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WEIDMANN FRENA GLI ECCESSIVI ENTUSIASMI SUL QE

Il Presidente della Bundesbank torna a fare il falco o meglio tende a spegnere l’ottimismo su un Qe immediato e di ampie dimensioni. La presa di posizione emerge da un’intervista rilasciata al quotidiano Frankfurter Allgemeine Sonntagszeitung.

Ma vediamo nel dettaglio cosa ha detto il numero uno della Banca Centrale Tedesca. L’inflazione sul medio termine sta raggiungendo l’obiettivo del 2%, nonostante la flessione economica, la recessione in Germania non è ancora certa. Infatti la disoccupazione è sui minimi storici, il ciclo economico arriva da un’espansione molto lunga, l’indice di capacità produttiva vanta valori ancora molto alti.

Le incertezze economiche arrivano inoltre per ragioni di carattere esterno all’Europa: la Brexit e le tensioni commerciali.

Inoltre sarebbe opportuno che a varare un nuovo programma espansivo di politica monetaria sia il nuovo governatore, Christine Lagarde. L’ex direttrice del Fondo Monetario Internazionale si insedierà presso l’Eurotower ad ottobre del 2019.

Fin qui le ragioni economiche e di Governance che hanno frenato gli entusiasmi del mercato per un Qe immediato e consistente ma Jens Weidmann adduce anche altre motivazioni di carattere più generale.

Weidmann fa notare un’eccessiva abitudine a ricorrere alla politica monetaria, fra l’altro già accomodante. Un atteggiamento che si manifesta a partire dalla crisi del 2008. Teme una cannibalizzandone della politica monetaria da parte della politica fiscale, riscontra il rischio che le banche centrali possano essere politicizzate. Per il numero uno della Bundesbank: “è l’indipendenza della Banca Centrale la garanzia per la stabilità dei prezzi”.

La risposta ad un‘eventuale recessione tedesca può arrivare dal ricorso alla Cassa Integrazione e da alcuni strumenti di politica fiscale, fra l’altro questa risulterebbe già espansiva.

Il Governatore della Banca Centrale riconosce comunque che i rischi di iperinflazione legati alle politica accomodanti erano sopravvalutati. Nel mercato immobiliare tedesco si registrano, però, già degli aumenti dei prezzi non giustificati.

Se Weidmann torna a fare il falco sulla politica monetaria va registrato una sua apertura sulla Libra. La criptovaluta messa in campo da Facebook non preoccupa il banchiere centrale, anzi semmai lo stimola a fare meglio. “Le transazioni in euro devono essere veloci ed a basso costo”, osserva il numero uno della Bundesbank, “i costi transfrontalieri possono addirittura ridursi con l’utilizzo delle criptovalute”. Ovviamente permangono dei rischi che vanno monitorati. L’euro rimane per Weidmann una valuta forte, semmai la Libra potrebbe trovare spazio come alternativa valutaria nei mercati emergenti. (riproduzione riservata)

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