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Auto: per S&P ci sarà un crollo della produzione fino a 6,8 milioni di veicoli

Auto: per S&P ci sarà un crollo della produzione fino a 6,8 milioni di veicoli

Tempi duri per il settore auto, con le case europee che potrebbero diminuire la produzione di oltre 1 milione di veicoli a trimestre a partire dalla fine del 2022 e proseguendo per tutto il 2023. Un rapporto di S&P Global Mobility avverte di questo rischio, ascrivendolo all’aumento dei costi energetici a causa della guerra Russia-Ucraina che impatta sulla catena di approvvigionamento. La società di analisi aveva previsto che le aziende europee avrebbero prodotto da 4 a 4,5 milioni di auto per trimestre; con le restrizioni energetiche, le imprese potrebbero ridimensionare la produzione fino a 2,8 milioni di veicoli, il che implica un calo produttivo fino anche a 6,8 milioni di unità in un anno.

Il pericolo sarà particolarmente elevato questo inverno nel caso venisse effettuato un razionamento di energia in Europa durante i mesi più freddi, sottolineano gli analisti. Ormai la situazione sembra essersi incanalata in questa direzione dal momento che appare chiaro che la carenza delle forniture di risorse energetiche provenienti dalla Russia difficilmente potrà essere colmata con altre possibilità alternative.

Le fabbriche a quel punto potrebbero “dover interrompere le spedizioni di veicoli completati a causa della mancanza di singoli componenti”. Le interruzioni di produzione purtroppo sono un rischio molto realistico, nonostante i governi stiano facendo di tutto per limitare l’impatto della crisi energetica. I colli di bottiglia potrebbero essere simili a quelli che si sono visti durante la pandemia, quando la chiusura delle attività per via dei focolai del Covid-19 ha costretto le aziende a ridimensionare la produzione, rileva lo studio di S&P.

Auto: ecco quali sono i Paesi più a rischio

Quali saranno i paesi che pagheranno maggiormente dazio dalla crisi energetica nel settore auto? S&P nel rapporto ha esaminato la situazione di 11 importanti centri di produzione automobilistica nel Vecchio continente, classificandoli in base al posizionamento rispetto ai fattori che potranno incidere negativamente durante l’inverno. Al primo posto delle nazioni messe meglio vi stanno Repubblica Ceca e Germania. La locomotiva tedesca “beneficia della dipendenza relativamente bassa sul fronte automobilistico dall’elettricità derivante dal gas, oltre che dei livelli di stoccaggio”, afferma il rapporto.

Le sue aziende, tra l’altro, stanno registrando grandi guadagni. Ad esempio Mercedes Benz AG ha riferito di vendite in crescita di oltre il 20% nel corso del terzo trimestre, nonostante abbia dovuto affrontare notevoli disagi sul versante della catena di approvvigionamento, dell’inflazione che non ha lasciato tregua e delle prospettive economiche in peggioramento che fanno presagire l’arrivo di una recessione. Mentre tra i paesi che risultano essere più a rischio si collocano Italia, Spagna e Belgio, per effetto della minor autosufficienza energetica, scrivono gli analisti di S&P.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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