L’Italia continua a mostrare una fragilità preoccupante sul fronte della cultura finanziaria. Secondo un sondaggio YouGov commissionato da Directa SIM, quasi un italiano su due non conosce nemmeno le basi dell’economia personale: il 45% non distingue un’azione da un’obbligazione e non comprende il significato di diversificazione del rischio. Un dato che, lontano dall’essere marginale, mette in luce un deficit strutturale che penalizza soprattutto donne, giovani e residenti nel Mezzogiorno, indicando una disuguaglianza di accesso alle competenze che pesa sulle scelte economiche quotidiane.
“Questi dati pongono in evidenza la necessità di un’urgente formazione finanziaria,” afferma Andrea Busi, amministratore delegato di Directa SIM. “Molte persone si sentono escluse perché non comprendono il linguaggio tecnico o non sanno da dove iniziare. Abbiamo un sistema che perpetua disuguaglianze”.
Il contesto internazionale, inoltre, non aiuta: l’Italia si colloca al 36° posto su 39 Paesi nell’indagine Ocse/Infe 2023 sull’alfabetizzazione finanziaria.
In questo articolo:
- L’iniziativa di Directa SIM per avvicinare gli italiani alla finanza
- I risultati del sondaggio di YouGov sulle conoscenze finanziarie degli italiani
L’iniziativa di Directa SIM per avvicinare gli italiani alla finanza
Nasce dai risultati della ricerca – commissionata dalla società di intermediazione immobiliare nata nel 1995 che permette agli investitori privati di operare direttamente sui mercati – e dalla constatazione di Busi, il progetto Directa Academy. “Con Directa Academy – riprende Busi – vogliamo colmare questo divario: una piattaforma gratuita, semplice e accessibile a tutti, pensata per offrire strumenti concreti e affidabili. L’obiettivo è dare a ciascuno la possibilità di prendere decisioni più consapevoli e muoversi con maggiore sicurezza nel mondo degli investimenti”.
Directa Academy raccoglie più di 50 lezioni, dai concetti base agli strumenti avanzati per investire, con un’impostazione inclusiva e aperta a tutti. I contenuti nascono dalla collaborazione con creator seguiti dal pubblico giovane, come Starting Finance e Bankstation, insieme a esperti come Paolo Coletti e Ingegneri in Borsa.
“Directa Academy – approfondisce Stefano D’Orazio, direttore commerciale di Directa SIM – rappresenta una scelta di responsabilità. Abbiamo deciso di avvicinarci concretamente a tutti i potenziali investitori in Italia, offrendo un percorso gratuito e inclusivo, pensato per rispondere a un bisogno reale del Paese: comprendere la finanza per poter assumere decisioni più consapevoli sul proprio futuro”.
Il progetto si propone di ampliare l’offerta formativa offrendo contenuti chiari, semplici e rigorosi, e si avvicina già alla sua seconda fase, con l’avvio di nuove collaborazioni con creator, professionisti del settore e istituzioni.
I risultati del sondaggio di YouGov sulle conoscenze finanziarie degli italiani
Quanto emerso dal sondaggio di YouGov, commissionato da Directa SIM e svolto su 2.021 adulti, non è una novità. Gli italiani e la finanza non vanno d’accordo. In particolare le donne risultano maggiormente distanti dall’ambito degli investimenti: il 51% non possiede conoscenze finanziarie elementari, contro una media nazionale del 45%. Il divario è ancora più evidente, e preoccupante, tra gli under 35, dove il dato sale al 57%, e nel Sud Italia, dove il 55% della popolazione adulta risulta privo degli strumenti minimi per comprendere come funziona un investimento.
Questo limite di conoscenza ha conseguenze dirette sui comportamenti finanziari. Solo un italiano su cinque investe i propri risparmi e chi lo fa appartiene prevalentemente a una fascia demografica specifica: uomini (64%), over 55 (50%), residenti al Nord (61%) e con un reddito medio-alto (78%). Tra i non investitori emergono invece motivazioni chiare: la percezione di non avere abbastanza risorse (44%), la mancanza di competenze (28%) e la paura di perdere i risparmi (25%).
Le buone notizie sono poche, però non mancano.
In particolare si registrano segnali di cambiamento nei comportamenti di chi investe. Due terzi degli investitori scelgono titoli azionari o obbligazionari, ma cresce l’interesse per gli Etf, tra gli strumenti offerti dalla piattaforma di Directa SIM, soprattutto tra i più giovani, che preferiscono la semplicità e la trasparenza rispetto alle tradizionali gestioni attive. Allo stesso tempo, si affievolisce la fiducia nei consulenti finanziari: il 45% degli assistiti dichiara di voler diventare autonomo entro cinque anni, mentre già oggi 8 investitori su 10 prendono da soli la decisione finale.









