Wall Street: il rally basato sull’intelligenza artificiale è a rischio bolla

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Wall Street continua a collezionare rialzi, aggiornando costantemente i record storici. A spingere la Borsa americana è il grande boom dell’intelligenza artificiale, con gli investitori che contano sui ritorni dall’adozione della nuova tecnologia. La più grande beneficiaria finora è stata Nvidia, che ha quasi triplicato il suo valore di mercato da inizio anno. Il più grande progettista di chip del mondo sta capitalizzando una domanda enorme per i processori di fascia alta legati all’AI (Artificial Intelligence), sui quali il gigante di Santa Clara non ha rivali. Le altre Big tech stanno investendo molto, anche se per ora i ricavi e gli utili derivanti dall’intelligenza artificiale sono solo potenziali.

Ad ogni modo, il mercato presta molta attenzione al connubio AI-risultati di bilancio nelle chiamate agli utili. Proprio ieri, le azioni del produttore di software Salesforce sono balzate di oltre il 10% nelle contrattazioni after hours di Wall Street, dopo la pubblicazione di una trimestrale che ha rivelato conti migliori delle attese, grazie anche alla spinta di Agentforce, il dispositivo di intelligenza artificiale generativa introdotto a ottobre che completa l’attività di assistenza al cliente senza l’intervento umano.

 

Wall Street: c’è il pericolo di una bolla dell’intelligenza artificiale?

L’entusiasmo degli investitori per l’intelligenza artificiale a Wall Street rischia però di incontrare una correzione. A sostenerlo è Joe Davis, capo economista di Vanguard. Secondo l’esperto del gigante americano della gestione patrimoniale, la tecnologia produce effetti simili a quelli causati dall’avvento del personal computer negli anni ’80. “Vediamo circa il 60-65% di probabilità che l’intelligenza artificiale abbia un impatto maggiore rispetto al personal computer. Il mercato azionario statunitense oggi sta valutando circa il 90% di probabilità”, ha detto Davis.

All’epoca, l’aumento della produttività dei PC, unitamente al loro potenziale, ha innescato un rally poderoso in Borsa culminato nello scoppio della bolla dot.com di inizio millennio. “Da un punto di vista economico siamo all’incirca nell’anno 1992, ma sotto il profilo delle valutazioni di mercato, posso sostenere che siamo nel 1997”, ha aggiunto. Nel 1997, la bolla entrò nel vivo, con l’euforia a Wall Street che sembrava incontenibile. Ma quando dovrebbe avvenire la correzione? Sui tempi Davis ha avvertito che è difficile stabilire una data certa.

L’intelligenza artificiale, comunque,  porterà dei grandi vantaggi per le aziende, ha osservato l’esperto, ma i principali beneficiari potrebbero non essere quelle società che hanno fatto i maggiori investimenti. “Sono le aziende al di fuori della tecnologia che stanno effettivamente utilizzando la tecnologia: ospedali, servizi pubblici, società finanziarie”, ha sottolineato. Inoltre, Davis ha avvertito che “ci sono nuovi operatori che entrano nel campo dell’intelligenza artificiale, quindi il ritorno sull’investimento diminuirà”.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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