Azimut supera la soglia dei 6 miliardi di raccolta da inizio anno e raggiunge con tre mesi di anticipo l’obiettivo minimo (6-8 miliardi) fissato per l’intero 2022. Merito anche degli afflussi di settembre, positivi per 787 milioni, di cui 527 attribuibili al risparmio gestito. Oltre i due terzi della raccolta (il 67%) sono confluiti in soluzioni di asset management, compresi i mercati privati (19 milioni).
Le gestioni patrimoniali guidano l’asset mix. Settembre ha visto crescere gli afflussi in particolare sulle gestioni patrimoniali, in attivo per 337 milioni. Dai fondi sono arrivati invece 164 milioni, che hanno portato il complessivo da gennaio a 2,5 miliardi, più della metà dei quali (1,5 miliardi) confluiti nei mercati privati. In totale, nel corso del 2022 il risparmio gestito ha portato alla società guidata dal presidente, Pietro Giuliani, 3 miliardi, perfettamente in linea col denaro confluito su titoli, fondi terzi e conti correnti (3 miliardi).
Patrimonio gestito a quota 54 miliardi. Le masse totali del gruppo sono arrivate a fine settembre a quasi 84 miliardi, di cui 54 nel risparmio gestito: dato perfettamente in linea con quello di fine 2021. I fondi rappresentano da soli quasi 44 miliardi, e tra questi 6 miliardi sono allocati nei mercati privati, che rispetto alla fine dello scorso anno hanno visto il loro patrimonio crescere del 39%. Quanto all’allocazione geografica, l’America accoglie quasi 25,5 miliardi, cioè un terzo circa del patrimonio totale di Azimut.
Un mandato istituzionale da 260 milioni. “Oltre alla solida raccolta realizzata dal canale rete”, ha commentato Gabriele Blei, amministratore delegato del gruppo, “la componente gestita ha beneficiato a settembre di un nuovo mandato istituzionale da 260 milioni”. Questo, secondo il manager, dimostra “la forza di un modello di business diversificato e la qualità della piattaforma globale di Azimut e della sua offerta per un’ampia gamma di investitori istituzionali e individuali”.
Azimut: dopo fase di ipervenduto quotazioni pronte per rimbalzo
Il titolo Azimut sembra essere impostato al rialzo nel breve termine. Dopo il minimo realizzato la scorsa settimana sul livello 13,810, le quotazioni hanno drasticamente invertito la rotta muovendosi al rialzo, anche grazie ad un pattern grafico di analisi candlestick denominato “hammer”, indicante una chiara tendenza positiva. E’ certo vero che l’azione sta scendendo ininterrottamente da inizio anno e che ogni tentativo di rimbalzo (pochi, tra l’altro) è sempre stato successivamente smentito con la realizzazione di minimi ancora più bassi. Ma è altrettanto realistico immaginare che, prima o poi, questo trend si esaurisca e che il minimo più recente sia davvero l’ultimo.
Difficile saperlo prima, ma ogni volta che si scende, diventa sempre più probabile una definitiva inversione in senso rialzista. Quindi, non solo un atto di fede, ma anche alcune valide argomentazioni, la principale delle quali è da ricercarsi nell’indicatore RSI appena uscito dalla sua area di “ipervenduto” e posizionato ora vicino al livello 34.
Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 15,660 con target nell’intorno dei 16,545 euro, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 14,735 con obiettivo molto vicino al livello 13,810. L’impostazione algoritmica, comunque, vede i prezzi stazionare ancora al di sotto dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono ribassisti da inizio anno. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal.

L’andamento settimanale del titolo AZIMUT









