Volkswagen: pronta Ipo divisione energia e ricarica, quali le attese sul titolo? - Borsa&Finanza

Volkswagen: pronta Ipo divisione energia e ricarica, quali le attese sul titolo?

Volkswagen: pronta Ipo divisione energia e ricarica? Quali le attese sul titolo?

Dopo aver quotato nel 2022 il marchio Porsche, che ha portato in cassa 9,6 miliardi di euro, Volkswagen starebbe valutando un’eventuale quotazione della sua divisione che si occupa di energia e ricarica. Ricordiamo che quest’ultima ipotesi messa in campo dall’azienda di Wolsburg, segue quella dei mesi passati che riguarderebbe un eventuale Ipo di PowerCo, la controllata che si occupa di batterie. Che il settore legato alle ricariche rappresenti un business importante per la casa automobilistica tedesca è evidente anche dall’importante joint venture firmata il mese scorso con Enel X Way.  Le due società, mediante la creazione di Ewiva si pongono l’obiettivo di accelerare la diffusione dell’e-mobility in Italia realizzando la più grande, affidabile e capillare rete di ricarica ad alta potenza, grazie alla presenza di 3 mila punti di erogazione in tutto il paese. Per sapere se tutte queste idee si concretizzeranno, l’appuntamento è con il  Capital Markets Day in calendario per il 14 marzo prossimo. Nel corso dell’evento verranno anche presentati i risultati del 2022.. Andiamo ora a vedere l’impostazione grafica dell’azione Volkswagen nel breve e medio periodo.

 

Azioni Volkswagen: analisi tecnica e strategie operative

Il recupero innescatosi sul titolo Volkswagen nell’ultima parte del mese di dicembre 2022 e che ha fatto seguito allo stacco del dividendo, si è fermato a contatto con la soglia dei 129,50-130 euro da dove sono ripartite nuovamente le vendite. Nel breve termine fondamentale sarà la tenuta dei minimi della scorsa settimana situati sui 122 euro, per evitare una prosecuzione della correzione in direzione dei 120 euro e successivamente verso i minimi degli ultimi 32 mesi posizionati sui 113 euro. Nel caso in cui queste aree supportive dovessero essere rotte al ribasso, si avrebbe un ulteriore indebolimento del quadro grafico che rimetterebbe in moto quel deciso trend ribassista innescatosi nel marzo del 2021, quando l’azione scambiava oltre i 250 euro.

Al contrario, per avere un segnale di positività i prezzi dovrebbero spingersi oltre i 129,50-130 euro. Sopra quest’ultimi livelli aumenterebbero le chance non solo di andare a chiudere il gap ribassista lasciato aperto il 19 dicembre 2022 sui 133,40 euro, ma di proseguire il recupero in direzione dei 145 dollari. Nel caso in cui anche queste resistenze dovessero essere lasciate alle spalle, si potrebbero avere ulteriori allunghi fin verso i 152 euro. Sopra queste aree si avrebbe un rafforzamento della struttura grafica con nuovi apprezzamenti del titolo in direzione dei massimi degli ultimi 10 mesi situati sui 160 euro.

 

AUTORE

Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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