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Azioni: 2 motivi per cui il 2023 potrebbe essere migliore

Azioni: 2 motivi per cui il 2023 potrebbe essere migliore di quest'anno

Il 2022 si avvicina al termine e questo è il momento di fare i primi bilanci per quanto riguarda le azioni. Bisogna andare indietro nel tempo di parecchi anni per trovare un mercato azionario così tribolato, ovvero alla grande crisi del 2008. Allora i crolli di Borsa furono innescati essenzialmente dallo scoppio della bolla dei mutui subprime. Quest’anno sono stati molteplici i fattori che hanno inciso sulle quotazioni, portando l’indice S&P 500 a entrare in un mercato ribassista.

L’inflazione si è rivelata una spina nel fianco continua. Prima la crisi degli approvvigionamenti post-Covid e poi la guerra Russia-Ucraina hanno reso la situazione insostenibile, con prezzi delle materie prime alle stelle e bollette energetiche esplosive. Questo ha costretto le Banche centrali a intervenire pesantemente con strette sui tassi che non si vedevano da 40 anni, proprio quando il mondo era in preda agli shock inflazionistici. I tassi d’interesse alti hanno avvelenato il mercato azionario, che ha metabolizzato sempre più uno scenario recessivo più o meno profondo. Alcuni settori come quello tecnologico ne sono usciti con le ossa rotte a Wall Street, con parecchie azioni che hanno quasi esaurito la loro capitalizzazione sotto i colpi delle vendite. A emergere viceversa sono stati i titoli energetici, che hanno fatto tesoro del rally portentoso dei prezzi delle materie prime come gas, petrolio e carbone.

Negli ultimi due mesi la situazione si è un po’ acquietata, soprattutto dopo che i dati sull’inflazione americana rilasciati a novembre sono cominciati ad andare nella direzione giusta, ovvero quella dove i prezzi si raffreddano e di conseguenza la Federal Reserve allenta la sua politica monetaria. La conferma dei dati di dicembre è stata un’altra iniezione di fiducia per gli investitori, prima della doccia gelata dell’ultima riunione della Fed, dove il governatore Jerome Powell ha fatto capire che la strada per una normalizzazione è ancora lunga, riportando le vendite a Wall Street.

 

Azioni: ecco perché potranno risalire

Con il 2023 alle porte e con tanta confusione ancora presente nei mercati, il grande dilemma è se le azioni si riscatteranno da un 2022 tenebroso oppure se continuerà il calvario nel 2023. Molti analisti mantengono la cautela, almeno con riferimento alla prima parte del prossimo anno, dove i tassi continueranno a salire e l’inflazione si manterrà ancora elevata. Tuttavia, vi sono parecchi osservatori di mercato che manifestano un certo ottimismo, ritenendo l’anno che verrà più promettente rispetto a quello che ci lasciamo alle spalle. Le ragioni sono fondamentalmente due.

La prima verte sul fatto che l’inflazione è in calo. Quanto sarà il ritmo di discesa ancora è incerto, però negli ultimi due mesi la ritirata è stata maggiore rispetto a quanto si aspettava il consensus. Tutto ciò dovrebbe portare la Fed ad alzare nelle prossime due sedute il costo del denaro di un quarto di punto percentuale, per poi arrestarsi in attesa di passare a un nuovo accomodamento monetario. L’ultimo messaggio di Powell indica una permanenza dei tassi alti più a lungo di quanto si attende il mercato e un tasso terminale di oltre il 5%. Potrebbe essere, ma molto dipenderà dal costo della vita e da altre variabili che possono delineare quanto forte sarà la recessione, come il livello dell’occupazione.

La seconda motivazione che induce a pensare positivo riguarda i guadagni aziendali. Gli analisti hanno abbassato recentemente le aspettative sugli utili, quindi il mercato probabilmente prezzerà il fondo prima del suo arrivo. Se i profitti scenderanno nel 2023, molto di questo calo sarà già stato incorporato nelle quotazioni azionarie, quindi i titoli in Borsa potranno cominciare a invertire. A maggior ragione ciò accadrebbe in caso di sorprese positive nelle prossime trimestrali. Se questi due fattori, inflazione in calo e utili già scontati, agiranno in tandem, gli investitori allora non dovrebbero temere di vivere un altro anno da incubo.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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