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Wall Street: 5 azioni da comprare che rendono minimo l’8%

Wall Street: 5 azioni ad alto rendimento (dividendo + buyback) da comprare

In uno scenario caratterizzato da alta inflazione, a Wall Street gli investitori vanno alla ricerca di azioni a che pagano buoni dividendi, in modo da assicurarsi un flusso di cassa periodico in grado di contenere la svalutazione dovuta al carovita. Nell’ultimo anno il tema della crescita del valore dell’azione in Borsa è passato in secondo piano rispetto alla cedola da dividendi, anche perché il sell-off causato dall’aumento dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve non consentiva di nutrire molte speranze sull’incremento di valore delle quotazioni.

Tuttavia ci sono società che hanno anche una marcia in più, quelle che effettuano un riacquisto di azioni proprie, in quanto in tal modo creano le condizioni affinché anche il prezzo del titolo in Borsa salga. Il buyback azionario aumenta l’utile per azione (in quanto ne diminuisce il numero in circolazione) e aumenta la domanda sul mercato, proveniente  dalla stessa società che le toglie dal mercato. L’ideale sarebbe trovare titoli che stacchino una cedola periodica e nel contempo siano oggetto di frequenti piani di buyback azionario.

 

Wall Street: ecco dove puntare per ottenere alti rendimenti

A Wall Street spesso si trovano società che distribuiscono dividendi ma che raramente effettuano riacquisti di azioni proprie. Altre, soprattutto quelle di matrice tecnologica, fanno esattamente il contrario, ossia non pagano le cedole e puntano sulla crescita del valore delle azioni. Berkshire Hathaway, che non è un’azienda tech, ha addirittura una posizione di ostracismo nei confronti dei dividendi, in quanto il suo fondatore Warren Buffett li considera inefficienti sotto il profilo fiscale. Viceversa il conglomerato finanziario effettua regolarmente il riacquisto di azioni proprie, mirando alla crescita di valore. In questo momento è possibile trovare azioni che combinano le due cose, ottenendo un buon rendimento complessivo. Eccone cinque, elencate di seguito.

 

Prudential Financial

L’assicuratore e gestore patrimoniale con sede a Newark, nel New Jersey, produce un rendimento del 7,9%, grazie a un 4,7% derivante dal dividendo e un 3,2% originato dai riacquisti. La società riporta i risultati trimestrali oggi, con gli analisti che prevedono per il 2022 utili per azione a 9,54 dollari. Per il 2023 il consensus stima utili per azione a 11,93 dollari. Dall’inizio dell’anno le azioni a Wall Street sono cresciute circa del 2%.

 

Wells Fargo

La big bank americana ha un rendimento totale delle azioni del 9,8%, in virtù di un rendimento del 2,6% dai dividendi e del 7,2% dai riacquisti. Sulla base delle stime degli esperti di mercato, Wells Fargo quest’anno dovrebbe guadagnare 4,80 dollari per azione, rispetto ai 3,14 dollari del 2022. Nell’anno in corso il titolo alla Borsa di New York sta salendo circa del 15%.

 

Bristol Myers Squibb

La compagnia farmaceutica newyorchese vanta un rendimento totale delle sue azioni del 9%, frutto di un 3,2% proveniente dalla cedola periodica e di un 5,8% che scaturisce da buyback. Nel 2022 la società ha guadagnato 7,70 dollari per azione, mentre per quest’anno si stima che gli EPS siano di 8,09 dollari. A Wall Street le azioni dal 1° gennaio 2023 hanno realizzato una performance del 3,50%.

 

Darden Restaurants

La catena di ristoranti americani multimarca produce un rendimento complessivo dell’equity dell’8,3%, con i dividendi che rendono il 3,3% e i riacquisti il 5%. Nell’anno fiscale che terminerà a maggio, l’azienda prevede un profitto di 7,84 dollari per azione, in confronto ai 7,40 dollari dell’anno scorso. Finora nel 2023 le azioni al NYSE sono salite circa del 7%

 

Webster Financial

Le azioni della banca regionale con sede a Stamford, Connecticut, hanno un rendimento complessivo del 7,9%, derivante per il 3% dai dividendi e per il 4,9% dai buyback. Secondo gli analisti, la società guadagnerà 6,83 dollari per azione nel 2023, a fronte di EPS per 5,59 dello scorso anno. Il titolo in Borsa da inizio gennaio è in crescita circa del 16%.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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