WK Kellogg: Ferrero vicina all’acquisto, le azioni volano a Wall Street

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Grande attesa oggi a Wall Street per le azioni WK Kellogg, dopo l’indiscrezione rilanciata dal Wall Street Journal, secondo cui la società specializzata nei cereali starebbe per essere acquisita dal produttore italiano di dolciumi Ferrero. Nelle contrattazioni after-hours alla Borsa americana il titolo del gruppo statunitense ha guadagnato circa il 56% e oggi, negli scambi di pre-apertura sale di una percentuale simile. In questo articolo:

 

  • WK Kellogg: i termini dell’offerta di Ferrero
  • Cosa significa l’affare per le due aziende

 

WK Kellogg: i termini dell’offerta di Ferrero

Ferrero potrebbe valorizzare WK Kellog 3 miliardi di dollari, compreso il debito del gruppo americano di 570 milioni di dollari. L’offerta sul piatto potrebbe quindi essere di 2,43 miliardi di dollari. Tenuto conto che ieri le azioni di WK Kellogg hanno chiuso a 17,50 dollari per azione, con una capitalizzazione di 1,51 miliardi di dollari, la valorizzazione complessiva si aggirerebbe intorno ai 34,77 dollari per azione. Tenendo conto del debito, quindi con un’offerta di 2,43 miliardi di dollari, il prezzo per azione teorico dovrebbe essere di 28,16 dollari per azione. Prima dell’apertura delle contrattazioni a Wall Street le azioni della società Usa arrivano a una quotazione di poco superiore ai 26 dollari, convergendo sull’ipotetico prezzo di offerta.

In entrambi i casi, si tratta di un premio corposo per gli azionisti di WK Kellogg. Da quando si è quotata al Nyse a settembre 2023, WK Kellogg non è mai valsa così tanto. Il suo massimo storico lo ha raggiunto ad aprile 2024 a un prezzo di 24,63 dollari per azione. La società, nata da uno spin-off del business dei cereali di Kellogg Company nel 2023, è controllata da WK Kellogg Foundation Trust con una quota quasi del 16% e partecipata da importanti gestori patrimoniali come BlackRock e Vanguard.

 

Cosa significa l’affare per le due aziende

Con l’acquisto di WK Kellogg Ferrero potrebbe espandersi negli Stati Uniti. In Nord America, l’azienda con sede ad Alba è presente con i suoi marchi Tic Tac e Kinder e negli ultimi anni ha acquisito produttori di gelati quali Wells Enterprises, Blue Bunny e diverse altre aziende del settore. Inoltre, nel 2018 ha fatto proprio il business americano del cioccolato di Nestlé. Attualmente, Ferrero vanta 15 stabilimenti e magazzini in Usa, Canada e Caraibi, impiegando oltre 5.100 dipendenti. “Per Ferrero questo accordo rappresenta un’opportunità per diversificare oltre i dolciumi e approfondire la sua presenza nel mercato statunitense”, ha affermato Arun Sundaram, analista di Cfra Research. “Dallo spin-off e dal rebranding di Kellogg Company, sia WK Kellogg che Kellanova hanno creato valore per gli azionisti diventando obiettivi di acquisizione”, ha aggiunto. Secondo Robert Moskow, analista di TD Cowen, “l’ultima mossa di Ferrero sembra credibile, data la strategia pluriennale dell’azienda per espandere la sua presenza negli Stati Uniti”.

Dal canto suo, WK Kellogg ha dovuto fare i conti con una domanda debole e una contrazione delle vendite negli ultimi tempi, complice l’aumento dei prezzi dei suoi cereali. A maggio, l’azienda ha tagliato le sue previsioni di vendita annuali e l’amministratore delegato Gary Pilnick ha parlato di un “ambiente operativo difficile”, in quanto “i consumatori si allontanano dagli alimenti zuccherati e gravitano verso opzioni di cereali più economiche”. Tra l’altro, Kellogg è stata coinvolta in questioni riguardanti i coloranti alimentari artificiali nei suoi cereali. Per questo, dopo l’incontro con il segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr, i dirigenti dell’azienda stanno rivedendo i prodotti serviti nelle scuole per non includere tali coloranti.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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