Azioni: 4 fattori da considerare per investire - Borsa&Finanza
Cerca
Close this search box.

Azioni: 4 fattori da considerare per investire

Azioni: 4 fattori da considerare quando si effettuano gli investimenti

Cosa considerare quando si investe in azioni? Fermo restando che sono tanti i parametri che devono essere vivisezionati e che richiedono una corretta interpretazione, effettuare una valutazione accurata dei titoli da inserire in portafoglio è un lavoro non semplice per un investitore ma è un’attività che a lungo andare paga. L’esercizio non è semplice, perché tutto va rapportato alle condizioni di mercato che variano e anzi sono in continua evoluzione. In particolare in questo ultimo anno e mezzo gli investitori di tutto il mondo hanno dovuto affrontare un contesto davvero sfidante, con una terribile pandemia che ha ribaltato tutte le certezze e messo in discussione l’attualità e il futuro. Anche e soprattutto perché possiamo affermare con relativa sicurezza che il Covid-19 sia stato neutralizzato negli effetti più letali, ma non del tutto domato.

 

Azioni: 4 fattori da considerare quando si effettuano gli investimenti

La selezione delle azioni quindi non può prescindere dal considerare tutti gli eventi esterni che in questo momento prendono il nome di pandemia, inflazione, tassi d’interesse, banche centrali e l’elenco potrebbe continuare ancora. Basandosi invece sui fondamentali propri di ogni asset, sono essenzialmente 4 i parametri che dovranno essere considerati, vediamoli.

 

Rapporto prezzo/utili

Per giudicare se un titolo sia costoso o meno, il primo passo è quello di vedere qual è il suo prezzo rispetto agli utili attesi e confrontarlo con quello delle altre azioni dello stesso settore. Il problema è che alcune aziende non sono mature, pertanto o non hanno un flusso costante di guadagni o non sono ancora redditizie. Si tratta soprattutto di startup tecnologiche, che puntano sugli investimenti che daranno un ritorno a lungo termine. Altre aziende invece non riportano i guadagni in maniera conforme ai principi contabili che vengono normalmente adottati. Questo significa che fare un confronto basandosi su questo parametro non sempre è possibile.

 

Ricavi delle vendite e margini di profitto

I ricavi delle vendite sono un indicatore che segnala la crescita di un’azienda nel tempo. Ma anche qui bisogna prestare molta attenzione, perché un fatturato maggiore non sempre coincide con una quantità superiore di prodotti venduti. Infatti i ricavi non tengono conto dell’inflazione, quindi una crescita potrà semplicemente derivare da un aumento dei prezzi a parità di domanda. Ciò che invece può fare la differenza è il margine di profitto, perché in tal caso si tiene conto dell’impatto dei prezzi anche sui costi. Oggi più che mai questo aspetto assume valenza, in quanto vi è un contesto inflazionistico molto accentuato. Quindi, un margine di profitto alto significa che l’azienda è in grado di trasferire i prezzi crescenti ai consumatori, un margine basso viceversa vuol dire che l’azienda sta assorbendo i costi.

 

Dividendi

Molti investitori sono attratti dalle aziende che pagano alti dividendi perché le considerano in salute e premianti per gli azionisti. Questo però non è sempre un aspetto positivo. A volte le società cercano di incentivare il pubblico distribuendo ricche cedole per attirare liquidità al fine di coprire altre magagne, come l’alto indebitamento. Soprattutto è importante considerare non il dividendo, ma il payout, ossia quanto dell’utile viene distribuito sottoforma di dividendo. Un payout troppo alto significa che l’azienda non investe nella crescita e potrà arrivare al punto in cui non sarà più in grado di essere così redditizia per gli investitori. Secondo alcuni economisti il rapporto utile/dividendi perfetto è del 40%, oltre il 55% può essere controproducente.

 

Rapporto debito/utili

Solitamente le aziende altamente indebitate non vengono ben viste dal mercato, perché aumenta il rischio che non riescano a onorare i propri impegni. Tutto però va rapportato alla capacità di generare utili. La situazione deve cominciare a preoccupare quanto l’entità del debito supera di 3 volte gli utili societari. Questo però dipende anche dal settore di appartenenza di una società. Nel settore tecnologico ad esempio si effettuano maggiori investimenti rispetto ad altri comparti, pertanto è anche normale che si ricorra maggiormente all’indebitamento. In questo è molto importante valutare il costo del finanziamento, perciò tassi alti normalmente non sono ben accetti negli investimenti di azioni growth.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *