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Azimut: partnership con Unicredit nel risparmio gestito, cosa fare con le azioni?

Azimut: partnership con Unicredit nel risparmio gestito. Nuovi massimi per l'azione?

A Piazza Affari è una giornata all’insegna dell’euforia e degli acquisti per il titolo Azimut, in scia alle news arrivate poco prima dell’apertura di Piazza Affari. Nello specifico la società guidata da Pietro Giuliani ha siglato una lettera di intenti con Unicredit, che torna al risparmio gestito dopo la vendita nel 2016 di Pioneer, per la distribuzione di prodotti di Asset Management nel nostro Paese.

Nel dettaglio Azimut andrà a creare e gestire una nuova Management Company la cui base sarà in Irlanda, che svilupperà in particolar modo fondi comuni di investimento che verranno distribuiti in via non esclusiva tramite il network di Unicredit, che raggiunge quasi 7 milioni di clienti in Italia. I primi prodotti dovrebbero arrivare nel nostro Paese dal giugno del prossimo anno. Per quanto riguarda il controllo e la partecipazione di questa partnership, è previsto che dopo il quinto anno la banca guidata da Andrea Orcel possa esercitare una Call Option per acquisire una partecipazione che fino a quel tempo sarà interamente posseduta da Azimut. Nel caso in cui questa opzione dovesse avverarsi, Unicredit potrebbe contare su una propria fabbrica di prodotti ad alto valore che andrebbe ad unirsi alla piattaforma onemarkets Fund e ad altre entità di asset management presenti nel gruppo. Andiamo ora a vedere come sta rispondendo sul mercato il titolo Azimut dopo queste notizie.

Azioni Azimut: analisi tecnica e strategie operative

Le vendite che avevano contrassegnato nella giornata di ieri il titolo Azimut, lasciano spazio agli acquisti con le quotazioni che si portano oltre le forti resistenze poste in area 20 euro. Nel breve periodo una conferma oltre tali livelli, andrebbe non solo a rafforzare la struttura grafica rialzista partita nel mese di ottobre 2022 ma aprirebbe le porte ad ulteriori apprezzamenti per i corsi in direzione dei 21,25 euro e a seguire i massimi di marzo 2022 situati sulla soglia dei 22 euro. Nel caso in cui anche queste aree dovessero essere superate, l’azione potrebbe andare a chiudere il gap-down lasciato aperto il 24 febbraio 2022 in area 22,50 euro.

Al contrario sarà solo con la perdita dei 19 euro, parte basse dell’ex trading range presente da diverse settimane, che si avrebbe un segnale di debolezza che aprirebbe le porte ad un test sui 18 euro, dove si andrebbe a testare sia la media mobile di medio periodo che di lungo periodo. Importante sarebbe non perdere questi livelli per evitare ulteriori vendite che potrebbero espandersi fin verso gli ex massimi di agosto 2022 in area 17,50 euro

AUTORE

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Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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