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Wall Street: gli investitori preferiscono azioni che pagano dividendi

Wall Street: gli investitori preferiscono azioni che pagano dividendi

Detenere contanti è oggi estremamente popolare a Wall Street. Con la Federal Reserve che alza i tassi d’interesse colpendo in particolare le società legate alla crescita, gli investitori si stanno concentrando su quei titoli che pagano regolarmente dividendi. Non è solamente la politica aggressiva della Banca Centrale americana a spingere gli operatori di mercato verso porti sicuri, ma anche l’inflazione che abbassa i rendimenti reali e i timori di recessione alimentati anche dalla guerra Russia-Ucraina, la quale lancia segnali di voler durare ancora a lungo.

I gestori professionali stanno quindi invertendo una tendenza rispetto all’ultimo decennio, dove la straordinaria cavalcata dei titoli tech, favorita da costi di finanziamento molto bassi, aveva attirato l’interesse degli investitori in cerca di rendimenti alti per quanto aleatori. Dall’inizio del 2020, le società che staccano cedole elevate sono state premiate rispetto a quelle che mantengono payout più bassi, secondo gli analisti di Credit Suisse.

Il divario esiste anche rispetto alle aziende che hanno effettuato piani di riacquisto delle azioni, sebbene il buyback prepari il terreno per un incremento di valore in Borsa. Max Wasserman, fondatore di Miramar Capital, afferma che le azioni che distribuiscono dividendi danno contanti certi e quindi sono da preferire rispetto a chi riacquista azioni.

 

Wall Street: le performance della azioni con alti dividendi

Il cambiamento che stiamo vedendo si è espresso nelle quotazioni. I titoli con rendimenti da dividendi più alti hanno sovraperformato a Wall Street. Le azioni AT&T sono aumentate del 12% quest’anno, così come le quotazioni di Altria Group sono cresciute del 10%, mentre l’operatore di gasdotti Oneok ha ottenuto una performance superiore all’8%. Questi 3 titoli hanno un dividend yield superiore al 5%.

Facendo il paragone con il rendimento dell’S&P 500, non c’è storia. Il principale indice americano si sta avvicinando lentamente a un calo del 20% dai top, che segna l’inizio di un mercato ribassista. Ad aver inciso molto sul benchmark la debacle dei titoli tecnologici, che in questo momento non possono far leva sui guadagni futuri. I tassi in aumento, infatti, abbassano il valore attuale dei flussi reddituali futuri. In sostanza, gli investitori preferiscono in questo momento pagamenti in contanti sicuri piuttosto che una promessa di rendimento futuro.

 

Wall Street: meglio i contanti ora per gli strategist

John Augustine, Chief Investment Officer di Huntington Private Bank, ha affermato come le strategie azionarie della sua azienda siano improntate su titoli che pagano dividendi, al punto che ognuno ha un rendimento più elevato rispetto al benchmark di riferimento. L’esperto ha chiosato “Non sappiamo cosa farà la Fed l’anno prossimo, quindi meglio i contanti ora”.

Il desiderio di liquidità è espresso anche da Giorgio Caputo, fund manager del JOHCM Global Income Builder Fund, che ha asserito di aver favorito ultimamente le società energetiche proprio per la loro capacità di distribuire cedole più elevate. A suo giudizio, rispetto a quello che si è visto negli ultimi 10 anni, vi è un cambiamento a 180 gradi.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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