Dall’AI alla difesa: cosa fa 2D Photonics con CamGraPhIC

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La deeptech 2D Photonics sviluppa interconnessioni ottiche a larghezza di banda ultra-elevata e bassa latenza e con CamGraPhIC sta andando ancora oltre: al centro del progetto c’è infatti il grafene, l’alternativa al silicio per i semiconduttori e la nanoelettronica del futuro. Anche la Nato si è interessata alle tecnologie di queste due realtà tutte italiane: una serie di ricetrasmettitori avanzati per collegare migliaia di processori e memorie in sistemi di elaborazione ad alte prestazioni per l’esecuzione di enormi carichi di lavoro.

La startup tosco-lombarda CamGraPhIC, registrata a Monza ma con sede nel Regno Unito a Cambridge e interamente controllata da 2D Photonics, ha chiuso un round di finanziamento di Serie A tramite equity da 25 milioni di euro. Tra gli investors spicca il Nato Innovation Fund, il fondo di venture capital dell’Alleanza da 1 miliardo di euro, sostenuto dai 24 Paesi membri con l’obiettivo di investire in deeptech per affrontare le sfide legate a difesa e sicurezza.

 

Cosa fanno 2D Photonics e CamGraPhIC

Fondata dai ricercatori Andrea Ferrari e Marco Romagnoli, CamGraPhIC ha come partner l’Università di Cambridge e il CNIT, il Consorzio nazionale interuniversitario per le telecomunicazioni di Pisa. I suoi investitori sono i fondi britannici Wealth Club e Frontier IP. La capogruppo 2D Photonics, guidata dall’amministratore delegato Ben Jensen, si è invece assicurata i 25 milioni della raccolta da CDP Venture Capital (attraverso i fondi Large Ventures, Digital Transition e Toscana Next), Nato Innovation Fund, Sony Innovation Fund e Join Capital, con la partecipazione di Bosch Ventures, Frontier IP e Indaco Venture Partners.

Il finanziamento servirà a sviluppare innovativi ricetrasmettitori fotonici che sfruttano le proprietà quantomeccaniche del grafene, un semiconduttore persino più performante del silicio. Grazie a questo prezioso nanomateriale, i dispositivi ricetrasmittenti che integrano il grafene con la fotonica potranno alimentare infrastrutture chiave con una forte diminuzione dei consumi energetici (pari all’80% rispetto ai tradizionali ricetrasmettitori e moduli ottici per i data center), la riduzione della latenza e l’aumento della larghezza di banda.

 

Le applicazioni dei ricetrasmettitori del futuro

I tre settori principali per questa tecnologia annunciata come rivoluzionaria e altamente scalabile sono l’intelligenza artificiale generativa e il machine learning, la trasmissione dei dati su rete mobile e l’high performance computing, il calcolo a elevate prestazioni. Il grafene, infatti, è facilmente reperibile e sintetizzabile, ha proprietà superconduttive e permette di aumentare l’efficacia e la stabilità del trasferimento dei dati tra le GPU (le unità di elaborazione grafica) e l’HBM, la memoria a grande ampiezza di banda.

Oltre alle sue applicazioni nella scienza dei materiali, nella transizione digitale, in computazione quantistica e nel campo biomedico, la tecnologia interesserà la difesa e la sicurezza, l’aeronautica, lo spazio e la guida assistita. Rispondendo alla crescente domanda di energia proveniente dall’elaborazione ad alte prestazioni, 2D Photonics e CamGraPhIC garantiscono un notevole risparmio energetico, assicurando che i ricetrasmettitori che integrano grafene e fotonica lavorano a elevata efficienza all’interno di un determinato intervallo di temperature, “evitando così la necessità di sistemi di raffreddamento complessi e costosi”.

CamGraPhIC porta avanti le sue attività di ricerca e sviluppo a Pisa, mentre quelle di produzione sono dislocate nell’area di Milano, dove verrà aperta una linea di produzione pilota. Nell’impianto sarà attivata la produzione di massa scalabile compatibile con le fonderie di semiconduttori commerciali e di fotonica. La deeptech sta inoltre valutando con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy le misure per sostenere le sue nuove attività attraverso il National Chips Fund, il fondo nazionale per la microelettronica lanciato nel 2022 per spingere l’industry europea.

 

Perché la Nato è interessata alla rivoluzione del grafene

“Siamo entusiasti di poter contribuire al nuovo approccio di 2D Photonics per lo sviluppo di una tecnologia di ricetrasmissione avanzata basata sul grafene – dichiara in una nota Ben Balmforth, senior associate del Nato Innovation Fund –. La comunicazione dei dati ad alta velocità ed efficienza è fondamentale per la sicurezza e la resilienza dell’Alleanza poiché è alla base di tecnologie come l’intelligenza artificiale e le telecomunicazioni, oltre ad avere applicazioni nel settore aerospaziale e della difesa. Siamo orgogliosi di sostenere il team di 2D Photonics nel processo di commercializzazione di questa tecnologia chiave”.

La fotonica a base di grafene promette di offrire velocità e larghezza di banda senza precedenti, consentendo progressi rivoluzionari nell’intelligenza artificiale, nel cloud computing e nelle telecomunicazioni – aggiunge Sebastian von Ribbentrop, il co-fondatore di Join Capital –. Con sede centrale in Italia, 2D Photonics ha attratto i migliori talenti dell’ingegneria e sta contribuendo all’indipendenza dell’Europa in tecnologie fondamentali che favoriscono la resilienza, la prosperità e la sovranità. Siamo entusiasti di sostenere il team che è stato in grado di tradurre la ricerca accademica sul grafene in una proprietà intellettuale commerciale”.

Immagine di Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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