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AIE: cos’è l’Agenzia Internazionale per l’Energia

AIE: cos'è l'Agenzia Internazionale per l'Energia

La crisi energetica che ha colpito gran parte della popolazione mondiale quest’anno ha attirato l’attenzione delle persone nelle rilevazioni pubblicate periodicamente dall’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE). Il suo ruolo ovviamente è molto più esteso e serve da collante tra i vari Paesi in modo che venga assicurato l’approvvigionamento energetico, per sostenere la crescita economica. Andiamo quindi più a fondo per capire cosa fa effettivamente l’AIE, quali sono le modalità di intervento e come è costituita.

 

AIE: caratteristiche e funzionamento

L’AIE è un’organizzazione intergovernativa di cui possono far parte solo i Paesi membri per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) che si occupa di favorire il coordinamento delle politiche energetiche di tali Paesi. Con il tempo l’agenzia ha esteso il suo raggio di azione affrontando problematiche relative allo sviluppo sostenibile, alla protezione dell’ambiente e al cambiamento climatico. In tale contesto, l’AIE ha il compito di promuovere e sviluppare le fonti alternative di energia e coordinare la ricerca per rilevarne di nuove.

L’unico settore che non rientra nel suo mandato fa riferimento all’energia nucleare, dal momento che il ramo è appannaggio dell’Agenzia dell’energia nucleare che fa parte della stessa OCSE e dell’Agenzia Internazionale per l’energia atomica dell’ONU. Tuttavia, anche nel campo nucleare, l’AIE compila report periodici di interesse generale. Oggi l’AIE è un punto di riferimento internazionale per quel che riguarda la raccolta e l’elaborazione dei dati nel settore dell’energia. Ciò serve quanto mai ai Paesi nell’ambito della loro politica energetica, soprattutto in ottica di diversificare gli approvvigionamenti e assicurarsi la sicurezza delle forniture.

 

AIE: struttura istituzionale

L’AIE è composta da un Ufficio esecutivo e due Direttorati. Il primo attua la politica energetica dell’agenzia. I Direttorati riguardano: il Direttorato per la sicurezza e i mercati energetici (Ems) e il Direttorato per il dialogo energetico globale (Ged). L’Ems effettua analisi e interviene attraverso l’unità di azione quando vi sono interruzioni significative nell’offerta di energia sul mercato proponendo strategie di emergenza. Il Ged promuove la cooperazione tra i Paesi che fanno parte dell’AIE e quelli esterni.

Attualmente l’agenzia parigina è costituita dai seguenti membri: Australia, Austria, Belgio, Canada, Corea (Repubblica), Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Giappone, Lussemburgo, Nuova Zelanda, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Slovacchia, Spagna, Stati Uniti, Svezia, Svizzera, Turchia e Ungheria. Il bilancio è sostenuto in gran parte dagli Stati Uniti, che contribuiscono per un quarto del totale. A seguire vi sono il Giappone con circa il 15%, la Germania con circa il 10%, il Regno Unito con quasi l’8%, la Francia con intorno al 7,5% e l’Italia per quasi il 6%. La sede dell’agenzia è a Parigi e il direttore esecutivo dal 2015 è Fatih Birol.

 

Un po’ di storia

L’AIE è stata fondata nel 1974 dall’OCSE su iniziativa dei Paesi occidentali che, in quanto importatori netti di petrolio, temevano violente crisi energetiche, dopo lo shock petrolifero del 1973. Allora l’OPEC decise di mettere un embargo petrolifero per via della guerra tra Israele e alcuni Stati arabi, innescando la più tremenda crisi del petrolio fino a quel momento, con i prezzi della materia prima che schizzò alle stelle e il mondo che si trovò di fronte a un periodo di stagflazione. Gli Stati Uniti reagirono aumentando la produzione interna e le esportazioni verso l’Europa, che si trovava in gravissime difficoltà.

La nascita nel ’74 dell’AIE aveva quindi lo scopo di coordinare la risposta occidentale qualora si presentassero emergenze del genere, distribuendo le riserve energetiche verso i Paesi membri in funzione del loro fabbisogno. Negli anni l’AIE ha aumentato la sua presenza e ora rappresenta un organismo di fondamentale importanza, soprattutto in considerazione del passaggio epocale dai combustibili fossili alle energie non inquinanti, in armonia con l’Accordo di Parigi del 2015.

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