Auto elettriche: aumento prezzi distruggerà la domanda? - Borsa e Finanza

Auto elettriche: aumento prezzi distruggerà la domanda?

Auto elettriche: l'aumento dei prezzi distruggerà la domanda?

Morgan Stanley lancia un pericoloso allarme prezzi per le auto elettriche. Secondo la banca d’affari americana, l’impennata dei prezzi del litio farà aumentare il costo delle batterie di quasi il 25%. Di conseguenza, i produttori dei veicoli green si troveranno di fronte a margini più ridotti e saranno costretti a far salire il prezzo del loro prodotto fino al 15%. Alla fine ciò potrebbe portare a una distruzione della domanda.

Gli analisti sottolineano come le quotazioni del carbonato di litio, che ricordiamo rappresenta l’elemento fondamentale per le celle, sino cresciute del 400% nell’ultimo anno. E con lo scoppio della guerra Russia-Ucraina il rally ha avuto un’accelerazione. Il prezzo delle batterie a questo punto ha dovuto invertire una curva che segnalava una diminuzione a un ritmo dal 3% al 7% annuo.

La maggior parte dei produttori di batterie cinesi acquistano il litio sul mercato spot e non attraverso i futures a lungo termine. Questo crea notevoli difficoltà in un contesto in cui il rally della materia prima sembra inarrestabile. Morgan Stanley tuttavia precisa che vi sono grandi aziende come Contemporary Amperex Technology che, in virtù del loro grande potere contrattuale, sarebbero in grado di ottenere degli sconti importanti.

 

Auto elettriche: quale impatto sulla domanda di prezzi più alti?

Molte società di auto elettriche che operano in Cina hanno dovuto aumentare i prezzi per sostenere il costo più elevato di materie prime e componenti. Tesla e BYD si sono mosse subito in tale direzione con diversi aumenti. Ultimamente anche la start-up Xpeng ha adeguato i prezzi, tra i 10.100 e i 20.000 yuan.

Questo potrebbe finire per pesare nelle scelte del consumatore, sebbene nel breve la domanda rimanga ancora forte. In base ai dati forniti da China Passenger Car Association, nei primi 2 mesi del 2022 le immatricolazioni di vetture a nuova energia in Cina sono aumentate del 153,2% rispetto allo stesso periodo del 2021. Questo denota come l’impatto per ora sia limitato, sostiene Jason Low, analista principale della società di ricerca tecnologica Canalys. L’esperto aggiunge che la maggior parte degli acquirenti ha già scelto di acquistare veicoli elettrici, magari di un marchio più in linea con il proprio budget.

Nel lungo periodo il discorso potrebbe cambiare, perché rischierebbe di emergere un ritiro della domanda generale da parte dei consumatori. A quel punto nelle aziende potrebbe farsi viva la preoccupazione di trasferire i costi extra sui clienti. Bill Russo, Amministratore Delegato di Automobility Limited con sede a Shanghai, afferma che i marchi di livello medio-basso saranno messi di fronte a sfide dure da superare con il costo di input in aumento. Di conseguenza dovranno o assorbire un margine più basso o eliminare alcuni prodotti.

 

Morgan Stanley: puntare su Tesla

Alla fine chi sopravviverà in un contesto che si fa sempre più difficile? Per Morgan Stanley quelle aziende meglio posizionate e organizzate come Tesla, per cui la banca ha un target price delle azioni a 1.300 dollari, circa il 30% in più rispetto alle quotazioni attuali. Gli analisti dell’istituto finanziario evidenziano come Palo Alto abbia creato lo spazio per cambiamenti profondi di lungo termine dal punto di vista tecnologico. L’integrazione verticale della compagnia guidata da Elon Musk la renderebbe nella posizione migliore per affrontare le sfide rispetto ai competitor.

 

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

Post correlati

TerraUSD: venduti 85.000 Bitcoin per cercare di salvarla dal collasso

Vodafone: balza l’utile netto, azioni pronte a volare?

Azioni value: ecco come hanno preso il sopravvento sui titoli growth

DiaSorin: analisti apprezzano accordo con Brahms, cosa fare con azioni?

Junk bond Asia: in 18 mesi bruciati 100 miliardi bruciati, ecco perché

Lascia un commento