(Inserzione sponsorizzata). Anche quest’anno Wall Street ha macinato record storici, nonostante la guerra in Medio Oriente abbia creato forti preoccupazioni sul fatto che uno shock energetico possa mettere in ginocchio l’economia globale. Gli investitori sono riluttanti a puntare contro l’America, ritenuta ancora un punto di riferimento per sviluppo economico e la crescita. Il boom dell’intelligenza artificiale, inoltre, sta mettendo in secondo piano venti contrari che, in altri tempi, sarebbero sfociati in vendite di massa sui mercati azionari.
In questo contesto, alcuni titoli di prestigio sono rimasti indietro. Tuttavia la sottoperformance potrebbe non essere vista come motivo di scoramento per gli investitori, ma come un’occasione per comprare le azioni a prezzi più convenienti. Al riguardo, vale la pena osservare da vicino quattro azioni dalle solide fondamenta che negli ultimi mesi hanno incontrato parecchie difficoltà, ossia: Netflix, Robinhood Markets, Salesforce e Uber Technologies.
In questo articolo:
- Wall Street: puntare sulla sottovalutazione
- Come investire con i certificati
Wall Street: puntare sulla sottovalutazione
Netflix si è trovata coinvolto, insieme a Paramount, nella corsa per accaparrarsi Warner Bros Discovery, ma ha perso la partita nonostante avesse in precedenza raggiunto un accordo con il management di Warner. Gli investitori non avevano apprezzato l’impegno economico a cui il gigante dello streaming si sarebbe esposto, ma ora temono che la crescita di rivali possa fargli perdere quote di mercato. Le azioni Netflix hanno perso l’1,41% da inizio anno fino all’ultima chiusura settimanale di venerdì 24 aprile, a fronte di guadagni del Nasdaq Composite del 6,86% nello stesso periodo. Secondo il fair value di Forecaster.biz, che si basa su quattro parametri (Discounted Cash Flow, Peter Lynch Indicator, Economic Value Added e EV/Sales), il titolo appare sottovalutato. Tale valore è infatti di 105,43 dollari, del 14,05% superiore all’ultimo prezzo di mercato registrato in chiusura settimanale di 92,44 dollari.
Robinhood Markets ha pagato quest’anno il rallentamento del mercato delle criptovalute, da cui trae la gran parte dei suoi guadagni. Da inizio 2026, le azioni hanno perso il 25,10%, ma il fair value di 77,30 dollari indica una sopravvalutazione dell’8,74% rispetto al prezzo attuale di 84,71 dollari.
Salesforce figura tra le aziende di software che hanno subito l’irruzione nel mercato di Anthropic, che ha presentato strumenti di lavoro basati sull’intelligenza artificiale in grado di svolgere, in maniera rapida ed efficiente, funzioni finora affidate ai software tradizionali. Ciò mette a rischio il business di aziende come Salesforce, che potrebbero vedere ridursi i ricavi futuri. Nel 2026, le azioni Salesforce sono arretrate di circa un terzo a 178,16 dollari, mentre il fair value riporta un valore di 260,51 dollari. Ciò vuol dire che, stando ai fondamentali, il titolo avrebbe uno spazio potenziale di rialzo del 46,22%.
Uber sta investendo miliardi nei robotaxi, ma il mercato teme tempi lunghi e costi elevati prima di vedere profitti. Tra l’altro, le ultime trimestrali non hanno convinto, mostrando utili al di sotto delle stime. Le azioni finora hanno perso l’8,65% a Wall Street da gennaio. Il prezzo di mercato di 74,64 dollari si colloca al di sotto del fair value di 93,69 dollari, segnando una possibilità di recupero del 25,52%,
Come investire con i certificati
Per puntare sui quattro titoli citati, Vontobel mette a disposizione un certificato Multi Cash Collect con barriera, quotato sul Sedex e identificato dal codice Isin DE000VJ3HQY8. Lo strumento segue le performance di Netflix, Robinhood Markets, Salesforce e Uber Technologies, prevedendo il pagamento di una cedola mensile di 2,37 euro su un valore nominale di 100 euro, per un rendimento annuo del 28,44%.
Il meccanismo è di tipo worst-of, ossia richiede che nessuna delle azioni scenda sotto la barriera fissata al 60% del livello iniziale. Se, alla data di autocall, tutti i titoli si trovano sopra lo strike price, il certificato si estingue anticipatamente, rimborsando il valore nominale più l’ultima cedola e le cedole eventualmente non pagate in precedenti occasioni.
Alla scadenza finale (18 gennaio 2028), se anche una sola azione scende sotto la barriera, il rimborso segue l’andamento del titolo peggiore, con conseguente perdita del capitale investito. Qualora, invece, tutti i titoli restino sopra la barriera, il certificato restituisce il valore nominale più l’ultimo premio e i premi rimasti eventualmente in memoria. Il certificato quota attualmente intorno a quasi 20 punti percentuali sotto la pari, ma i prezzi di tutte le azioni sottostanti risultano distanti dalla barriera. Ciò rende il certificato interessante, in quanto vi è un ritorno economico potenziale di quasi il 50%. Tra l’altro, c’è anche una cedola da recuperare alla prima chiamata, fermo restando che il prezzo di tutti i titoli non si trovi al di sotto della barriera.
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