Yves Klein, le 5 opere record vendute all’asta

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Precursore del minimalismo e della pop art, della body art e del filone performativo, celebre per la rivoluzionaria invenzione del tono di blu che porta il suo nome, Yves Klein non smette di sorprendere sul mercato con opere da record vendute all’asta. Ultima in ordine di tempo è Relief Planétaire Terre (Marsiglia Aix) del 1961, passata nel maggio 2025 da Christie’s a Parigi nella collezione di Helga ed Edzard Reuter, incentrata sulle neoavanguardie europee del Novecento.

Scomparso a Stoccarda nel 2024, Reuter è stato un importante dirigente industriale tedesco e con la moglie Helga, morta un mese dopo il marito, ha collezionato per decenni arte contemporanea europea, spaziando da Lucio Fontana e Piero Manzoni ai fondatori del gruppo Zero. Tra i capolavori inseriti da Christie’s nell’asta The Helga and Edzard Reuter Collection spicca Relief Planétaire Terre (Marsiglia Aix), finito subito al centro di una battaglia a colpi di rilanci.

 

Yves Klein: le opere record vendute in asta

L’opera in pigmento blu e gesso, uno dei rilievi planetari ispirati all’impresa del cosmonauta Jurij Gagarin, il primo uomo a volare nello spazio, è passata di mano per 1,61 milioni di euro, oltre il doppio della stima massima di 800.000 euro e migliore risultato della serata. Non è la prima volta che le tele e le sculture dell’artista francese, scomparso nel 1962 per un infarto a soli 34 anni, diventano top lot nelle vendite all’incanto.

Combinando pittura, scultura, performance, teatro, video e architettura, Klein è uno dei nomi più ricercati da collezionisti e investitori. Famoso per le sue tele monocrome, il pittore e artista performativo nizzardo è apprezzato soprattutto dai collezionisti inglesi e statunitensi. Tra gli artisti contemporanei più richiesti, le sue opere hanno generato un fatturato di circa 15 milioni di dollari nel 2024, con i risultati più significativi registrati alle aste delle major Christie’s, Sotheby’s e Phillips. Ecco la top 5 con i record più alti realizzati finora.

 

Sculpture éponge bleue sans titre (SE 168)

Oltre all’arte pittorica, durante la sua carriera Klein si dedica a una serie di opere al confine tra pittura e scultura. Tra queste, spiccano le spugne naturali ricoperte con il suo inconfondibile blu che incarnano l’arte dell’immaterialità. Sospesa per oltre 100 centimetri grazie al suo elegante stelo, questa composizione del 1959, eccezionale per scala e complessità, sfugge a qualsiasi facile categorizzazione. L’opera è all’asta da Sotheby’s a New York nella Contemporary Evening Sale del maggio 2013 e fa fermare il martello a 22 milioni di dollari: è ancora oggi il prezzo più alto pagato per una scultura dell’artista.

Sculpture éponge bleue sans titre (SE 168) di Yves Klein
Sculpture éponge bleue sans titre (SE 168) (foto: Sotheby’s)

 

MG 9

Dopo aver creato le Pitture di fuoco nel 1961, quadri con motivi di fuliggine ottenuti bruciando il tessuto con il gas, Klein passa alle Zone di sensibilità pittorica immateriale per approfondire i concetti di vuoto e immaterialità. È del 1962 questo pannello che ha l’obiettivo di sovvertire le strategie commerciali capitaliste: l’artista vende le Zone de sensibilité picturale immatérielle, spazi vuoti sparsi per Parigi, in cambio di lingotti d’oro, il bene rifugio per eccellenza, e coinvolge l’acquirente dell’opera in un rituale durante il quale il collezionista brucia la sua ricevuta mentre Klein getta metà dell’oro nella Senna. Uno di questi esemplari arriva da Sotheby’s a New York nella Contemporary Art Evening Auction del maggio 2008 e raggiunge quota 23,56 milioni di dollari. Un anno dopo, nel maggio 2009, torna all’asta da Christie’s a New York e passa di mano con un’aggiudicazione di 21 milioni.

MG 9 di Yves Klein
MG 9 (foto: Sotheby’s)

 

Anthropométrie de l’époque bleue (ANT 124)

Nel febbraio 1960 Klein dipinge questa tela monumentale (154,5 x 317 cm) estremamente rara nel suo genere: una combinazione di otto impronte blu solide (il famoso Ikb: International Klein Blue) su uno sfondo azzurro screziato. Un unicum nell’opera dell’artista e tra i primi esempi della tecnica che avrebbe presentato poche settimane dopo nella sua seminale performance Anthropométrie alla Galerie Internationale d’art contemporain: le donne nude come pennelli viventi, ricoperte di vernice blu e adagiate sulle tele. Nella 20th/21st Century: London Evening Sale di Christie’s a Londra del giugno 2022, l’originale Antropometria fa alzare le palette fino a 27,2 milioni di sterline.

Anthropométrie de l'époque bleue (ANT 124) di Yves Klein
Anthropométrie de l’époque bleue (ANT 124) (foto: Christie’s)

 

FC1 (Fire Color 1)

Ad accomunare spugne blu, modelle usate come pennelli viventi, stanze vuote e dipinti di fuoco è la voglia di oltrepassare i limiti e i confini mentali dell’arte del tempo. Gli elementi alchemici e spirituali, con il fuoco che diventa mezzo di creazione ed elemento simbolico di generazione della civiltà odierna, esplodono in questo pannello del 1962, composto da pigmenti secchi e resina sintetica raffigurante l’immagine eterea di due figure femminili che sembrano danzare o elevarsi sulla superficie blu, oro e rosso lambita dalle fiamme. Nella Post-War and Contemporary Art Evening Sale del maggio 2012 da Christie’s a New York, l’opera passa di mano per 36,48 milioni di dollari, da una stima minima iniziale di 30 milioni.

FC1 (Fire Color 1) di Yves Klein
FC1 (Fire Color 1) (foto: Christie’s)

 

Le Rose du Bleu (RE 22)

Negli ultimi anni della sua vita, Klein riunisce tre colori che per lui sono più significativi: il blu, l’oro e il rosa. Una trinità rivelatrice che sboccia nel 1960 in questo pannello composto combinando pigmenti secchi e resine sintetiche con elementi naturali come spugne e ciottoli marini. La superficie ricorda una costellazione ultraterrena e ispira a Klein uno dei pochi titoli dati a una delle sue opere. Il lavoro debutta all’asta nel giugno 2012 da Christie’s a Londra all’interno della Post-War and Contemporary Art Evening Auction. L’aggiudicazione è di 23,56 milioni di sterline: a oggi il dipinto più costoso mai venduto dall’artista.

Le Rose du Bleu (RE 22) di Yves Klein
Le Rose du Bleu (RE 22) (foto: Christie’s)

 

Fuori dalla top 5 meritano una segnalazione le performance di altre cinque opere di Klein. Relief éponge bleu sans titre (RE 49) del 1961 è venduto per 20 milioni di dollari nella 20th Century & Contemporary Art Evening Sale di maggio 2022 da Phillips a New York. Barbara (ANT 113) del 1960 raggiunge i 15,6 milioni di dollari nella Post-War and Contemporary Art Evening Sale del novembre 2019 da Christie’s a New York. Relief éponge bleu sans titre (RE 28) del 1961 incassa 14,22 milioni di dollari nella vendita A Legacy of Beauty di Sotheby’s a New York del novembre 2024, dalla collezione di Sydell Miller. Oltre vent’anni fa, RE I del 1958 tocca quota 6,71 milioni di dollari (da una stima massima di 5 milioni) da Christie’s a New York nell’asta Post-War del novembre 2000, mentre RE 46 del 1960 è battuto per 4,72 milioni di dollari all’interno della Post-War and Contemporary Art Sale di Christie’s a New York del maggio 2006.

Immagine di Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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