Wall Street viaggia sui massimi storici, ma ha frenato il suo slancio dopo che le notizie sulla guerra in Iran preannunciano uno stallo. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha rifiutato la proposta di Teheran definendola “inaccettabile”. La richiesta iraniana si basava su alcuni punti chiave, tra cui la riapertura dello Stretto di Hormuz e la fine delle ostilità, rinviando i negoziati sul nucleare a una fase successiva. A ciò si aggiungevano il riconoscimento del diritto all’arricchimento dell’uranio per scopi civili, garanzie contro nuovi attacchi americani e il ritiro delle forze militari americane dalla regione. Trump ha respinto questi punti perché ritiene che l’Iran non sia disposto ad accettare lo smantellamento completo del proprio programma nucleare e che la proposta rappresenti soltanto una strategia per guadagnare tempo. In sintesi, Trump è molto chiaro: senza la rinuncia al nucleare, la guerra non finirà.
Probabilmente, in altri periodi storici, tensioni geopolitiche di questo tipo avrebbero provocato pesanti conseguenze a Wall Street. In questo momento, però, sembrano passare in secondo piano rispetto ad alcuni venti favorevoli, come le forti trimestrali delle aziende, che allontanano i timori di una recessione negli Stati Uniti causata dallo shock energetico, e l’entusiasmo per l’intelligenza artificiale.
In questo articolo:
- Wall Street: dove arriverà il Nasdaq?
- Il monito di Michael Burry
Wall Street: dove arriverà il Nasdaq?
Il Nasdaq Composite ha chiuso l’ultima seduta a 26.274 punti, registrando un nuovo massimo storico. Ciò conferma come l’attrazione per i titoli tecnologici sia ancora molto forte. Secondo Dan Ives, managing director di Wedbush Securities, siamo ancora “agli inizi della rivoluzione dell’intelligenza artificiale”, con “la domanda di chip che supera l’offerta con un rapporto di 10 a 1”. Le aziende che progettano e producono semiconduttori avanzati necessari per alimentare i modelli e le infrastrutture AI stanno ottenendo ricavi straordinari, mentre le loro azioni in Borsa vivono un rally apparentemente inarrestabile. Per queste ragioni, l’esperto prevede che il Nasdaq raggiungerà quota 30.000 punti nel 2027.
Ives ritiene che il rally dell’AI proseguirà ancora per altri due anni e pone l’accento soprattutto sulle aziende focalizzate sui chip di memoria, come Samsung Electronics, SK Hynix e Micron Technology. “È un super-ciclo della memoria”, ha dichiarato, riferendosi alla domanda senza precedenti di chip di memoria generata dalla rapida espansione delle infrastrutture AI. “Per quanto riguarda SK Hynix e altre società del settore memoria, siamo molto ottimisti su ciò che stiamo osservando”. In definitiva, “bisogna puntare sugli hyperscaler, ovviamente sui chip, ma anche su software, cybersecurity, infrastrutture ed energia. Non si può investire in un solo sottosettore: occorre guardare anche ai settori collegati”, ha aggiunto.
Il monito di Michael Burry
Le opinioni di Ives vanno nella direzione opposta rispetto all’avvertimento lanciato la scorsa settimana da Michael Burry, investitore divenuto celebre per aver previsto la grande crisi del 2008. Il fondatore dell’hedge fund Scion Capital, poi diventato Scion Asset Management, ha paragonato il clamore per l’intelligenza artificiale alla bolla delle dot-com di inizio millennio. A suo avviso, questa fase di “ossessione del mercato azionario per l’AI” somiglia a quella finale della bolla Internet prima dello scoppio.
All’epoca, il Nasdaq era reduce da un incredibile rally pluriennale basato sull’entusiasmo per la rivoluzione del Web, ma nel marzo del 2000 la situazione precipitò e, in poco tempo, la Borsa ad alta componente tecnologica perse fino all’80% del suo valore. “Le azioni non salgono o scendono a causa dell’occupazione o della fiducia dei consumatori”, ha scritto Burry. “Stanno semplicemente continuando a salire perché sono già salite. Ciò mi ricorda gli ultimi mesi della bolla del 1999-2000”.
Poco prima, Paul Tudor Jones, fondatore e chief investment officer di Tudor Investment, aveva dichiarato che il mercato rialzista alimentato dall’AI ha ancora margini di crescita, avvertendo però che in futuro potrebbero verificarsi “correzioni di valutazione mozzafiato”.









