Auto elettriche: quanti usciranno indenni dalla guerra dei prezzi di Byd?

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Il taglio dei prezzi attuato da Byd sta scatenando il caos nel mercato delle auto elettriche cinesi, attualmente il più grande del mondo. Le azioni in Borsa del settore sono crollate, con il più grande produttore della nazione che ha perso circa un quarto di capitalizzazione dal picco di fine maggio. Nel frattempo, le autorità di Pechino sollevano preoccupazioni su quanto sta accadendo. Il timore è che, nonostante tutti gli sforzi del governo per favorire la concorrenza nell’industria dell’automotive del Paese, si arrivi a una sorta di consolidamento in quanto molti operatori potrebbero essere costretti a uscire dal mercato.

Un rapporto di AlixPartners mostra che nel 2024 il mercato ha già visto un primo consolidamento, con 16 uscite e 13 lanci di marchi di veicoli a nuova energia. Il problema è che, quantunque il numero dei produttori si sia ridotto, la capacità produttiva del settore è ancora molto inutilizzata a causa della domanda in rallentamento. Secondo i dati compilati dal Gasgoo Automotive Research Institute di Shanghai, il tasso medio di utilizzo della produzione nell’industria automobilistica cinese è stato appena del 49,5% nel 2024.

L’obiettivo di Byd è di monopolizzare il settore, potendo sfruttare la sua capacità di tenere bassi i costi grazie all’integrazione verticale del business. Secondo gli analisti, però, non è detto che almeno nel breve termine la strategia paghi attirando un maggior numero di consumatori. In pratica, i prezzi imprevedibili possono scoraggiare le persone ad acquistare le auto, poiché si chiedono per quale motivo dovrebbero effettuare un acquisto che potrebbe essere più economico nel giro di poco tempo con una guerra dei prezzi in corso.

Contestualmente, le case automobilistiche vedono erodersi i margini di profitto e anche quelle più capitalizzate potrebbero essere ritrovarsi su posizioni finanziarie insostenibili. Tra l’altro, come osserva il Quotidiano del Popolo, un organo di stampa controllato dal governo, i prodotti a basso costo e di bassa qualità rischiano di danneggiare seriamente la reputazione dei modelli cinesi a livello internazionale.

 

Auto elettriche: cosa aspettarsi ora?

Come andrà a finire? Gli esperti di settore non sono ottimisti. Secondo John Murphy, analista automobilistico senior di Bank of America, “quello che si sta vedendo in Cina è inquietante, perché c’è una mancanza di domanda e un taglio estremo dei prezzi”. A suo avviso, alla fine “ci sarà un massiccio consolidamento per assorbire la capacità in eccesso“. Riferendosi poi alle case automobilistiche americane come Tesla, Murphy ritiene che “dovrebbero semplicemente uscire”, in quanto per loro è molto rischioso rimanere lì .

Il commento di Jochen Siebert, amministratore delegato della società di consulenza automobilistica JSC Automotive, è molto forte. Con riferimento a Byd “è ovvio a tutti che vuole un monopolio in cui tutti gli altri si arrendono”, ha detto. “Le tattiche aggressive di Byd stanno sollevando preoccupazioni per il potenziale dumping nel comparto auto, i problemi di gestione delle concessionarie e la spremitura dei fornitori”.

Ron Zheng, partner della società di consulenza globale Roland Berger, ha espresso preoccupazione per come si stanno mettendo le cose in Cina. “Il mercato automobilistico cinese, nonostante le sue dimensioni sostanziali, sta crescendo a una velocità inferiore. Le case automobilistiche devono dare la massima priorità all’acquisizione di maggiori quote di mercato”, ha affermato.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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