L’irruzione di DeepSeek nel mercato dell’intelligenza artificiale a inizio settimana ha scosso profondamente le azioni tecnologiche a Wall Street, spazzando via 784 miliardi di dollari di capitalizzazione dell’indice S&P 500 e mettendo in dubbio lo strapotere dei Magnifici Sette.
Gli investitori e gli strategist però non credono che le megacap tecnologiche possano essere insidiate dal nuovo modello AI (Artificial Intelligence) della startup cinese denominato R1.
Secondo un sondaggio realizzato da Bloomberg dal 28 al 30 gennaio su 260 operatori di mercato, l’88% degli intervistati ha affermato che l’impatto sulle azioni delle Big Tech sarà minimo o nullo nelle prossime settimane e pochi stanno riducendo l’esposizione sul principale benchmark statunitense. Alla domanda su come verranno influenzati i loro investimenti dall’arrivo di DeepSeek, il 63% dei partecipanti ha dichiarato di non avere alcuna intenzione di modificare il proprio approccio all’S&P 500 mentre oltre il 50% ritiene che la reazione del mercato di lunedì scorso sia stata esagerata, in quanto rimangono dubbi su come l’azienda cinese sia riuscita a rilasciare un modello AI che costi solo una frazione di quanto hanno speso i giganti statunitensi.
“Detronizzare i Magnifici Sette non sarà facile, poiché le aziende sono state in grado di costruire significativi fossati competitivi intorno alle loro attività”, ha affermato Steve Sosnick, capo strategist di Interactive Brokers LLC. Tuttavia, ha avvertito che il selloff di lunedì ricorda a Wall Street che “anche i disruptor sono a rischio di essere disrupted“. Se le aziende stanno ottenendo profitti fuori misura, “è inevitabile che i concorrenti sorgano nella speranza di raccogliere parte di questi guadagni”, ha aggiunto.
Questa settimana alcune Big tech hanno confermato grandi investimenti sull’intelligenza artificiale, in occasione della pubblicazione dei dati trimestrali.
L’amministratore delegato di Meta Platforms, Mark Zuckerberg, ha dichiarato che il 2025 sarà un “anno davvero importante” per la strategia di intelligenza artificiale della sua azienda. Microsoft – una delle aziende che ha investito di più nella nuova tecnologia – ha dichiarato che la sua attività di cloud computing continuerà a crescere lentamente nel trimestre in corso, in quanto la domanda dei prodotti legati all’intelligenza artificiale è talmente elevata che l’azienda fatica a costruire abbastanza data center per soddisfarla.
Wall Street: ecco cosa preoccupa realmente gli investitori
Gli investitori interpellati nel sondaggio sono invece preoccupati per le politiche del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Il 59% del campione suggerisce che saranno soprattutto i dazi a portare volatilità sulle azioni a Wall Street quest’anno. Da domani dovrebbero partire le tariffe del 25% su Canada e Messico, come il presidente USA aveva promesso. Tuttavia, Kevin Gordon, senior investment strategist di Charles Schwab & Co., ritiene “l’impatto delle politiche si farà sentire non in modo lineare, ma più episodico”. A suo avviso, verso la fine dell’anno si accumuleranno politiche più favorevoli ai mercati come il taglio delle tasse e alcune rimozioni tariffarie.
Proprio l’amministrazione Trump ha avviato un’indagine sul caso della startinteracup cinese DeepSeek, in quanto alcuni ingegneri si sono meravigliati della capacità del modello AI di essere così efficiente a costo estremamente contenuto. Ciò ha generato il sospetto tra i funzionari del Dipartimento del Commercio USA che DeepSeek stesse utilizzando tecnologia occidentale, acquistando i semiconduttori avanzati di Nvidia attraverso terze parti a Singapore. In questo modo, avrebbe eluso le restrizioni di Washington sulla vendita di chip alla Cina. Howard Lutnick, scelto dal presidente Donald Trump per guidare il Dipartimento del Commercio, è stato molto netto. “I chip di Nvidia, di cui hanno comprato tonnellate trovando il modo di aggirare i divieti, guidano il loro modello DeepSeek”, ha affermato.









