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Yayoi Kusama, le 5 opere più costose vendute all’asta

Yayoi Kusama

È il nome del momento nel mercato dell’arte quello di Yayoi Kusama: le opere più costose della pittrice, sculture e innovatrice totale giapponese stanno raggiungendo prezzi esorbitanti e infiammano costantemente le vendite all’incanto. Il valore dei lavori della regina dei pois, considerata la più importante artista nipponica contemporanea, continua a crescere: nel 2023 sono stati venduti all’asta 812 lotti per un totale di 193 milioni di dollari.

 

Yayoi Kusama: le opere più costose vendute all’asta

Classe 1929, originaria della città di Matsumoto, stella sui social e nella moda, Yayoi Kusama è attualmente l’artista più famosa al mondo secondo un sondaggio condotto dalla rivista The Art Newspaper, l’ottava più venduta sul mercato globale delle aste e l’artista donna più richiesta da gallerie e musei, collezionisti e investitori. I top lot nelle vendite sono soprattutto i quadri di fine anni Cinquanta e primi anni Sessanta, ma non sono da meno le sue famose zucche, le Infinity Mirror Rooms e le celebri Infinity Nets, le tele nere su cui Yayoi dipinge una rete bianca fatta di “una miriade di particelle quasi impercettibili”.

 

Pumpkin (1995)

Le zucche, l’ortaggio più coltivato dal nonno e nei campi intorno alla sua casa d’infanzia, sono un elemento ricorrente nell’opera di Kusama: metafore di vita e morte, crescita e decadimento, sono l’ancoraggio naturale e terragno al suo psichedelico e avanguardista universo a pois. “Adoro le zucche per la loro forma divertente, la sensazione di calore, la qualità e la forma umana”, racconta l’artista. In giallo dorato e nero ebano, questa zucca del 1995 arriva all’asta da Phillips a Hong Kong nel marzo 2023: prezzo di vendita 56,1 milioni di dollari hongkonghesi, pari a circa 7,1 milioni di dollari.

Pumpkin (1995) di
Pumpkin – 1995 (foto: Phillips)

 

Pumpkin (LPASG)

Attiva dagli anni Cinquanta, prima in Giappone e poi a New York, Kusama decolla sul mercato dell’arte soltanto alla fine degli anni Ottanta, quando è reduce da un esilio ospedaliero di autoterapia a Tokyo per curare i suoi disagi psichici. “Uso i miei complessi e le mie paure come soggetti: li faccio, li rifaccio e poi continuo a farli, finché non mi seppellisco nel processo. La chiamo obliterazione”, spiega Yayoi. Tra surrealismo e pop art, tanto che Andy Warhol sarebbe stato influenzato da lei per la serie Cow, questa morbida zucca giallo-nera dipinta nel 2013 è inclusa nella 20th/21st Century Art Evening Sale di Christie’s a Hong Kong nel dicembre 2021: il martelletto si ferma a 62,5 milioni di dollari hongkonghesi, ossia circa 7,8 milioni di dollari.

Pumpkin (LPASG) di Yayoi Kusama
Pumpkin – LPASG (foto: Christie’s)

 

Pumpkin (L)

Dipinti, disegni, sculture, video, installazioni, abbigliamento, mobili: c’è di tutto nel viaggio caleidoscopico di Yayoi Kusama. All’inizio degli anni Quaranta, quando è ancora adolescente, inizia ad avere allucinazioni e più o meno nello stesso periodo comincia a dipingere zucche. Mai supportata dalla sua famiglia e alla ricerca di una svolta, attraversa l’Oceano da sola e si trasferisce negli Stati Uniti, dove trasforma le vulnerabilità in potere e la zucca nel suo alter ego. “Le zucche sono la mia casa spirituale fin dall’infanzia e, con la loro infinita spiritualità, contribuiscono alla pace e alla celebrazione dell’umanità. E così facendo, mi fanno sentire in pace”, confessa l’artista. Questa gigantesca scultura in bronzo del 2014 (241 x 235 x 235 cm, numero 8 di una serie da 8) va all’asta da Sotheby’s a Hong Kong nell’aprile 2023 e raggiunge i 62,6 milioni di dollari hongkonghesi, ovvero circa 7,9 milioni di dollari.

Pumpkin (L) di Yayoi Kusama
Pumpkin – L (foto: Sotheby’s)

 

A Flower

Caschetto indeformabile e sguardo solenne, la signora dei puntini è “l’artista blockbuster più instagrammata al mondo” (così la definisce Artnews) grazie al suo stile unico, fatto di pattern coloratissimi e ripetizione ossessiva delle forme. Nel 2014, già nel pieno della Kusama-mania, l’artista realizza una rara natura morta surrealista tra le sue opere figurative: una dalia viola in piena fioritura sullo sfondo di un oceano di scintillanti e carnali petali dorati. “Tutto quello che volevo fare è respirare la vitalità del tempo in cui vivevo al meglio delle mie capacità e sbocciare come un fiore rosso brillante verso il futuro… o come fanno i fiori colorati di rosso o di viola per simboleggiare che sono vivi”, dichiara Kusama. Da Christie’s a Hong Kong, nel novembre 2023, questo monumentale dipinto floreal-immersivo (162,2 x 162,2 cm) raggiunge il prezzo di vendita di 78,1 milioni di dollari hongkonghesi, pari a circa 9,8 milioni di dollari.

A Flower di Yayoi Kusama
A Flower (foto: Christie’s)

 

White No. 28

Negli anni Sessanta Kusama vive a New York (la città che definisce “l’inferno in terra”) ed è accolta nel suo studio da Georgia O’Keeffe, la pittrice moglie del fotografo Alfred Stieglitz. In breve tempo viene considerata una rivoluzionaria dall’avanguardia newyorkese: l’anno di grazia è il 1959, quando realizza la sua prima personale presso la Brata Gallery, intitolata Obsessional Monochrome. In mostra ci sono le sue Infinity Nets, tele del vuoto assoluto e ipnotico, cicli ripetuti all’infinito che rielaborano i primi segni del disturbo ossessivo-compulsivo scoperti in infanzia. Il successo è irresistibile. È esattamente del 1960 uno dei primi lavori della serie: Yayoi lo realizza nella fase in cui dipinge fino a 40-50 ore consecutive, senza fermarsi nemmeno per dormire o mangiare. Il quadro è nella Post-War & Contemporary Art Evening Sale di Christie’s a New York nel novembre 2014 e viene battuto per 7,1 milioni di dollari: Kusama si trasforma nell’artista donna vivente con l’opera più costosa venduta a un’asta.

White No. 28 di Yayoi Kusama
White No. 28 (foto: Christie’s)

 

Fuori dalla Top 5 meritano una segnalazione altri sei lavori di Yayoi Kusama che arricchiscono il valore dell’artista sul mercato. Nell’aprile 2023 A-Pumpkin del 2011 è battuto da Sotheby’s a Hong Kong per 55,1 milioni di dollari hongkonghesi, pari a circa 7 milioni di dollari. A New York da Sotheby’s nel novembre 2022 arriva Pumpkin (M) del 2014 e sbanca con un prezzo di vendita di 6,5 milioni di dollari.

Da Phillips a Londra, infine, si fanno valere le performance di quattro opere: Infinity Nets (ZXSSAO) del 2008 venduto per 2,1 milioni di sterline nel marzo 2024; Nets Blue del 1960 venduto per 2,4 milioni di sterline nel novembre 2022; Red Stripes del 1965 battuto per 2,7 milioni di sterline nel maggio 2023; Blue Spots del 1965 che nel maggio 2023 fa alzare le palette fino a 3,2 milioni di sterline.

AUTORE

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Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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