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Auto elettriche: negli USA apre miniera di cobalto, la prima in dieci anni

Auto elettriche: negli USA nasce una nuova miniera di cobalto

Arrivano buone notizie per i produttori di auto elettriche e batterie. Oggi negli Stati Uniti verrà inaugurata la prima nuova miniera di cobalto dopo decenni. Il sito si trova nelle Salmon River Mountains dello Stato dell’Idaho ed è di proprietà della compagnia australiana Jervois Global. L’azienda ha investito 200 milioni di dollari, prevedendo di recuperare il capitale nell’arco di tre anni. Tuttavia, l’inflazione in costante crescita ha fatto rivedere i piani, quindi le stime si sono allungate. Bryce Crocker, amministratore delegato dell’impresa mineraria, ha affermato che la miniera raggiungerà la piena produzione a febbraio del prossimo anno e sarà in grado di estrarre annualmente circa 2.000 tonnellate di cobalto. Il materiale è un elemento chiave per le batterie che servono per alimentare i veicoli non a combustione e oggi si rivela più che mai prezioso in un contesto in cui si fa sentire la crisi degli approvvigionamenti determinata dalla scarsità di materie prime.

 

Auto elettriche: cosa significa la nuova miniera USA

La miniera dell’Idaho negli Stati Uniti porterà dei vantaggi per il settore delle auto elettriche statunitensi. Infatti, gli acquirenti delle vetture riceveranno fino a 7.500 dollari di credito d’imposta, ma solo se l’estrazione e il riciclo di almeno il 40% dei minerali necessari per le batterie avverranno nel territorio americano o in un paese che ha un accordo di libero scambio con gli USA. Questo è quanto previsto dall’Inflation Reduction Act firmato da Joe Biden nel mese di agosto del 2022.

La struttura di Jervois è situata a poca distanza da quella di Merlo, chiusa nel 1968 e che anch’essa estraeva cobalto oltre ad altri minerali come argento e rame. Il motivo della chiusura è legato a questioni ambientali che, secondo Crocker, non si riproporranno oggi in quanto “gli impianti di trattamento delle acque possono prevenire ogni contaminazione”. Un po’ perplesso risulta essere Caspar Rawles, chief data officer di Benchmark Mineral Intelligence che ritiene la miniera dell’Idaho troppo piccola rispetto a quella dei concorrenti. “Occorrono 10 miniere come quella di Jervois per arrivare alle dimensioni delle più grandi miniere della RDC”, ha affermato.

 

Cobalto: un mercato troppo squilibrato

Una nuova miniera avrà comunque una certa influenza sulle quotazioni del cobalto, in quanto potrà contribuire a equilibrare un mercato in cui la domanda rischia di soverchiare l’offerta mentre le auto elettriche aumentano la presenza nelle scelte dei consumatori. Nel 2021 il prezzo del cobalto era raddoppiato a 32 dollari la libbra rispetto all’anno precedente, grazie soprattutto alle riaperture post-Covid, mentre oggi si attesta a circa 28 dollari.

Delle 160 mila tonnellate estratte lo scorso anno, oltre il 30% è stato destinato all’industria automobilistica, secondo i dati riportati dall’associazione di categoria britannica, Cobalt Institute. Gli Stati Uniti però hanno contribuito per meno dell’1% dell’offerta complessiva. La gran parte, ossia circa il 70% della produzione di cobalto proviene dalla Repubblica Democratica del Congo, dove sono molto attuali i temi della schiavitù e dello sfruttamento del lavoro minorile. Per quanto riguarda invece la raffinazione del cobalto, la Cina occupa la gran parte del mercato, il che significa aver sotto controllo ampie parti della catena di approvvigionamento. Questa è una grande preoccupazione, a giudizio di Rawles, poiché un’eventuale interruzione delle esportazioni del minerale significa perdere quasi tre quarti dell’offerta globale.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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