Il mercato del lavoro contemporaneo, caratterizzato da carriere discontinue, longevità crescente e frequenti cambi di occupazione, espone i lavoratori al rischio di una forte frammentazione previdenziale. Per rispondere a questa urgenza e favorire la diffusione delle pensioni integrative, Anasf (Associazione nazionale consulenti finanziari) e Mefop (Società per lo sviluppo del Mercato dei Fondi Pensione) hanno siglato un accordo strategico, presentato oggi a Milano. L’intesa mira a rafforzare la consulenza specialistica e a incrementare le adesioni alla previdenza complementare, fornendo ai consulenti finanziari competenze avanzate per supportare famiglie, professionisti e imprese in un contesto demografico ed economico complesso.
Il ruolo della pianificazione contro il rischio frammentazione

La non linearità dei percorsi professionali e il fenomeno del job hopping rendono indispensabile un approccio tempestivo al risparmio previdenziale. Secondo i dati Istat, appena il 18% dei dipendenti a tempo determinato ottiene la stabilizzazione contrattuale entro un anno. Luigi Conte, presidente di Anasf, ha sottolineato l’urgenza di invertire la rotta: “La scelta di destinare parte del proprio risparmio alla previdenza complementare non può essere rimandata agli ultimi anni della vita lavorativa”. Senza una pianificazione adeguata, l’interruzione dei versamenti danneggia le pensioni integrative: “A ogni cambio di lavoro il tfr maturato rischia di essere progressivamente consumato anziché destinato alla quiescenza”. Il presidente di Anasf ha poi rimarcato il valore sociale della categoria dei consulenti finanziari, che gestisce oggi oltre 1.000 miliardi di patrimonio, affermando che il tema previdenziale costituisce il vero motore della consulenza finanziaria. Per Conte, il protocollo firmato con Mefop “è un’opportunità per tutti i nostri associati ma anche per tutti gli italiani perché mira ad aiutare le persone a capire che la pensione non dipende più dall’ultimo stipendio e che il rischio di avere un gap di risorse al termine della carriera lavorativa è molto elevato”.
Formazione tecnica e diffusione della cultura previdenziale
L’accordo sancisce una collaborazione tecnica e istituzionale tra le due realtà. Mefop, società partecipata a maggioranza dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, metterà a disposizione degli associati Anasf strumenti d’analisi e supporto specialistico per qualificare l’offerta di consulenza. L’obiettivo primario resta l’alfabetizzazione previdenziale dei cittadini. Come rilevato dalle indagini interne dell’istituto, esiste un forte divario informativo tra la percezione dello strumento e la sua reale penetrazione nel mercato. Mauro Marè, presidente di Mefop, ha spiegato che “la diffusione di informazioni complete, corrette e affidabili è fondamentale per raggiungere un tasso di adesione adeguato alla previdenza complementare”. Marè ha evidenziato che chi apprende il funzionamento dei fondi ne riconosce il valore, e che il ruolo di Mefop è consolidare questa consapevolezza per accompagnare l’evoluzione del welfare nazionale. Grazie all’accordo con Anasf “Mefop potrà disporre di una maggiore connessione con il territorio e potrà riceverne i feedback in modo più diretto”.
Modelli internazionali e prospettive di crescita per le pensioni integrative
Il quadro normativo attuale, delineato da Susanna Cerini, tesoriera Anasf, richiede ai consulenti specifici obblighi informativi e formativi introdotti dall’ultima Legge di Bilancio e monitorati dai dati Covip. Attualmente l’Italia registra un tasso di adesione alla previdenza complementare fermo al 40%, ma l’educazione finanziaria può favorire la crescita. Cerini ha affermato che il consulente “può contribuire a portare il nostro Paese, dal 40% verso livelli di adesione alla previdenza complementare oltre il 70%”. Questo traguardo è già realtà nelle nazioni dotate di sistemi di adesione automatica o obbligatoria. Tra gli esempi virtuosi di supporto precoce alle pensioni integrative figurano il contributo fino a 1.100 euro per i neonati in Trentino-Alto Adige e il programma tedesco Frühstart-Rente, che prevede un sussidio statale di 10 euro al mese per i minori dai 6 ai 18 anni.









