Nella parte finale dell’anno gli investitori devono fare i conti con le minusvalenze in scadenza, ovvero quelle realizzate, eventualmente, nei quattro anni precedenti. La legge italiana permette di utilizzare queste minusvalenze per compensare eventuali plusvalenze a fini fiscali. I certificati d’investimento sono tra gli strumenti più adatti per effettuare la compensazione in quanto generano redditi diversi. È per questa ragione che Vontobel ha deciso di lanciare quattro nuovi certificati con Maxi Cedola. Il ruolo della Maxi Cedola, che verrà erogata condizionalmente in dicembre, è di permettere il recupero di minusvalenze che altrimenti andrebbero perse.
“Con l’avvicinarsi della fine dell’anno, per molti investitori diventa sempre più importante gestire in modo efficiente eventuali minusvalenze. I certificati con Maxi Cedola rappresentano una possibile soluzione in tal senso e per questo abbiamo scelto di introdurre sul mercato quattro nuovi strumenti che consentiranno agli investitori di valorizzare al meglio le proprie strategie fiscali e di ottenere rendimenti elevati già nel breve termine” spiega Jacopo Fiaschini, responsabile Flow Products Distribution Italia di Vontobel.
I valori delle Maxi Cedole dei nuovi certificati di Vontobel
Quattro certificati Memory Cash Collect con Maxi Cedola. Così si compone l’emissione di Vontobel che verrà quotata sul Sedex di Borsa Italiana. Sono però solo due i panieri disponibili, in quanto l’emittente ha voluto mettere a disposizione due diverse frequenze di pagamento dei premi, bimestrale e mensile.
La durata massima dei prodotti è di cinque anni (2030), ma a partire da ottobre 2026 entrerà in funzione il meccanismo autocallable che ne permetterà il rimborso anticipato, a condizione che tutti i sottostanti che compongono il paniere sottostante quotino a un valore superiore o pari a quello iniziale.
La Maxi Cedola verrà pagata a dicembre 2025, a condizione che tutti i sottostanti quotino a un valore superiore o pari alla soglia bonus, posta al 60% del valore iniziale dei sottostanti. La Maxi Cedola va dai 20 euro dell’Isin DE000VH5XB92 su Bper, Bpm, Ferrari e Finantieri ai 30 euro dell’Isin DE000VH5XB68 su Fincantieri, Leonardo, Monte dei Paschi e Stellantis. Le altre due Maxi Cedole sono invece pari a 21 euro per l’Isin DE000VH5XB84 su Bper, Bpm, Ferrari e Fincantieri e a 28 euro per l’Isin DE000VH5XB76 su Fincantieri, Leonardo, Monte dei Paschi e Stellantis.
È importante tenere presente che i certificati sono dotati di effetto memoria, anche per la Maxi Cedola. Nel caso in cui le condizioni per il suo pagamento non dovessero verificarsi, rimarrà in memoria e verrà erogata alla prima occasione utile in cui si saranno verificate.
Cosa succede alle date intermedie e alla scadenza finale
Oltre alla Maxi Cedola, i certificati prevedono il pagamento di cedole condizionate mensili, pari a 0,5 e 1 euro. La cedola di 0,5 euro è prevista per i prodotti che pagano le Maxi Cedole da 28 e 20 euro, mentre la cedola da un euro è legata ai due certificati che pagano le Maxi Cedole da 21 e 30 euro. Per questi ultimi, tuttavia, la frequenza sarà bimestrale.
La condizione per l’incasso della cedola, posto che vale sempre la condizione Memory, è che tutti i sottostanti si trovino a un valore superiore o pari alla soglia Bonus, posta al 60% del valore iniziale. Inoltre, a partire da ottobre 2026 è possibile la scadenza anticipata. In caso si verifichi, ovvero se tutti i sottostanti quotano a un valore superiore o pari a quello iniziale, all’investitore verrà restituito il valore nozionale di 100 euro, il premio relativo al periodo e gli eventuali premi non incassati in precedenza.
Alla scadenza finale sono due gli scenari previsti. Nel primo, se tutti i sottostanti quotano sopra o alla pari con la barriera (anche in questo caso posta al 60% del valore iniziale) l’investitore riceve il valore nominale del certificato, il premio di periodo e gli eventuali premi non incassati in precedenza. Se invece anche una sola delle azioni sottostanti quota al di sotto della barriera l’investitore riceverà un importo commisurato con la performance negativa del sottostante peggiore.









