Valute: dollaro USA straripante, ma per Putin vince il rublo - Borsa e Finanza

Valute: dollaro USA straripante, ma per Putin vince il rublo

Valute: dollaro USA straripante, ma per Putin vince il rublo

La straripante forza del dollaro USA continua incessante guadagnando ogni giorno posizioni sull’euro nel mercato delle valute. Adesso il cambio EUR/USD viaggia intorno a 1,038 ma nel corso della giornata si è avvicinato sempre più verso la soglia 1,03, che rappresenta un supporto che dura da 20 anni. Gli investitori vedono la parità e negli ultimi giorni è stato Amundi, il più grande gestore europeo, a preventivare questa eventualità.

Il biglietto verde sta monetizzando quanto risulta dalla politica monetaria aggressiva della Federal Reserve, che ha già aumentato i tassi d’interesse quest’anno dello 0,75% e si appresta a un’altra serie di strette fino a portare il costo del denaro almeno al 3% entro la fine dell’anno. Gli investitori stanno accorrendo a comprare dollari perché gli asset espressi nella moneta americana adesso rendono di più, ma anche in una veste di protezione contro le turbolenze del mercato caratterizzate dalla guerra Russia-Ucraina e dalla crisi cinese per via del risveglio del Covid-19.

 

Vladimir Putin: è il rublo il più forte

Se il dollaro USA mostra i muscoli, il rublo non fa da meno in questo periodo. Al punto che il Premier russo Vladimir Putin ha dichiarato che il vero rally proviene dalla valuta russa, dopo il de profundis generato dalle sanzioni occidentali. Se è vero che negli ultimi 12 mesi il dollaro ha guadagnato circa il 14% nei confronti della moneta unica, è altrettanto vero che ha perso il 15% verso il rublo. E questo ha dell’incredibile se si pensa che appena 2 mesi fa l’USD/RUB aveva toccato il massimo storico a 158,30. Oggi invece il cross si trova a 64,11, ossia a -59,5% dai top.

Putin ha affermato che il tasso di cambio nazionale si è rafforzato tra le valute grazie al surplus commerciale record della Russia, reso possibile dalla corsa dei prezzi di petrolio e gas, di cui il Paese è dotato di grandi ricchezze. Il capo del Cremlino osserva che le sanzioni occidentali e i tentativi europei di sganciarsi dalla dipendenza energetica di Mosca alla fine hanno favorito le finanze della Nazione attraverso le quotazioni delle materie prime.

Quest’anno le esportazioni russe permetteranno introiti per 321 miliardi di dollari, oltre il 30% in più rispetto allo scorso anno, secondo i dati di Bloomberg Economics. Adesso però che succede con l’embargo del petrolio alle porte da parte dell’Europa? Da un lato i prezzi del petrolio dovrebbero continuare a salire per effetto del calo dell’offerta, aumentando i profitti per le compagnie energetiche russe. D’altro canto però il Paese guidato da Putin vedrebbe eliminata una fonte importante di guadagno, a meno che non riesca a rimpiazzare la domanda europea. Gli effetti sul rublo nel mercato delle valute alla fine sono incerti e dipendono anche da quanto l’Europa graverà la mano. Lunedì i leader dell’Unione dovrebbero giungere a una decisione. Il mercato è in fibrillante attesa.

 

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