Atletico Madrid, il fondo Apollo compra il 55%: la valutazione schizza a 2,5 miliardi

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Il calcio europeo negli ultimi vent’anni ha attraversato diverse metamorfosi. Prima l’irruzione dei grandi capitali privati, poi quella degli investitori statali e delle holding mediorientali, infine la progressiva finanziarizzazione del sistema con l’ingresso dei grandi fondi globali. È un processo che non si misura soltanto nelle proprietà dei club ma nella loro trasformazione in asset economici complessi: marchi globali, infrastrutture, piattaforme mediatiche. È in questo quadro che va letta l’acquisizione della maggioranza dell’Atletico Madrid da parte del fondo statunitense Apollo Sports Capital.

 

In questo articolo:

 

  • Atletico Madrid e Apollo Sports Capital: i dettagli dell’operazione
  • Il fondo americano che entra nella Liga
  • L’evoluzione dell’Atletico Madrid
  • Cristiano Ronaldo e l’Almería: il capitale delle star

 

Atletico Madrid e Apollo Sports Capital: i dettagli dell’operazione

L’operazione tra Atletico Madrid e Apollo Sports Capital era stata annunciata dallo stesso club lo scorso novembre, ma secondo quanto riportato prima dal quotidiano economico spagnolo Expansión e da Reuters poi sarebbe ormai alle battute finali. La data fissata per il closing è infatti giovedì 12 marzo, giorno in cui il fondo completerà l’acquisto del 55% del club madrileno, diventandone l’azionista di riferimento. L’operazione attribuisce all’Atletico Madrid una valutazione complessiva di circa 2,5 miliardi di euro, pari a circa 2,88 miliardi di dollari, cifra che colloca il club tra le società calcistiche più valorizzate d’Europa. Per capire la portata di questa cifra basta ricordare che poco più di dieci anni fa la valutazione dell’Atletico era inferiore a un miliardo.

Non si tratta di un semplice cambio di proprietà. È un passaggio simbolico che racconta meglio di molti altri l’evoluzione dell’economia del calcio: da sport popolare e industria dell’intrattenimento a vero e proprio settore finanziario globale. Nel dettaglio, il fondo acquisirà le quote principalmente da alcuni degli azionisti esistenti, tra cui la holding controllata dal ceo Miguel Ángel Gil Marín, mantenendo però una struttura di governance che garantirà continuità al management storico del club. Gil Marín resterà amministratore delegato, mentre Enrique Cerezo continuerà a ricoprire il ruolo di presidente.

 

Il fondo americano che entra nella Liga

Apollo Global Management è uno dei più grandi gruppi di investimento del mondo. Il colosso americano gestisce centinaia di miliardi di dollari in asset e negli ultimi anni ha progressivamente ampliato il proprio raggio d’azione anche nello sport, considerato un ambito capace di generare flussi di ricavi stabili e una crescente rivalutazione degli asset. Il veicolo che ha condotto l’operazione è Apollo Sports Capital, la piattaforma dedicata agli investimenti sportivi del gruppo.

La strategia è chiara: acquisire partecipazioni in club, competizioni e infrastrutture sportive con un orizzonte di lungo periodo, valorizzando gli asset attraverso sviluppo commerciale, infrastrutture e crescita internazionale del brand. L’Atletico Madrid diventa così il primo investimento di controllo della piattaforma sportiva di Apollo. È una formula ormai consolidata nel calcio europeo: il capitale cambia, la gestione resta.

 

L’evoluzione dell’Atletico Madrid

Per comprendere perché l’Atletico Madrid sia diventato un obiettivo così appetibile per un fondo globale bisogna guardare alla trasformazione del club negli ultimi quindici anni. All’inizio degli anni Duemila l’Atletico era una società fortemente indebitata e sportivamente instabile. Il club viveva ancora all’ombra delle due grandi potenze del calcio spagnolo, il Real Madrid e il Barcellona. Il punto di svolta è arrivato con una combinazione di fattori sportivi e finanziari.

Sul campo, l’arrivo di Diego Simeone nel 2011 ha trasformato l’identità della squadra, portandola a vincere la Liga nel 2014 e nel 2021 e a disputare due finali di Champions League. Fuori dal campo, la dirigenza ha avviato un processo di modernizzazione economica e infrastrutturale che ha cambiato radicalmente il profilo del club. Il simbolo di questa trasformazione è il nuovo stadio inaugurato nel 2017, il Metropolitano, oggi Riyadh Air Metropolitano, uno degli impianti più moderni d’Europa.

Gli stadi, nel calcio contemporaneo, non sono più soltanto luoghi dove si gioca una partita. Sono asset immobiliari capaci di generare ricavi attraverso hospitality, eventi, sponsorizzazioni e naming rights. Nel caso dell’Atletico, l’impianto è anche il fulcro di un progetto molto più ampio: la Ciudad del Deporte, un distretto sportivo e commerciale destinato a svilupparsi attorno allo stadio. Ed è proprio questo tipo di infrastruttura che rende i club sempre più interessanti per i fondi.

La storia recente dell’Atletico Madrid è anche una storia di investitori internazionali. Nel 2015 il conglomerato cinese Wanda acquistò una partecipazione nel club, segnando uno dei primi ingressi del capitale asiatico nel calcio europeo. Successivamente è entrato nell’azionariato il gruppo Quantum Pacific dell’imprenditore israeliano Idan Ofer, mentre negli ultimi anni il fondo americano Ares Management ha assunto una posizione rilevante nella holding che controlla il club. In altre parole, prima ancora dell’arrivo di Apollo l’Atletico era già diventato un laboratorio di finanza applicata al calcio.

 

Cristiano Ronaldo e l’Almería: il capitale delle star

Se l’operazione Atletico Madrid rappresenta l’ingresso dei grandi fondi nel calcio spagnolo, un’altra vicenda recente racconta invece un fenomeno diverso ma altrettanto significativo. Lo scorso febbraio Cristiano Ronaldo ha acquisito il 25% dell’Almería, club della seconda divisione spagnola, attraverso la sua società CR7 Sports Investments. L’operazione segna una nuova fase nella carriera dell’attaccante portoghese, che già da tempo aveva manifestato l’intenzione di diventare imprenditore nel mondo del calcio. I dettagli finanziari dell’investimento non sono stati resi pubblici, ma il significato strategico è evidente: Ronaldo sta costruendo una presenza nel settore calcistico che potrebbe espandersi ulteriormente negli anni a venire.

L’effetto mediatico è stato immediato. Dopo l’annuncio dell’ingresso di Ronaldo in società, l’Almería ha registrato un boom sui social media: il profilo Instagram del club è passato a circa 3,2 milioni di follower, con milioni di nuovi utenti arrivati in pochissimo tempo. È un esempio perfetto di come il valore nel calcio moderno non sia legato soltanto ai risultati sportivi ma anche alla visibilità globale. Un singolo investitore può trasformare l’immagine di un club semplicemente grazie alla propria notorietà.

Immagine di Massimiliano Carrà

Massimiliano Carrà

Classe 1994 e laureato in scienze della comunicazione a Palermo (sua città natale), si è specializzato a Milano sostenendo un Master in Radio e New Media Management & Content al Sole 24 Ore. Iscritto dal 2020 all'Ordine dei Giornalisti pubblicisti, dopo le esperienze in Radio 24, Class Editori, Money.it, Forbes Italia e Il Giornale è entrato nel 2025 in Borsa&Finanza, dove si occupa di approfondimenti macro-economici, startup, interviste e imprenditoria. Ama lo sport, la letteratura, il cinema e il mare. Gli piace visitare posti nuovi e scoprire nuove culture.

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