Alphabet e Microsoft si rivolgono all’energia nucleare per alimentare i loro data center legati all’intelligenza artificiale. La quantità di energia richiesta per il loro funzionamento è enorme e le Big tech stanno ricorrendo a qualunque fonte energetica per evitare di rimanerne sprovviste. Questa settimana Michael Terrel, direttore senior per l’energia e il clima di Google, la controllata di Alphabet, ha dichiarato che l’azienda acquisterà energia da Kairos, sviluppatore di piccoli reattori modulari. “La rete ha bisogno di questo tipo di fonti di energia pulite e affidabili in grado di supportare lo sviluppo di queste tecnologie. Riteniamo quindi che il nucleare possa svolgere un ruolo importante nell’aiutare a soddisfare la nostra domanda in modo pulito e più continuo”. Il primo reattore nucleare Kairos Power dovrebbe essere attivo entro la fine del decennio, mentre altri reattori entreranno in funzione entro il 2035.
Quanto a Microsoft, il mese scorso l’azienda si è accordata con la società energetica americana Constellation per rimettere in funzione la centrale nucleare di Three Mile Island in Pennsylvania, dopo cinque anni di inattività. L’impianto è stato protagonista nel 1979 del un surriscaldamento di un reattore che ha generato perdita di acqua di raffreddamento causando una fuga di radiazioni.
Perché Alphabet e Microsoft si affidano all’energia nucleare
Il motivo principale per cui aziende come Alphabet e Microsoft si stanno rivolgendo al nucleare per rifornire di energia i propri data center scaturisce dalla grande esigenza di trovare fonti di energia sufficienti per tutta l’infrastruttura alla base del cloud e delle applicazioni AI. In particolare, l’impennata della domanda per le applicazioni AI ha avuto come effetto collaterale picchi sproporzionati di quantità energetica richiesta. E le previsioni future in tal senso non sono rassicuranti. L’Agenzia internazionale per l’energia, ad esempio, ha stimato che il consumo globale di elettricità proveniente dai data center, dall’intelligenza artificiale e dal settore delle criptovalute praticamente raddoppierà entro il 2026 rispetto ai livelli del 2022. Questo spinge le grandi aziende tecnologiche a correre ai ripari, affidandosi anche a fonti finora molto discusse come quelle relative al nucleare.
Secondo Rosanne Kincaid-Smith, direttrice operativa del fornitore globale di data center Northern Data Group, il nucleare potrebbe essere il futuro se costruito nel modo giusto. “La gente ha paura del nucleare a causa dei disastri che abbiamo avuto in passato. Ma l’energia sostenibile non è in grado di affrontare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale“.
Ciò però si scontra con l’opposizione degli attivisti del clima, che citano i rischi per l’ambiente in quanto ritengono che il nucleare non sia una vera fonte di energia rinnovabile, oltre alle tematiche relative alla sicurezza. Secondo quanto espresso da Greenpeace, organizzazione ambientalista, “l’energia nucleare è incredibilmente costosa, pericolosa e lenta da costruire. Viene spesso definita energia pulita perché non produce anidride carbonica o altri gas serra quando viene generata l’elettricità, ma la realtà è che non è un’alternativa plausibile alle fonti di energia rinnovabile”.









