Il dollaro di Singapore è diventato il nuovo bene rifugio?

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Il dollaro di Singapore potrebbe essere il nuovo bene rifugio. Secondo gli osservatori finanziari, la moneta singaporiana possiede alcune caratteristiche che la collocano alla stregua di altri asset considerati porti sicuri per antonomasia come oro, titoli di Stato Usa, dollaro americano, yen giapponese e franco svizzero. In questo articolo:

 

  • Dollaro di Singapore: perché potrebbe essere un bene rifugio
  • Tre ostacoli da considerare

 

Dollaro di Singapore: perché potrebbe essere un bene rifugio

Il dollaro di Singapore ha guadagnato circa 6 punti percentuali quest’anno rispetto al dollaro Usa. Ciò è avvenuto anche perché il biglietto verde ha visto un allontanamento degli investitori a causa delle preoccupazioni che i dazi del presidente degli Stati Uniti Donald Trump possano incidere negativamente sull’economia americana. Sono diverse le ragioni per cui l’SGD si è rafforzato molto ultimamente e potrebbe assurgere al ruolo di bene rifugio.

Uno è il quadro economico-istituzionale di Singapore. Secondo Felix Brill, direttore degli investimenti di VP Bank, la moneta singaporiana è sostenuta da “una stabilità macroeconomica, istituzioni forti, un ampio surplus delle partite correnti e un basso rischio politico”. Tra l’altro, “il contesto di politica monetaria di Singapore ha fornito stabilità eccezionale alla valuta”, che è esattamente “ciò che gli investitori cercano nei beni rifugio”. Al riguardo, la Monetary Authority of Singapore non utilizza i tassi di interesse come forma di gestione valutaria, ma imposta una politica di intervento sulla base di una banda di oscillazione dei prezzi. Tale banda non è resa nota con precisione, ma si sa che l’SGD può muoversi entro una fascia programmata dall’autorità monetaria. Secondo Jeff Ng, responsabile dell’Asia Macro Strategy presso Sumitomo Mitsui Banking Corporation, l’intervallo ha un’ampiezza del 4%. Ciò implica che “la volatilità della valuta è limitata, i rischi sono ridotti e sussiste maggiore certezza nel breve termine”.

La qualifica di bene rifugio da parte dell’SGD è dimostrata anche dal fatto che la divisa mantiene “caratteristiche difensive durante gli episodi di stress finanziario“, ha sottolineato Christopher Wong, strategist FX di OCBC. Questo benché “non possieda lo stesso status globale dei beni rifugio tradizionali come USD, JPY e CHF”.

 

Tre ostacoli da considerare

Gli esperti non tralasciano alcuni fattori che devono essere presi in considerazione e possono ostacolare lo status del dollaro di Singapore come bene rifugio. Il primo è la dimensione del mercato in cui è scambiata la valuta. Secondo l’ultima rilevazione della Banca dei regolamenti internazionali risalente al 2022, l’SGD rappresenta appena il 2% del mercato forex globale, a fronte dell’88% del dollaro Usa. L’indagine è condotta ogni tre anni da parte dell’istituto sovranazionale e la prossima è attesa per settembre 2025. “Sebbene Singapore sia molto rispettata, ha un’economia piccola e l’SGD non ha il volume di scambi o la profondità del mercato obbligazionario dello yen o del franco”, ha detto Brill di VP Bank.

Un secondo ostacolo è ciò che allo stesso tempo è anche un punto di forza, ossia la politica monetaria, sottolinea Brill. L’esperto spiega che la valuta gestita limita la speculazione sui mercati, ma frena anche la liquidità e la profondità. E queste ultime sono caratteristiche chiave per gli investitori nel valutare un vero e proprio bene rifugio, osserva Brill.

In terzo luogo, l’economia di Singapore è troppo dipendente dalle esportazioni e quindi le autorità monetarie potrebbero poco tollerare un eccessivo rafforzamento della valuta locale. Secondo i dati della Banca mondiale, l’export ha costituito il 178,8% del Pil del Paese nel 2024. “Se l’SGD diventa non competitivo, l’Autorità monetaria di Singapore non lo tollererebbe in quanto lo considererebbe dannoso per le esportazioni”, ha affermato Trinh Nguyen, economista senior di Natixis Corporate & Investment Banking.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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