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Arm Holdings: la guidance non convince il mercato, crollano le azioni

Arm Holdings: la guidance non convince il mercato, crollano le azioni

Le ADR (American depository receipts) di Arm Holdings affondano nelle contrattazioni pre-market di Wall Street, registrando un calo di circa 9 punti percentuali. La pioggia di vendite è stata innescata da una guidance sull’anno fiscale 2025 poco convincente, rilasciata in occasione della presentazione dei conti trimestrali. Ciò nonostante nel quarto trimestre fiscale 2024 l’azienda abbia prodotto la terza serie di risultati record, sia nei ricavi che negli utili per azione.

La crescita è stata trainata dalle performance più alte di sempre delle royalty, mentre le nuove CPU ARMv9 continuano a essere adottate in particolare nei mercati degli smartphone, dei server e dell’automotive. Un contributo importante ai ricavi è stato dato anche dalle licenze, per via dei numerosi accordi e della crescente domanda per l’intelligenza artificiale, dai data center all’edge computing.

“Abbiamo terminato il nostro anno finanziario ottenendo per la prima volta oltre 3 miliardi di dollari di entrate e con forti venti favorevoli poiché l’intelligenza artificiale sta guidando una crescente domanda di tecnologia basata su Arm in tutti i mercati finali”, ha affermato Rene Haas, amministratore delegato del progettista di chip britannico.

 

Arm Holdings: i risultati trimestrali

Nel quarto trimestre fiscale 2024, Arm Holdings ha registrato ricavi per 928 milioni di dollari, in crescita del 47% rispetto ai 633 milioni di dollari dello stesso periodo dell’anno precedente. Nello specifico, l’attività di licensing è balzata del 60% a 414 milioni di dollari, mentre le entrate dalle royalty sono ammontate a 514 milioni di dollari segnando un incremento del 37%. Nell’intero anno fiscale 2024, la società ha realizzato un fatturato di 3,23 miliardi di dollari, ben superiore ai 2,68 miliardi di dollari del 2023, ma soprattutto molto oltre la sua stessa previsione tra 850 e 900 milioni di dollari.

Nel trimestre chiusosi a marzo 2024, l’utile netto si è attestato a 224 milioni di euro, in netta crescita rispetto ai soli 3 milioni di euro dell’ultimo quarto fiscale dell’anno prima. Alla fine dell’anno fiscale 2024, i guadagni netti sono risultati di 306 milioni di dollari, a fronte di 524 milioni di dollari del 2023. Sotto il profilo finanziario, il free cash flow in un anno è salito di 40 punti percentuali a 637 milioni di dollari nel trimestre, e di 5.000 punti base a 907 milioni considerando l’intero anno.

 

Una guidance deludente

A peggiorare l’umore degli investitori a Wall Street sono state le prospettive tracciate dalla società riguardo l’anno fiscale 2025. Nel trimestre in corso, Arm ha previsto vendite comprese tra 875 e 925 milioni di dollari, al di sopra delle stime del consensus di 857,5 milioni di dollari. Tuttavia, per l’intero anno ha dichiarato di aspettarsi un fatturato tra 3,8 e 4,1 milioni di dollari, il cui punto medio di 3,95 milioni di dollari risulta al di sotto delle attese degli analisti di 3,99 milioni di dollari. “Volevo assicurarmi di fissare un obiettivo che si collegasse a quello in cui abbiamo grande fiducia riguardo a ciò che possiamo offrire”, ha detto il direttore finanziario Jason Child.

Tutto ciò, però, è stato interpretato come un segnale che Arm non beneficiario così tanto dell’intelligenza artificiale. Soprattutto dopo la revisione al rialzo della guidance effettuata a febbraio proprio grazie all’impennata della domanda di nuove applicazioni AI (Artificial Intelligence). Haas ha dichiarato che “il vento in poppa dell’AI ha portato a una crescita senza precedenti” e che “le prospettive per l’azienda non potrebbero essere più brillanti”. Evidentemente non è bastato.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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