Auto, crolla Ferrari a Piazza Affari. Bolloré: "Fca-Renault mai più"

AUTO, CROLLA FERRARI. BOLLORE’: FCA-RENAULT MAI PIU’

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Comparto in rosso a Piazza Affari dopo i dati sull’industria. Ford declassato a “Junk” da Moody’s

Crolla il settore automotive dopo i dati sulla produzione industriale. A pesare infatti sulla contrazione dello 0,7% a luglio mese su mese c’è proprio il settore auto: -14%. In borsa l’intero comparto è quello che registra le vendite più consistenti a Piazza Affari, a partire da Ferrari, che perde quasi sei punti percentuali, per un andamento in contro tendenza con i risultati in pista nella Formula 1, dopo la grande vittoria di Leclerq a Monza, la prima dal 2009 del Cavallino.

PRESE DI BENEFICIO SU FERRARI
Oltre ai dati sull’industria, a contribuire al rosso del titolo ci sono le prese di beneficio dopo un lungo periodo in cui la casa di Maranello ha viaggiato a ridosso dei massimi storici, in area 150 euro ad azione (il record è 152,55, raggiunto il 16 luglio scorso). Atteggiamento, quello degli investitori, che di fatto ha cancellato in borsa le possibili reazioni positive alla presentazione avvenuta ieri (ma non al Salone di Francoforte) del terzo e del quarto modello dei cinque previsti per il 2019.

GIU’ FCA DOPO LE DICHIARAZIONI DI BOLLORE’
Non solo Ferrari. Anche Fiat Chrysler Automobile soffre una seduta in perdita dell’1,27%. Anche in questo caso prevalgono i profitti dopo 11 punti percentuali guadagnati dal 26 agosto scorso, ma a incidere sul titolo ci sono anche le dichiarazioni di Thierry Bollorè, a.d. di Renault, proprio in occasione del Salone di Francoforte: “Il progetto di fusione tra Renault e Fiat Chrysler appartiene al passato. Non ci parliamo più, è il passato, la proposta è stata sul tavolo ma ora non c’è niente. Abbiamo un grande rimpianto e sono certo che questo vale anche per loro”. Una dichiarazione che arriva dopo i rumors rimbalzati durante l’ultimo mese su una possibile riapertura della trattativa, che sembrava confermata stamattina dalle dimissioni di Hiroto Saikawa come Ceo di Nissan, principale partner industriale di Renault e da sempre uno degli oppositori più forti al matrimonio franco-italoamericano: “La priorità per Renault è la ripresa di Nissan. Tutto quello che possiamo fare per aiutare Nissan a migliorare sarà molto importante per noi”, ha concluso Bolloré.

RENAULT E NISSAN IN BORSA
Il gruppo parigino sul Cac40 ha chiuso con una buona performance, attorno al punto percentuale, con un trend che rimane positivo nel breve termine da metà agosto. Positiva anche la giornata di Nissan sui mercati giapponesi: +3,72%, ai massimi dal 2 agosto scorso. I mercati hanno sostanzialmente “promosso” l’operazione in uscita di Hiroto Saikawa, che segue l’arresto e la cacciata dell’ex numero uno, Carlos Ghosn, in seguito alle accuse di irregolarità finanziarie e turbolenze gestionali.

FORD SPAZZATURA
Sul mercato americano intanto arriva la notizia del declassamento di Ford a “junk” da parte di Moody’s, con giudizio Ba1. Si tratta in buona sostanza della bocciatura del piano di ristrutturazione e rilancio del gruppo da 11 miliardi di dollari, distribuito nell’arco di 5 anni, stilato dall’amministratore delegato Jim Hackett, che prevede la chiusura di diverse fabbriche e un mercato orientato più ai Suv che alle berline. L’azienda ha cercato di tranquillizzare gli investitori, restando “fiduciosa” sui suoi piani e progressi per completarli, affermando la solidità di base del suo business e del conto economico, ancora con liquidità da investire. Il titolo sta perdendo il 2,78%.

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