Warner Bros: per Berlusconi meglio Paramount, minore concorrenza nello streaming

Articolo sponsorizzato

Condividi su

Ascolta questo articolo

Pier Silvio Berlusconi preferisce Paramount-Skydance a Netflix nella corsa per l’acquisizione di Warner Bros Discovery. Lo ha affermato lo stesso amministratore delegato di Mfe (MediaForEurope) nel corso di una conferenza stampa presso la sede societaria di Cologno Monzese. Il leader dell’azienda di media e telecomunicazioni italiana ha affrontato questioni legate alla concorrenza, precisando che una vittoria di Paramount garantirebbe maggiore competitività nel settore. In questo articolo:

 

  • Warner Bros Discovery: ecco perché Berlusconi parteggia per Paramount
  • Il punto della situazione

 

Warner Bros Discovery: ecco perché Berlusconi parteggia per Paramount

Paramount è, secondo Berlusconi, una scelta più equilibrata rispetto a Netflix come potenziale acquirente di Warner Bros Discovery. La sua preferenza nasce da una visione industriale che punta alla tutela del pluralismo competitivo, soprattutto nello streaming, un settore che negli ultimi anni ha già visto una forte concentrazione a favore dei grandi gruppi statunitensi. Qualora si realizzasse una fusione Netflix-Warner, si rischierebbe di creare un colosso con un potere di mercato eccessivo, ovvero “uno squilibrio” che penalizzerebbe la concorrenza. In pratica, tale scenario ridurrebbe il numero di piattaforme realmente in grado di competere, indebolendo l’intero ecosistema, compresi gli operatori europei che già affrontano enormi sfide nel misurarsi con player di scala mondiale.

Paramount, al contrario, viene vista da Berlusconi come una soluzione più armonica per il settore. Il gruppo americano possiede un portafoglio di contenuti molto rilevante, ma non ha la stessa forza dominante di Netflix nello streaming. Per questo motivo, la combinazione Paramount–Warner garantirebbe, a suo avviso, un mantenimento del pluralismo, evitando la creazione di un gigante troppo ingombrante e lasciando spazio a una concorrenza sana e più bilanciata. “Significherebbe che invece di tre grandi attori over-the-top – Netflix, Amazon e Disney – sarebbero quattro”, ha detto.

Berlusconi ha più volte sottolineato l’importanza di un mercato con più piattaforme over-the-top, come Mediaset Infinity, per garantire pluralismo e concorrenza in Europa. Infinity, la piattaforma streaming di Mfe, rappresenta un esempio di servizio locale che può beneficiare di un ecosistema più equilibrato, evitando il dominio di un singolo player globale. Una vittoria di Paramount preserverebbe spazi di crescita per realtà come Infinity e rafforzerebbe l’offerta europea di contenuti digitali.

 

Il punto della situazione

La battaglia per accaparrarsi Warner Bros Discovery è entrata nel vivo. Dopo un accordo che lo studio cinematografico di Hollywood ha siglato con Netflix per 72 miliardi di dollari, in un mix tra azioni e contanti, Paramount ha fatto irruzione alzando la posta a 108,4 miliardi di dollari interamente in cash. L’offerta di Paramount è ostile e ha trovato appoggio finanziario in Affinity Partners, la società di investimento gestita da Jared Kushner, genero del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, e in alcuni fondi sovrani del Medio Oriente.

Tra le due offerte non c’è solo una differenza economica: quella di Paramount include tutte le proprietà televisive via cavo di Warner Bros Discovery, mentre la proposta di Netflix si limita agli studi cinematografici e televisivi Warner Bros, a Hbo e al servizio di streaming Hbo Max. La questione ha attirato attenzione politica negli Stati Uniti. La senatrice Elizabeth Warren, ad esempio, ha parlato di un “incendio antitrust” per descrivere l’offerta di Paramount e ha espresso preoccupazioni sulla concentrazione mediatica e sull’influenza di capitali legati a governi esteri. Donald Trump ha commentato pubblicamente suggerendo che Cnn dovrebbe essere venduta separatamente, riflettendo l’interesse politico attorno all’acquisizione.

Warner Bros Discovery ha ufficialmente confermato di aver ricevuto l’offerta ostile di Paramount e di valutarla, ma non ha cambiato la raccomandazione del board a favore dell’accordo con Netflix. In definitiva, la battaglia non è finita e potrebbe protrarsi fino a tutto il 2026. Resta da capire quali saranno le reali intenzioni del consiglio di amministrazione di Warner, con Paramount che potrebbe anche tentare vie legali per ostacolare l’accordo con Netflix.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

Ricevi gratis la copia di Borsa&Finanza

Ottieni la copia digitale del nostro magazine e resta aggiornato su mercati, economia e scenari finanziari