la scuola e le carceri. “Nella misura in cui New York City non può emettere debito per finanziare una parte del suo piano di capitale, ciò potrebbe significare condizioni scolastiche non sicure, sovraffollamento nelle carceri e altri problemi”, ha affermato Michael Rinaldi, senior director del gruppo di finanza pubblica di Fitch Ratings. Tuttavia, Adams quest’anno ha ridimensionato in parte la proposta di tagli alla spesa, il che non significa essere fuori pericolo, come lui stesso ha detto, mentre ulteriori misure dovranno essere prese per garantire una certa solidità nelle finanze della città.

 

Quali soluzioni?

Come se ne esce? Trovare un equilibrio tra l’esigenza di tenere i conti in ordine e quella di garantire servizi di buona qualità ai propri cittadini non è un esercizio facile per gli amministratori comunali. La chiave è quella di “non indebitarsi troppo”, ha affermato Lander, ottenendo un giusto compromesso tra la spesa finanziata con il debito e quella coperta con le tasse. Tuttavia, il conptroller di New York City ha espresso sostegno per il finanziamento di servizi come i community college, del dipartimento di polizia e del programma legato alla crisi climatica. “Bisogna fare scelte difficili nel budget. Ma è davvero importante non essere troppo saggi o troppo sciocchi”, ha detto.

 

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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