Alibaba: ecco come è diventata la regina delle Big tech cinesi

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Alibaba continua la sua marcia rialzista a Wall Street, con le ADR che oggi hanno segnato un guadagno del 3% all’apertura delle contrattazioni. Il rialzo segue una serie di performance che nell’ultimo mese hanno portato a un incremento di capitalizzazione del 40%. Gli acquisti odierni sono motivati dalle indiscrezioni riportate da The Information, secondo cui Alibaba e Apple avrebbero siglato una partnership per sviluppare funzionalità di intelligenza artificiale per gli iPhone in Cina.

Questo permetterebbe a Cupertino di riposizionarsi nell’arena competitiva cinese, dopo aver perso quote di mercato a vantaggio di alcuni attori come Huawei. La partnership significherebbe molto anche per Alibaba. Quest’ultima infatti è stata scelta dopo che Apple si era accordata con Baidu lo scorso anno. Il produttore di iPhone ha poi scartato il motore di ricerca cinese in quanto i suoi progressi nello sviluppo di modelli per l’Apple Intelligence non erano considerati all’altezza. La grande quantità di dati personali che l’e-commerce di Alibaba possiede sulle abitudini di acquisto e di pagamento degli utenti, invece, potrebbero supportare l’addestramento dei modelli e fornire servizi più personalizzati, riporta The Information.

 

Alibaba: gli investitori sono tornati a comprare le azioni

L’intelligenza artificiale sta letteralmente trasformando Alibaba, che ora è tornata tra le preferenze degli investitori dopo diversi anni in cui si erano allontanati. Il conglomerato cinese è stato venduto in Borsa a partire dal 2020, perdendo, dai massimi storici di oltre 300 dollari, circa due terzi del suo valore di mercato. Il sell-off è scattato a seguito della campagna repressiva delle autorità cinesi che ha costretto la società a spacchettarsi in sei unità distinte.

ad alimentare il rally è l’ottimismo sugli sforzi di Alibaba nello sviluppo di servizi AI (Artificial Intelligence). Dopo l’avvento di ChatGPT di OpenAI, il gruppo cinese ha investito in una serie di startup molto promettenti in Cina, tra le quali Moonshot e Zhipu. Inoltre, si è concentrato sul business del cloud, strettamente legato all’intelligenza artificiale. Soprattutto ha investito direttamente nell’AI attraverso il suo modello Qwen. Gli sforzi hanno prodotto i primi frutti dopo la bomba DeepSeek, allorché Alibaba ha rilasciato il Qwen 2.5 Max che ha mostrato prestazioni migliori rispetto a Llama di Meta Platforms e al modello V3 della startup cinese in vari test. Ora Alibaba è considerata più avanti nella nuova tecnologia rispetto ad altri concorrenti cinesi come Tencent, Baidu e ByteDance.

“L’emergere di DeepSeek ha innescato un nuovo catalizzatore legato all’intelligenza artificiale per i titoli tecnologici cinesi”, ha dichiarato Andy Wong, direttore degli investimenti e dell’ESG per l’Asia Pacifico di Solomons Group. “All’interno di questo spazio, riteniamo che Alibaba abbia prospettive di crescita degli utili più tangibili e consolidate nel medio termine”.

Secondo gli analisti di JPMorgan Chase, “molti hedge fund e investitori long-only vedono l’intelligenza artificiale come un potenziale punto di svolta per Alibaba, con alcuni che esprimono interesse a comprendere la valutazione del business cloud dell’azienda e qualsiasi rialzo derivante dai modelli linguistici di grandi dimensioni”.

Ora gli investitori stanno aspettando i risultati di fine 2024 della società che verranno rilasciati giovedì 20 febbraio 2025. Nell’occasione, il management dovrebbe segnalare i progressi fatti finora sui modelli AI e soprattutto le prospettive in relazione al cloud.

Un altro aspetto che incoraggia gli investitori in questo momento è il fatto che le azioni Alibaba sono ancora economiche, il che è comprensibile dopo anni di ribassi. Attualmente il titolo scambia a 12,2 volte gli utili a termine, al di sotto della sua media quinquennale di 14,6 volte. Se si fa il paragone con i multipli di 27 volte del Nasdaq 100, si evince come si sia di fronte a una netta sottovalutazione. “Nonostante il rally, le azioni di Alibaba sono ancora sottovalutate rispetto ai suoi omologhi tecnologici statunitensi, considerando il suo potenziale di crescita e la sua posizione di mercato”, ha detto Manish Bhargava, amministratore delegato di Straits Investment Management a Singapore. “L’azienda sta espandendo i suoi mercati all’estero, il che potrebbe ridurre la sua dipendenza dal mercato interno cinese e guidare la crescita futura”.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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