Volkswagen sta sviluppando il suo primo chip interno in Cina legato all’intelligenza artificiale, da utilizzare nella produzione delle sue auto a guida avanzata. L’obiettivo è quello di recuperare il terreno perduto ultimamente nell’importante mercato cinese. Il secondo più grande produttore automobilistico del mondo dopo Toyota sta attraversando una fase molto critica, in cui i dazi statunitensi e la concorrenza più forte hanno colpito le vendite.
In questo articolo:
- Volkswagen: i dettagli sul nuovo chip AI
- Alla riconquista di Pechino
Volkswagen: i dettagli sul nuovo chip AI
L’azienda tedesca ha dichiarato oggi che il chip AI (Artificial Intelligence) è realizzato per mezzo di una joint venture tra la sua unità software Cariad e il suo partner cinese del settore per la guida intelligente Horizon Robotics. Quest’ultima è specializzata nella progettazione di semiconduttori e software per i sistemi avanzati di assistenza alla guida e Volkswagen vi ha investito 2,4 miliardi di euro. Il nuovo progetto sui chip comporta la costruzione di un centro di innovazione da 1 miliardo di euro, con le consegne che inizieranno entro 3-5 anni.
“Progettando e sviluppando il system-on-chip (SoC) qui in Cina, stiamo prendendo il controllo di una tecnologia chiave che definirà il futuro della guida intelligente”, ha dichiarato l’amministratore delegato di Volkswagen Oliver Blume. L’azienda ha anche affermato che la tecnologia SoC – un circuito integrato che unisce i componenti critici informatici ed elettronici in un singolo chip – “aumenterà il processo decisionale in tempo reale e le prestazioni di calcolo delle auto, migliorando la sicurezza e le funzioni di guida intelligente”. Secondo quanto riferito da una persona che ha familiarità con la questione, il costo totale dello sviluppo del chip interno supererà i 200 milioni di dollari.
Alla riconquista di Pechino
Il piano di Volkswagen rientra in un programma più ampio in cui il colosso dell’automotive tedesco punta a recuperare il terreno perduto in Cina a partire dal rilascio di una trentina di auto elettriche nei prossimi cinque anni. Localizzando lo sviluppo dell’hardware, del software e del design dei veicoli, la società cerca di ampliare le sue capacità tecnologiche e nello stesso tempo di far fronte all’incertezza legata alle importazioni di chip dalla Cina, in un momento in cui le tensioni tra Pechino e l’occidente sono crescenti.
Negli ultimi anni, il peso di Volkswagen in Cina è andato scemando. Un tempo l’azienda tedesca era la più grande casa automobilistica nel territorio della seconda superpotenza economica mondiale e, secondo quanto riportato dalla società di consulenza Automobility di Shanghai, la quota di mercato per i veicoli endotermici supera il 20%. Tuttavia, nel segmento delle auto a nuova energia (elettriche + ibride plug-in), la situazione è critica, in quanto Volkswagen non figura tre le prime dieci aziende. Questo mentre la quota dei produttori cinesi di veicoli elettrici è praticamente raddoppiata negli ultimi cinque anni, passando dal 35% del 2020 a quasi il 70% attuale.
Lo sforzo da parte del produttore di Wolfsburg di riconquistare i consumatori cinesi è stato intenso negli ultimi anni. Dalla fine del 2022, l’azienda ha fatto investimenti nel Paese per quasi 4 miliardi di dollari, mentre ha sborsato 700 milioni di dollari per acquisire una quota del 5% in Xpeng nel 2023.









