Wall Street, prudenza tra impeachment e conti FedEx

WALL STREET, PRUDENZA TRA IMPEACHMENT E I CONTI FEDEX

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Aggiornati i massimi di Sp500 e Nasdaq. Scorte sotto le attese, petrolio oltre i 61 $

 

Le trimestrali deludenti del colosso marittimo FedEx costringono Wall Street alla frenata, che apre appena sopra la parità ma debolmente. L’Sp500 fa in tempo però a pareggiare subito i massimi della vigilia a 3.198 mentre il Nasdaq aggiorna il record a 8.842 punti. A incidere, anche i dati macro incerti, a partire dalle domande settimanali dei mutui: -5% rispetto al +3,8% del periodo rilevato in precedenza. Il tasso a 30 anni è rimasto stabile al 3,98%, in calo anche l’indice degli Acquisti Mba, del rifinanziamento e in generale del mercato dei mutui. I riflettori sono però tutti rivolti all’impeachment contro Trump: oggi la Camera dovrebbe votare a favore del processo, che però ha poche chance di passare al Senato.

 
Grafico S&p500 by TradingView

 

In caso di chiusura positiva, Wall Street andrebbe ad archiviare la settima seduta di guadagni consecutiva, avviata proprio il giorno in cui Stati Uniti e Cina hanno annunciato l’accordo di “Fase Uno”, prima attraverso il Presidente via Twitter, poi con la successiva conferenza stampa di Pechino. In buona sostanza il Dragone si impegna ad acquistare i prodotti agricoli americani di qualità (fonti Usa riportano circa 15 miliardi di dollari), dall’altra parte la Casa Bianca non proseguirà con un nuovo ciclo di tariffe aggiuntive, mantenendo però quelle attuali. Prima settimana di gennaio, questo il termine entro il quale Usa e Cina dovrebbero mettere nero su bianco l’accordo, stando alle parole di Robert Lighthizer, rappresentante commerciale americano. Secondo gli analiti di MKM Partners, Stati Uniti e Cina si muovono lentamente verso un costante progresso per un accordo commerciale definitivo ed ecco perché la sensazione è che il trend a Wall Street rimane positivo, con gli indici azionari che proseguiranno nei loro guadagni.

 

Le storie del giorno

Come detto, le trimestrali deludenti spingono FedEx al ribasso: -7%. I guadagni e le entrate dell’azienda hanno mancato nettamente le aspettative degli analisti. Inoltre, FedEx ha tagliato le sue linee guida per il resto dell’anno fiscal, citando le condizioni generali economiche e la crisi globale, oltre alla perdita di un “grosso cliente”. In controtendenza, General Mills crescono oltre l’1% a fronte di un profitto trimestrale superiore alle aspettative, riaffermando le previsioni sugli utili per l’anno fiscale. Da monitorare anche le azioni di Fiat Chrysler Automobiles quotate in Usa: -1,11% a 15,16 dollari dopo un’ora di contrattazioni il giorno in cui la fusione con Psa è diventata ufficiale.

 


Grafico Fca Wall Street by TradingView

 

Mercato Valutario

Resta in congestione di barre il dollaro sul proprio indice di riferimento: è la quarta seduta consecutiva a muoversi all’interno dei valori del 12 dicembre scorso, giorno in cui Christine Lagarde ha tenuto la prima conferenza stampa sulla politica monetaria della Bce e delle elezioni in Gran Bretagna, dopo la decisione della Fed di non cambiare i tassi d’interesse nell’ultima riunione del Fomc. Il dollar index si muove in area 97,3 con un guadagno dello 0,2%. Il biglietto verde è in recupero nei confronti dell’euro, i cui dati macroeconomici sono più deludenti di quelli americani, e della sterlina, che sta ritracciando in scia ai rumors secondo cui Boris Johnson, confermato premier del Regno Unito, non esclude la pista Brexit No Deal per accelerare il percorso che porterà all’uscita dall’Unione Europea entro fine gennaio. Stabile il dollaro yen, congestione di barre anche il cambio dollaro yuan cinese, in area 7,0020.

Euro Dollaro 1,1122 (-0,04%). Dollaro Sterlina 1,3072 (-0,4%). Dollaro Yen 109,55 (+0,07%). Dollaro Yuan 7,0023 (+0,02%).


Grafico Sterlina Dollaro by TradingView

 

Materie Prime 

Scorte di petrolio inferiori alle attese e Wti infrange la soglia dei 61 dollari al barile. I dati forniti dall’Eia invertono la tendenza indicata dall’American Petroleum Institute e riportano -1,085 milioni di barili nell’ultima settimana rilevata, al di sotto del consensus (-1,288 milioni) e del dato precedente (+0,822 milioni). Il greggio così aggiorna i massimi dal 17 settembre scorso a quota 61,10 dollari al barile, quinta seduta positiva consecutiva e prezzo in rialzo di quasi 5 punti percentuali. Oro stabile sotto i 1.480 dollari l’oncia, anche il rame rallenta il rally mantenendosi a ridosso dei 2,8 dollari per libbra.

 


Grafico Petrolio Wti by TradingView

 

 

 

 

 

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Redazione

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