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WebSoft: cosa sono e di cosa si occupano

WebSoft: cosa sono e di cosa si occupano

Da parecchi anni l’ufficio studi di Mediobanca effettua un’analisi sui ricavi e sulla posizione che occupano a livello mondiale le WebSoft. Ma cosa sono esattamente queste aziende? E perché rivestono un ruolo così importante nella società? Soprattutto, perché fanno molto discutere? Cercheremo di rispondere a queste domande con una guida che illustra tutto quello che c’è da sapere sull’argomento.

 

WebSoft: definizione e caratteristiche

Le WebSoft sono le grandi società che operano nell’ambiente Internet, dello sviluppo di software e dei servizi Web, social e search engine. Negli anni si sono contraddistinte per pagare poche tasse, in quanto molto spesso operative in paradisi fiscali o comunque in Paesi dove vige una tassazione agevolata. Ma le loro caratteristiche sono anche quelle di crescere a doppia cifra, di avere una grande capitalizzazione di Borsa e di non essere disturbate da azionisti all’interno eccessivamente ingombranti. Su quest’ultimo aspetto, diverse Websoft come Alphabet, Facebook e le cinesi JD.com e Baidu si sono dotate di una struttura a voto multiplo che suddivide le azioni in due o più categorie con diversi diritti. Questo sistema permette ai soci fondatori di mantenere il pieno controllo dell’azienda senza possederne la maggioranza del capitale.

 

WebSoft: chi sono

Nell’ultimo studio di Mediobanca, che ha analizzato i primi nove mesi del 2022 e il triennio 2019-2021, sono stati individuati i 25 giganti del web, la gran parte di provenienza di Stati Uniti e Cina. Al riguardo è possibile fare una suddivisione in quattro macro-aree: E-commerce, Produzione di software, Servizi Internet e media, Trasporti e Cibo a domicilio. Per ognuna di esse è stata fatta una graduatoria in termini di fatturato.

Per quanto riguarda l’E-commerce troviamo:

 

  • Amazon;
  • JD.com;
  • Alibaba;
  • Vipshop;
  • Coupang;
  • Otto;
  • Pinduoduo;
  • Rakuten;
  • Qurate

 

In merito alla Produzione di software emergono:

 

  • Microsoft;
  • IBM;
  • Oracle;
  • SAP;
  • Salesforce;
  • Adobe;
  • ADP;
  • Nintendo;
  • NetEease

 

Per quanto concerne i Servizi Internet e media, si possono elencare:

 

  • Alphabet;
  • Meta;
  • Tencent;
  • Baidu

 

Infine, con riferimento ai Trasporti e al Cibo a domicilio, vediamo:

 

  • Meituan;
  • DiDi;
  • Uber

Alcuni numeri importanti

I dati di Mediobanca mettono in luce un aspetto significativo, ossia che vi è stato un calo nella crescita di queste società nei primi nove mesi del 2022 rispetto al boom pandemico. Infatti, tra gennaio e settembre si registra un incremento solo in termini di fatturato aggregato, con un +9,5% rispetto allo stesso periodo del 2021. Si rileva anche una certa differenza a livello geografico, con l’America Latina in salita del 24,9%, il Nord America del 13,7%, l’Europa dell’8,2% e l’Asia in coda del 6,6%. Il maggior apporto proviene dai settori che durante la pandemia sono stati più penalizzati, come la sharing mobility, che ha registrato un salto dei ricavi su base annua del 111,6%, e le vendite di viaggi online, che hanno riportato un balzo del 55,5%. I settori dove i consumatori avevano cambiato le loro abitudini hanno segnato un incremento più limitato, tipo il food delivery, cresciuto in termini di ricavi del 27%, il cloud computing in rialzo del 21,3% e l’e-commerce con una crescita appena del 3,8%.

Il 2021 comunque è stato impressionante, con le 25 WebSoft che hanno toccato un fatturato di 1.584 miliardi di dollari. In questo ambito, le prime tre rappresentano il 50% dei ricavi totali, ossia Amazon, Alphabet e Microsoft. Amazon occupa la prima posizione dal 2014 con entrate complessive per 414,8 miliardi di dollari, di cui oltre la metà derivante dal retail. Alphabet è al secondo posto con ricavi per 227,5 miliardi di dollari. Mentre Microsoft completa il podio con un fatturato di 148,4 miliardi di dollari.

A livello geografico gli introiti complessivi sono appannaggio di Stati Uniti e Cina. Washington rappresenta il 67% del fatturato delle WebSoft, mentre Pechino il 28%. Per quel che concerne l’occupazione, alla fine dello scorso anno WebSoft contava quasi quattro milioni di occupati in tutto il mondo, in aumento di oltre 1 milione rispetto al 2019, con un incremento di 810 mila unità della sola Amazon, che a fine 2021 contava 1,608 milioni di dipendenti.

Uno degli aspetti più controversi che caratterizzano le WebSoft è l’argomento tasse, su cui i governi di tutto il mondo stanno lavorando per definire una regolamentazione che possa mettere la parola fine a tutta una serie di agevolazioni fiscali di cui godono questi giganti del web. Alcuni dati sono indicativi. Nel 2021 il 30% dei guadagni prima delle imposte è stato realizzato in Stati che applicano una fiscalità agevolata, il che ha determinato un risparmio fiscale per tali aziende di 12,4 miliardi di dollari, mentre se si considera il triennio 2019-2021 la cifra ammonta a 36,3 miliardi di dollari. Questo grazie a un’aliquota fiscale che in media è stata del 15,4%, rispetto a una teorica del 21,9%. Secondo lo studio di Mediobanca, se ci fosse un accordo tra i Paesi sulla Global minimum tax, la tassazione effettiva salirebbe al 16,3%. In Italia, le WebSoft presenti tramite società controllate hanno raggiunto un fatturato aggregato di 8,3 miliardi di dollari lo scorso anno, versando 150 milioni di tasse con un’aliquota effettiva del 25,1%.

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