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Antitrust USA: ecco le nuove linee guida su fusioni e acquisizioni

Antitrust USA: ecco le nuove linee guida volte a frenare fusioni e acquisizioni

Le autorità antitrust USA hanno pubblicato oggi le nuove linee guida per rendere noto al pubblico come intenderanno effettuare i controlli sulle fusioni e acquisizioni. Nel mirino sono soprattutto i gruppi di private equity e le grandi società tecnologiche. Tutto ciò rientra nell’ambito della strategia del Diartimento di Giustizia e della Federal Trade Commission per arrivare all’obiettivo di un inasprimento della legge antitrust.

L’aggiornamento fornisce una risposta a un ordine esecutivo radicale firmato nel 2021 dal presidente Joe Biden per affrontare il potere aziendale degli Stati Uniti. Soprattutto arriva in un momento in cui la tensione è alta tra i regolatori e i grandi gruppi industriali e tecnologici, dopo la vittoria giudiziaria di Microsoft nei confronti della FTC in merito all’acquisizione di Activision Blizzard per 69 miliardi di dollari.

Periodicamente governo e antitrust effettuano delle modifiche sulle linee guida relative alle concentrazioni via via che la normativa e i mercati si evolvono. Tali direttive sono sottoposte a un periodo di 60 giorni in cui il pubblico si esprime attraverso commenti e feedback. Questi vengono analizzati da parte del Dipartimento della Giustizia e dalla FTC prima di decidere se effettuare cambiamenti. Occorre dire che le linee guida non sono vincolanti a livello giudiziario, ma potrebbero condizionare le decisioni dei giudici nei casi che riguardano l’M&A.

 

Antitrust USA: ecco cosa dicono le nuove linee guida

Sono diversi gli aspetti che le autorità antitrust USA hanno messo in luce nelle 13 bozze delle nuove linee guida pubblicate oggi. Innanzitutto, per la prima volta il regolatore esaminerà il modo in cui le offerte coinvolgono reti di social media e altre piattaforme che uniscono acquirenti e venditori. In secondo luogo verrà valutato se i proprietari di una piattaforma dovrebbero acquisire società che vendono su quella piattaforma, in quanto ciò rischierebbe di favorire i propri prodotti e servizi.

Un altro aspetto riguarda l’esame di quei casi in cui le grandi aziende acquistano imprese più piccole, con lo scopo di consolidarle in un’unica società più grande, determinando alla fine un danno competitivo di una certa portata. Un punto chiave concerne anche la concorrenza per i lavoratori attraverso le fusioni, con una realtà combinata che eserciterà maggiore potere sul mercato del lavoro spingendo in basso i salari. I nuovi orientamenti porranno l’attenzione altresì su quando una concentrazione si presume essere illegale, tendendo ad abbassare l’asticella.

Infine la bozza affronta il tema delle fusioni verticali, dove un’azienda non acquisisce un concorrente diretto riducendo la competitività, bensì un o più fornitori di un prodotto o servizio complementare. In questo caso la concorrenza verrebbe minata per il fatto che, con una fusione verticale, quel prodotto o servizio non verrebbe più venduto a soggetti rivali. In tal senso, il caso Microsoft-Activision è emblematico. La FTC ha sostenuto che con l’operazione di integrazione, i giochi di Activision sarebbero stati preclusi ai competitor di Microsoft. Teoria che però è stata smentita dal Tribunale federale di San Francisco all’inizio della scorsa settimana.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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