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Arabia Saudita: dopo il calcio punta sul cricket, pronti 30 miliardi di investimenti

L'Arabia Saudita investirà $ 30 miliardi nel cricket indiano, ecco cosa sapere

L’Arabia Saudita vorrebbe acquistare una grossa partecipazione del valore di 30 miliardi di dollari nella Premier League Indiana, il campionato internazionale di cricket più redditizio. Si tratta di una manifestazione che per importanza nel settore è paragonata alla Premier League britannica o addirittura alla Champions League. Il principe ereditario del Regno saudita Mohammed bin Salman ha inviato i suoi consiglieri per sondare il terreno con il governo indiano durante il suo viaggio in India a settembre. La proposta iniziale era quella di investire fino a 5 miliardi di dollari nel campionato, presumibilmente attraverso il fondo sovrano saudita. Ora però sembra che l’asticella sia più alta, il che stuzzica l’appetito delle autorità del Paese. Tuttavia una decisione probabilmente sarà presa sia dal governo indiano che dalla BCCI (il regolatore indiano del cricket) il prossimo anno, a seguito delle elezioni federali.

 

Perché l’Indian Premier League?

L’Indian Premier League è nata nel 2008 e da subito ha puntato sul marketing e sulla sponsorizzazione per fare soldi. La stagione dura appena otto settimane, ma quanto basta per attirare sponsor del calibro di Saudi Aramco e dell’autorità del turismo saudita. Lo scorso anno, i media proprietari dei diritti hanno sborsato 6,2 miliardi di dollari per trasmettere le partite del campionato fino al 2027. La cifra è straordinaria, se si pensa che equivale a 15,1 milioni di dollari a partita, appena dietro i 17 milioni di dollari pagati per ogni match della National Football League negli Stati Uniti (tra gli eventi più seguiti in tutto il mondo). I diritti di trasmissione probabilmente verrebbero riformulati, una volta che l’Arabia Saudita metterà mano al capitale della Lega di cricket professionistica indiana.

 

Arabia Saudita: cosa significa l’investimento nel cricket

Nello sport l’Arabia Saudita è stata molto attiva negli ultimi anni, intensificando gli investimenti tramite il Public Investment Fund (PIF), ossia il fondo sovrano del Regno. Il PIF ha sostenuto il LIV Golf Tour, che quest’anno ha accettato una maxi-fusione con il PGA Tour, e ha guidato un gruppo d’investimento per l’acquisto della squadra di calcio della Premier League inglese Newcastle United FC. Non solo, il Paese arabo ha speso fior di quattrini per accaparrarsi nel proprio campionato stelle della portata di Neymar, Karim Benzema e Cristiano Ronaldo. Dulcis in fundo, l’Arabia Saudita è il più serio candidato a ospitare il campionato del mondo di calcio nel 2034, dopo l’uscita dell’Australia.

I miliardi spesi hanno sollevato accuse al governo di voler fare “sportwashing” per ricostruirsi un’immagine dopo alcune azioni discutibili sui diritti umani. Lo Stato però va avanti spedito e ora abbraccia un altro settore popolare come il cricket nel segno che la sua attività nello sport si sta espandendo a macchia d’olio. Il principe ereditario del Regno bin Salman ha detto che gli accordi hanno principalmente lo scopo di rilanciare l’economia del Paese. Contestualmente, l’organo di governo dello sport aveva dichiarato di voler raggiungere l’obiettivo di trasformare la Nazione in una destinazione globale per il cricket.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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