Una super app sul modello di WeChat e Venmo, che unisce ogni tipo di servizio, inclusi il pagamento in criptovalute e chat di messaggistica istantanea con un alto livello di privacy. È l’ultima versione di World, l’applicazione mobile (ex Worldcoin) messa a punto da Tools for Humanity, la startup fondata nel 2019 a San Francisco da Sam Altman, il numero uno di OpenAI, con l’amministratore delegato Alex Blania, specializzato in deep learning al Max Planck Institute e al Caltech.
La prima versione di World, caratterizzata dalla verifica dell’identità biometrica e presentata come real human network, è stata lanciata nel 2023, ma la sua evoluzione in super app, pubblicata alla fine del 2025, è destinata a segnare il 2026 e l’immediato futuro. Grazie alle nuove funzionalità sviluppate, l’azienda punta a creare uno strumento digitale “umano” che, in epoca di falsificazioni generate dall’intelligenza artificiale, aiuti a distinguere le persone dai bot.
In questo articolo:
- World di Sam Altman e Alex Blania diventa una super app
- Non solo chat: i pagamenti in criptovalute
- L’autenticazione nella vera rete umana
World di Sam Altman e Alex Blania diventa una super app
Basata sui principi fondamentali del Web3, dalla decentralizzazione alla privacy e la trasparenza, e compatibile con Android e Ios, World è un ecosistema di mini app che vuole rivoluzionare “il modo in cui gli esseri umani si connettono, spostano risorse digitali e partecipano all’economia globale”. “Al giorno d’oggi è davvero difficile identificare persone uniche e farlo nel rispetto della privacy”, ha spiegato Altman durante la presentazione della nuova versione dell’applicazione.
È progettata proprio a questo scopo World Chat, il nuovo servizio di messaggistica: una chat in stile Signal su protocollo Xmtp, che utilizza la crittografia end-to-end per proteggere le conversazioni degli utenti. La caratteristica peculiare è l’aspetto familiare: si possono inviare messaggi ai contatti, creare gruppi e condividere foto, video e file, ma ci sono colori specifici per avvisare gli utenti se la persona con cui stanno parlando è stata verificata o meno dal sistema. Per gli utenti verificati ci sono le bolle blu; per quelli non verificati le bolle sono grigie.
L’idea è quella di creare uno spazio di fiducia e incentivare la verifica dell’identità, dando alle persone il potere di sapere se il contatto con cui stanno parlando è davvero chi dice di essere. Le immagini del profilo vengono verificate con le foto realizzate con l’hardware Orb per la scansione dell’iride e archiviate sul telefono dell’utente, il che significa che il volto che si vede in chat appartiene effettivamente al vero titolare dell’Id. La fiducia conquistata sblocca l’altra grande novità di questo aggiornamento: il sistema di pagamento digitale ampliato.
Non solo chat: i pagamenti in criptovalute
World permette di trasferire asset digitali con la stessa facilità con cui si invia un messaggio. Utilizzando i conti bancari virtuali offerti da Bridge, gli utenti possono ricevere bonifici, saldi e stipendi direttamente sull’app ed effettuare depositi dai propri conti, entrambi convertibili in criptovalute. Tutti i trasferimenti sono globali, istantanei e gratuiti, senza commissioni aggiuntive e soprattutto senza la necessità di dover attendere gli orari di apertura delle banche tradizionali. In aggiunta, la super app permette di dividere ricevute e fatture in chat di gruppo e monitorare chi ha pagato.
Una volta che i soldi sono nell’app, è possibile conservarli e convertirli tra le valute digitali supportate. Ad oggi World accetta le stablecoin Usdc ed Eurc di Circle e Wmxn, Wars, Wclp, Wbrl, Wpen e Wcop di Ripio. Ma l’elenco è in continua espansione. Associata al supporto multivaluta è la funzione Earn: un sistema di prestiti e ricompense che funziona per Worldcoin (il token nativo di World), Usdc, Eurc, Wars, Bitcoin ed Ethereum, con altri asset in arrivo. In aggiunta, si può accedere, scambiare e fare trading su oltre 100 asset supportati.
In quest’esperienza fluida e centralizzata, entrano pure le app di terze parti, come le piattaforme dei mercati di previsione Kalshi e Polymarket, i giochi e gli strumenti di risparmio. Queste applicazioni vengono eseguite all’interno dei thread dei messaggi, con un’esperienza interattiva diretta che avviene senza uscire dalla chat. A tutelare privacy e sicurezza ci pensano la crittografata end-to-end, che non raccoglie metadati su chi manda i messaggi o quando lo fa, e il processo di autenticazione.
L’autenticazione nella vera rete umana
Il processo biometrico di World è unico e non proprio semplice. Le persone che scaricano e installano l’app e decidono di “distinguersi dai bot nell’era dell’AI”, si sottopongono a una scansione della retina presso uno degli uffici dell’azienda, dove il dispositivo di verifica Orb converte l’iride dell’utente in un codice digitale univoco e crittografato. Il World Id verificato viene quindi utilizzato per interagire con l’ecosistema di servizi dell’app. Il badge di persona verificata aiuta gli utenti a creare fiducia e a ridurre la falsificazione dell’identità sulle app di incontri: non a caso Tinder ora utilizza il badge umano verificato e la verifica dell’età per tutelare la privacy.
L’aggiunta di funzionalità social è pensata per favorire una diffusione più ampia dell’app, che punta soprattutto alla verifica su larga scala. Altman ha spiegato che vorrebbe la scansione dell’iride di un miliardo di persone, ma Tools for Humanity ha frenato i suoi entusiasmi: al momento ne sono state scansionate meno di 20 milioni. L’obiettivo è smarcare il processo di verifica dalla presenza fisica in un ufficio dell’azienda e rendere l’iter meno macchinoso.
È per questo motivo che la startup sta lavorando a dei mini Orb, dispositivi portatili simili a cellulari che consentono agli utenti di scansionare i propri occhi comodamente da casa. In futuro Tools for Humanity vorrebbe trasformare questi piccoli Orb in un dispositivo simile al Pos oppure vendere la tecnologia dei sensori di identificazione ai produttori di dispositivi. In questo modo, sarebbe possibile abbassare la barriera di accessibilità alla verifica e stimolare un’adozione molto più ampia della super app.









