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Auto elettriche: sono davvero ecologiche?

Auto elettriche: sono davvero ecologiche?

Da diversi anni le auto elettriche hanno occupato la scena nel mondo dell’automotive, con le società del settore che si stanno sempre più allontanando dai veicoli a combustione e i Governi che stanno investendo molte risorse per favorire tale passaggio. Alcune aziende hanno elaborato dei piani ben precisi affinché tra qualche anno le nuove immatricolazioni siano solo di natura elettrica. Per questo gli Stati hanno appoggiato le iniziative attraverso sussidi e vantaggi fiscali sia per i produttori che per gli acquirenti. 

La ragione è di natura ambientale. In ballo vi è la salvaguardia del pianeta, sempre più sottoposto a fenomeni catastrofici come alluvioni, uragani, frane, piene e siccità. L’obiettivo è di ridurre gradualmente fino alla completa eliminazione la quantità di CO2 emessa nell’atmosfera. Secondo i piani del Green Deal Europeo, ad esempio, si dovrà raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, con una riduzione del 90% delle emissioni di gas serra dei trasporti. La domanda che verrebbe da porsi è: ma le auto elettriche sono davvero così ecologiche? O meglio, se lo sono, a quali condizioni? Entriamo nel dettaglio e cerchiamo di capire di più sulla questione.

 

Auto elettriche: come viene generata l’elettricità

Le auto elettriche funzionano attraverso una batteria che viene caricata con energia elettrica. Ciò può avvenire o nel box di casa propria oppure attraverso le colonnine di ricarica che si trovano nelle città. In entrambe le situazioni vi è un problema che si pone sotto il profilo ecologico: l’elettricità che serve per caricare le batterie da dove arriva? La risposta a questa domanda è quella che spiega le varie fonti di energia elettrica. Questa viene prodotta con:

 

  • le centrali termoelettriche, dove si ha la combustione dei combustibili fossili (carbone, gas e petrolio) per produrre energia meccanica, a sua volta utilizzata nella produzione di energia elettrica;
  • le centrali nucleari, ovvero attraverso il calore generato dalla fissione;
  • le centrali idroelettriche, ossia mediante il flusso dell’acqua che mette in azione le turbine;
  • i pannelli fotovoltaici, cioè per mezzo dei fotoni che raggiungono la superficie della cella fotovoltaica, con il trasferimento dell’energia di tali fotoni agli elettroni nel pannello;
  • l’eolico, ovverosia con la conversione di energia meccanica del vento in elettrica attraverso le pale eoliche.

 

Il punto è: quale fonte di energia viene utilizzata per caricare le batterie delle auto elettriche? Ovviamente l’impronta di carbonio è tanto più consistente e nociva quanto minore è il ricorso alle energie rinnovabili. In quei Paesi quindi dove il contributo dei combustibili fossili è meno accentuato nella produzione di energia, le auto elettriche risultano più ecologiche. 

Secondo un rapporto redatto dall’ICCT (International Council of Clean Transport), l’impronta di carbonio delle auto elettriche alimentate da energia rinnovabile è fino all’81% inferiore rispetto ai veicoli a combustione. Ovviamente vanno fatte delle distinzioni. In Svezia, ad esempio, il risparmio delle emissioni è dell’80%, mentre in Polonia si arriva al massimo al 25%. Ad ogni modo, il tasso d’inquinamento di un veicolo a batteria è sempre inferiore rispetto a uno a benzina o diesel, se non altro perché il motore elettrico non emette in pratica alcun gas di scarico, a differenza di quello a combustione.

Auto elettriche: il problema delle energie rinnovabili e l’inquinamento delle batterie

Un problema che viene affrontato nell’ambito della ricarica delle batterie, riguarda la generazione di energia con alcune fonti rinnovabili. Ad esempio l’energia solare ed eolica possono svolgere un ruolo molto importante, ma cosa succede nei momenti in cui non splende il sole o non c’è vento mentre si sta caricando? Al riguardo risulta fondamentale trovare il modo per immagazzinare l’energia prodotta appunto da queste forme alternative. Ad esempio l’energia solare può essere immagazzinata sotto forma di idrogeno e di combustibili sintetici, per mezzo dell’elettrolisi.

Gli ambientalisti sollevano dubbi circa l’ecosostenibilità delle auto elettriche non tanto per quel che riguarda il funzionamento, ma quanto per la tecnologia che viene utilizzata per produrle. In maniera particolare l’attenzione è richiamata sulla costruzione delle batterie. Queste vengono realizzate attraverso alcuni minerali come litio, cobalto, nichel, manganese e grafite. Il problema fondamentale sta nell’estrazione, che comporta una grande quantità di emissioni di CO2 in quanto i macchinari utilizzati devono scavare al di sotto della superficie terrestre e risultano tutt’altro che ecologici. Secondo alcuni studi, per ogni KWh di capacità della batteria, l’ambiente assorbe fino a 200 kg di anidride carbonica rilasciata. 

Un altro aspetto molto discusso concerne l’utilizzo delle batterie una volta finito il ciclo di vita. Ancora una buona parte va a finire in una discarica, il che genera danni all’ambiente esterno. Tuttavia, è possibile il riciclaggio, riutilizzando quasi totalmente i loro componenti. Un esempio emblematico è rappresentato da Tesla, che ha affermato che nessuna batteria danneggiata o esaurita viene portata in una discarica, bensì è sottoposta a un processo di recupero consentendo il ripristino del 92% dei materiali che la compongono. Questo significa che si riescono a ottenere sistemi in grado di immagazzinare elettricità utilizzabile sotto forma di backup. In tal modo, produttori e aziende possono ammortizzare nel tempo il quantitativo prodotto di CO2.

In conclusione non si può dire per il momento che le auto elettriche siano a zero emissioni. Tuttavia, con il passaggio graduale dall’energia proveniente dai combustibili a quella rinnovabile, le emissioni sono destinate a scomparire nella fase di utilizzo. Rimane sempre il problema dell’estrazione, che potrà essere attenuato quanto più i sistemi di sfruttamento delle batterie usate e l’avanzamento della tecnologia per renderle più durature riducono la quantità di energia aggiuntiva durante tutto il processo di produzione.

 

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Redazione

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