Alibaba segue le orme di DeepSeek e rende open source i suoi modelli di intelligenza artificiale. Lo ha annunciato il colosso cinese, riferendosi alle piattaforme che fanno parte della serie Wan2.1, l’ultima versione della sua intelligenza artificiale in grado di generare immagini e video da input di testo e immagini. Ricercatori, istituzioni e accademici potranno avere l’accesso gratuito tramite Model Scope e Hugging Face di Alibaba Cloud.
L’approccio open source è ciò che distingue i modelli di Alibaba e DeepSeek da quelli della startup americana OpenAI. In verità, quest’ultima inizialmente consentiva l’accesso a terzi, in quanto l’azienda era focalizzata sulla missione di diffondere l’intelligenza artificiale a beneficio dell’umanità e senza perseguire scopi di lucro. Negli anni però si è chiusa sempre di più e per questo potrebbe ora soffrire la concorrenza cinese.
L’obiettivo dell’open source è quello di guidare l’innovazione costruendo una comunità intorno a essa. Ciò contrasta con l’intento di produrre entrate da una nuova tecnologia. Negli Stati Uniti, a differenza di OpenAI, Meta Platforms sta portando avanti modelli di questo tipo con il suo Llama.
Quali impatti sulle azioni Alibaba?
La mossa di Alibaba conferma che il colosso tecnologico con sede a Hangzhou sta mettendo l’intelligenza artificiale al centro della sua strategia aziendale, pur se l’apertura a terzi non comporterà entrate. Basta però per attirare l’attenzione e mettere l’azienda in una posizione competitiva di vantaggio rispetto ai rivali. Un aspetto molto apprezzato dagli investitori.
Questo in un contesto in cui i rapporti con il governo sono più distesi rispetto agli anni scorsi. Alibaba è stata tra le vittime illustri della repressione generalizzata che le autorità di Pechino hanno attuato sul settore tecnologico a suon di multe e limitazioni a partire dal 2020. L’effetto in Borsa è stato devastante. Il titolo Alibaba (ADR) a Wall Street è precipitato da un picco di 316,62 dollari di ottobre 2020 a un minimo di 57,52 dollari esattamente due anni dopo. Da lì è cominciata la ripresa, via via che la morsa del governo si è fatta più lenta. Nel frattempo l’azienda si è suddivisa in sei differenti unità, ognuna operante in un’area di business. Ciò ha trovato il plauso delle autorità istituzionali, avverse a grandi conglomerati che strozzano la concorrenza.
La strategia ha portato lontano, creando le condizioni per tornare ai fasti di un tempo. Con il boom dell’intelligenza artificiale e l’ingresso convinto di Alibaba nel settore, gli investitori hanno preso fiducia e acquistato le azioni in Borsa. Recentemente, il presidente cinese Xi Jinping ha incontrato alcuni leader del settore tech, tra cui Jack Ma, cofondatore di Alibaba. Il meeting si è chiuso con prospettive positive per le aziende private, che a differenza del recente passato possono ora contare sul supporto del governo. Xi infatti ha rassicurato gli esponenti di spicco delle società che non saranno più comminate multe esagerate e li ha incoraggiati a tenere alto il livello competitivo delle aziende cinesi.
Nel frattempo, Alibaba ha rilasciato il Qwen 2.5 Max che ha mostrato prestazioni migliori rispetto a Llama di Meta Platforms e al modello V3 di DeepSeek in vari test. In questo momento, Alibaba si trova in una posizione privilegiata sul versante dell’intelligenza artificiale rispetto ad altri grandi competitor tecnologici nazionali come Tencent, Baidu e ByteDance. L’ultima nota positiva è arrivata la scorsa settimana, con un’eccellente trimestrale che ha riportato la crescita dei ricavi al ritmo più veloce dal 2023. Le azioni si sono comportate di conseguenza e da inizio 2025 la società ha visto aumentare la sua capitalizzazione di circa due terzi









