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Wall Street è costosa ma il momentum è ancora positivo

La statua del toro, davanti al NYSE, a Wall Street

Dopo i record della passata settimana per Nasdaq ed S&P500, Wall Street appare sempre più sopravvalutata. Tuttavia gli analisti di Vontobel Certificati sottolineano, nella Newsletter settimanale (Clicca QUI per iscriverti), che il momentum rimane positivo. 

Cosa fare a Wall Street nelle prossime settimane? La domanda è lecita visti i nuovi record storici segnati la scorsa settimana da Nasdaq ed S&P 500. Movimenti accompagnati da uno scenario di base in cui manca certezza sui tempi delle mosse di politica monetaria della FED. Un’analisi sui P/E dell’S&P 500 mostra come i valori attuali di circa 25,8x appaiano storicamente cari. Estendendo l’analisi al 1973 si ricava che il valore mediano da allora a oggi è stato di 17,5x, con picchi più elevati rispetto ai valori attuali solamente nel pieno della bolla dot.com di inizio 2000 e in occasione dei top del 2021.

In entrambe le occasioni i mercati azionari americani furono protagonisti di profonde correzioni, così come dimostra il movimento terminato con i minimi dell’ottobre 2022. L’allineamento tra valori di ratio, economia e Borsa tuttavia non è mai immediato, possono passare mesi prima che gli investitori si raffreddino davanti a quotazioni giudicate sopravvalutate. E in tal senso l’impulso in atto sembra destinato a proseguire.

Analizzando nel tempo i movimenti del P/E mediano dei componenti dell’S&P 500, l’attuale forza di Wall Street sembra proiettare il valore sopra 30x superato solo nei due picchi citati in precedenza. In questa direzione si inserisce peraltro anche l’analisi statistica sul comportamento, nel mese di giugno, dei principali indici della Borsa americana. Salvo che nel 2022, negli ultimi 5 anni S&P 500 e Nasdaq hanno sempre ottenuto ritorni positivi tra l’1 giugno e il 1° luglio.

Nell’80% dei casi positivi, l’S&P 500 ha fatto registrare un ritorno medio del 4,2%, l’indice tecnologico del 6,6%. E che il momentum possa proseguire è un’ipotesi rafforzata anche dall’analisi del comportamento dei basket a luglio, mese nel quale a 1, 3, 5 e 7 anni gli indici hanno
chiuso nel 100% dei casi in territorio positivo.

 

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