USA: fondo pensione investe per la prima volta in Bitcoin - Borsa e Finanza

USA: fondo pensione investe per la prima volta in Bitcoin

Criptovalute: fondo pensione USA investe 25 milioni di dollari

La corsa forsennata da parte di Bitcoin sul mercato delle criptovalute negli ultimi giorni ha smosso anche investitori istituzionali come i fondi pensione che sono stati sempre prudenti a lanciarsi a capofitto in un settore altamente speculativo. Stavolta però l’occasione è stata percepita come irrinunciabile, allorché il token numero uno ha sfondato il record storico di 64.778 dollari, aggiornandolo a 66.967 dollari. Così il fondo pensione Houston dei vigili del fuoco ha dichiarato di aver acquistato Bitcoin ed Ethereum per un valore complessivo di 25 milioni di dollari, diventando il primo del settore a investire direttamente in criptovalute negli Stati Uniti.

Non è una cifra esorbitante se la si paragona all’esposizione di altri investitori istituzionali, ma è un passo avanti notevole del mondo della blockchain, che ogni giorno che passa riceve sempre maggiori riconoscimenti al di là del main street.  Questo fa il palio con il debutto del primo ETF statunitense incentrato su Bitcoin di martedì 19 ottobre, ossia il ProShares Bitcoin Strategy, a cui ha fatto seguito la quotazione del Valkyrie Bitcoin Strategy di venerdì 22 ottobre.

 

Bitcoin: ecco come avverrà l’acquisto del fondo Houston

Lo Houston Firefighters’ Relief and Retirement Fund ha in gestione 5,5 milioni di dollari e copre oltre 6.600 membri tra i vigili del fuoco attivi e in pensione. L’acquisto di Bitcoin è avvenuto attraverso la società crittografica NYDIG, sussidiaria di Stone Ridge che si occupa di asset alternativi.

Nate Conrad, responsabile globale della gestione patrimoniale presso NYDIG, ha dichiarato che l’investimento rappresenta un momento spartiacque per il token digitale e il ruolo che avrà nel settore pensionistico. L’azienda, ha aggiunto Conrad, è ben consapevole dell’impatto nel tempo anche solo di una piccola parte delle risorse investite nelle criptovalute e in NYDIG il fondo pensione ha trovato l’alleato giusto per raggiungere l’obiettivo. 

La società di cripto ha creato un fondo privato apposito che si occuperà dell’acquisizione e della custodia dei beni per conto del fondo Houston. A giudizio di Ajit Singh, chief investment officer del fondo, questo è un modo come un altro per gestire il rischio, inoltre Bitcoin ha un rendimento atteso positivo e una bassa correlazione con altri strumenti finanziari. In futuro l’idea del fondo pensione USA è quella di rafforzare la partnership con NYDIG in modo da usufruire di tutti i servizi su Bitcoin che la piattaforma sarà in grado di offrire.

 

Bitcoin: qualcosa si muove in altri fondi pensione

Negli Stati Uniti tra i fondi pensione nel mese di giugno di quest’anno si era già mossa in questa direzione ForUsAll, la società americana che gestisce il piano 401(k). L’azienda ha stipulato un accordo con Coinbase per indirizzare a partire da luglio una parte dei contributi dei lavoratori presso la piattaforma crittografica. In base a quanto pattuito i contribuenti del fondo possono destinare fino al 5% dei contributi complessivi in ognuna delle 50 valute digitali quotate sull’exchange. Recentemente anche uno dei più grandi fondi pensione australiani, il Queensland Investment Corporation, si è detto pronto a fare alcuni investimenti nella blockchain. 

La caccia ai rendimenti per coprire le erogazioni ai pensionati sta spingendo quindi molti fondi pensione ad assumersi rischi maggiori anche perché, come hanno previsto gli analisti, le performance dei fondi pensione pubblici nei prossimi 10 anni sono attese in diminuzione. La scommessa è suggestiva e lo diventerebbe ancora di più nel momento in cui le cifre dovessero iniziare a salire. Affinché il meccanismo funzioni però è necessario che negli anni la volatilità delle criptovalute diminuisca e i prezzi si mostrino più stabili, altrimenti un saliscendi violento delle quotazioni potrebbe seriamente mettere a repentaglio le prestazioni spettanti ai lavoratori in pensione. Di questo si spera che i gestori ne siano consapevoli.

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